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Ancora tensione nello Stretto di Hormuz

Emirati Arabi: "la tensione va affrontata politicamente"

Dubaistart

Ancora tensione nello Stretto di Hormuz

Non scende la tensione nello stretto di Hormuz, dopo la notizia dell’invio di un’altra nave della Marina britannica, la 23 HMS Kent, che ha lasciato lunedì la base di Portsmouth e che si unirà alla coalizione militare a guida statunitense nel Golfo.

L’obiettivo, secondo quanto dichiarato, è quello di proteggere le navi mercantili nell’area, dopo che l’Iran ha fermato, lo scorso 19 luglio, la petroliera Stena Impero la quale navigava sotto bandiera britannica nello stretto di Hormuz. Bloccata per aver violato le regole di navigazione, secondo quanto affermato da Tehran; accusa però respinta con decisione da Londra e dalla stessa compagnia di navigazione.

“Il nostro obiettivo nel Golfo – ha precisato Andy Brown, comandante della Kent – rimane quello di attenuare l’attuale tensione. Ma ci impegniamo a sostenere nello stesso tempo la libertà di navigazione e a rassicurare le spedizioni internazionali”.

Il Regno Unito è finora l’unico paese ad aver aderito alla coalizione americana per cerare una forza navale militare che possa scortare le navi in transito nell’area dello Stretto e nel Golfo Persico. Idea non appoggiata dalla Germania e dagli altri Paesi europei che hanno invece in mente una “missione” tutta europea poiché non condividono l’aggressivo approccio statunitense alla crisi nel Golfo.

Intanto Teheran, già la scorsa settimana, ha lanciato un nuovo avvertimento a Washington, sottolineando che è sì a favore del dialogo, ma se gli americani vogliono negoziare davvero devono prima rimuovere le sanzioni, e che, soprattutto, una maggiore presenza militare straniera non farà altro che rendere ancora più alta la tensione nella regione.

Gli Emirati Arabi proseguono invece gli sforzi per calmare i venti di guerra tra Iran e Stati Uniti. “Le tensioni nel Golfo possono essere affrontate solo politicamente”, aveva dichiarato a fine giugno in un Tweet il Ministro degli Esteri emiratino Anwar Gargash, chiedendo un’azione collettiva e la partecipazione di voci regionali per distendere il clima.

 

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