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Arab Youth Survey 2019: la religione influenza troppo i Paesi Arabi

Arab Youth Survey 2019: la religione influenza troppo i Paesi Arabi

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Arab Youth Survey 2019: la religione influenza troppo i Paesi Arabi

Due terzi dei giovani arabi pensano che la religione sia troppo “influente” in Medio Oriente e otto su dieci ritengono che le istituzioni religiose abbiano bisogno di riforme. E’ quanto emerso dal sondaggio annuale Arab Youth Survey, condotto a partire dal 2008 dall’agenzia di comunicazioni di Dubai Asda’a Burson Cohn & Wolfe, sulle nuove generazioni. Oltre 3300 ragazzi di età compresa tra i 18 e i 24 anni, sono stati intervistati su diversi temi, lo scorso gennaio, in 15 paesi diversi: Bahrain, Kuwait, Oman, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Algeria, Egitto, Libia, Marocco, Tunisia, Giordania, Iraq, Libano, Territori palestinesi e Yemen (la Siria e il Qatar non sono stati inclusi quest’anno).

Un risultato ha sorpreso più di tutti: un’alta percentuale di giovani ritiene che la religione abbia un ruolo troppo importante in Medio Oriente; percentuale che è passata dal 50% del 2015 al 66% quest’anno. La metà concorda inoltre sul fatto che i valori religiosi del mondo arabo stiano limitando troppo la maggior parte dei Paesi e, in particolare, i ragazzi vorrebbero esortare le istituzioni religiose ad abbracciare la via delle riforme e della modernizzazione. Le difficoltà maggiori che vive il Medio Oriente? Secondo gli intervistati sono la disoccupazione, una crescita economica lenta, la guerra civile in Siria, la mancanza di democrazia.

Come ha sottolineato Mohammad Shahrour, professore di ingegneria civile all’Università di Damasco e uno dei principali ricercatori nella lettura contemporanea del Corano, oltre ad essere un volto noto alla Abu Dhabi Tv con il suo Laallahom Yaaqiloun, i risultati del sondaggio non significano che i giovani arabi siano meno legati alla religione, ma si trovano a vivere un profondo conflitto e una “crisi intellettuale”. “I ragazzi – ha sottolineato – sono attaccati e devoti alla loro fede, pur non essendo convinti di alcuni dei pensieri ereditati e delle restrizioni religiose, che scoraggiano il pensiero individuale e che li costringono a vivere all’interno dei confini di Halal e Haram: ciò che è lecito e ciò che è proibito”. E proprio le riforme, secondo il professore, potrebbero essere l’approccio migliore per preservare e sostenere la fede dei giovani.

La strada verso la modernizzazione, senza perdere l’identità religiosa, sembra dunque essere la via auspicata dalle giovani generazioni che, non a caso, mettono gli Emirati Arabi, per l’ottavo anno consecutivo, al primo posto dove vivere, seguiti da Canada e Stati Uniti. Secondo il campione, il Pese offre solide opportunità lavorative, con un sistema che si basa sulla meritocrazia, in contrasto con il “wasta”, o nepotismo, che prevale in gran parte del mondo arabo. “Il mio messaggio per voi – ha twittato lo Sceicco di Dubai dopo la pubblicazione dei risultati del sondaggio- è che gli Emirati Arabi Uniti sono stati e saranno sempre il vostro Paese, parte di un meraviglioso mondo arabo che continuerà a prosperare con le vostre energie e aspirazioni”.

Per approfondire, qui trovate i risultati completi dell’Arab Youth Survey.

 

 

The Dubaitaly Press Team

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