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Emirati-Cina: i legami si stringono ancora

Emirati-Cina: i legami si stringono ancora

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Emirati-Cina: i legami si stringono ancora

Gli Emirati Arabi avranno un ruolo di primo piano nella “Belt and Road Initiative” cinese, politica portata avanti, già dal 2013, dal presidente cinese Xi Jinping, con l’obiettivo di combinare una “cintura economica” via terra e una “via della seta” marittima, e creare una rotta commerciale globale per collegare la Cina con il resto dell’Asia, il Golfo Arabico, il Nord Africa e l’Europa.

Si stringono ancora, dunque, i rapporti tra Abu Dhabi e Pechino, dopo il “Belt and Road Forum” che si è appena concluso nella capitale cinese, al quale ha partecipato anche lo Sceicco Al Maktoum, Primo Ministro degli Emirati: sono infatti stati annunciati accordi per un valore di 3,4 miliardi di dollari tra i due paesi. La Cina, in particolare la wholesale company Yiwu , investirà 2,4 miliardi di dollari per creare una stazione logistica in un’area di 5,5 milioni di metri quadrati, il “Traders Market”, vicino al sito di Expo 2020 Dubai, per immagazzinare e spedire merci cinesi dal porto di Jebel Ali al resto di il mondo. Un altro miliardo di dollari, invece, verrà investito per la realizzazione di un impianto di produzione e trasformazione alimentare, “Vegetable Basket”, sempre a Dubai, per importare, trasformare, imballare ed esportare prodotti agricoli, ittici e animali (gli attori coinvolti: DP World, China-Arab Investment Fund Management, Winland Investment Holding, China Co-op Group, Ocean Economic Development).

Secondo la Banca Mondiale la “Belt and Road” cinese è destinata a coinvolgere un terzo del PIL mondiale. Lanciata nel 2013 come “One Belt, One Road”, la BRI – questo l’acronimo – prevede che la Cina sottoscriva miliardi di dollari di investimenti in infrastrutture in tutti i paesi situati lungo tutta la vecchia Via della Seta, che collega Pechino con l’Europa. Nell’ultimo anno, le società cinesi hanno investito circa 15,6 miliardi di dollari in progetti con alcuni dei 125 paesi che hanno aderito al programma (l’Italia è il primo Paese europeo ad avere firmato).

Ma vediamo più nel dettaglio il ruolo degli Emirati Arabi, con qualche numero: la Cina è il secondo partner commerciale del Paese, con scambi bilaterali che si prevede supereranno i 58 miliardi di dollari quest’anno e oltre 70 miliardi entro il 2020. È stato stimato che circa 180.000 cittadini cinesi vivano attualmente negli Emirati Arabi, la maggior parte a Dubai, mentre il numero di turisti, grazie alle facilitazioni dei visti di ingresso, è cresciuto del 9% su base annua nella prima metà del 2018 (dati del Dubai Tourism). Non solo: il 60% delle esportazioni cinesi nella regione passa attraverso gli Emirati Arabi, mentre quasi un quarto delle importazioni sono destinate ai consumatori interni, con circa 2000 aziende cinesi che operano qui.

“L’accordo è molto positivo e si integra con il ruolo di Dubai come centro logistico e di trasbordo globale – ha sottolineato Monica Malik, chef economist presso la Abu Dhabi Commercial Bank  -. Per Dubai, l’ulteriore sviluppo dei legami con Pechino è importante considerando il futuro della Cina nella crescita delle esportazioni globali. Per la Cina, la posizione di Dubai, le infrastrutture, la forte esperienza nella logistica e nel trasporto contribuiranno alla sua strategia di sviluppo e ai suoi obiettivi”.

Il pieno appoggio degli Emirati Arabi alla “Belt and Road Initiative” era già stata preannunciata lo scorso luglio, in occasione dalla visita del presidente cinese Xi Jimpingi , che si era conclusa con la firma di 13 accordi e memorandum di intesa relativi a commercio, investimenti, energia (green e non), istruzione, cultura. Lo Sceicco Al Maktoum aveva definito la visita “un incontro storico”, peraltro il primo dal 1989, quando l’ex presidente della Cina Shangkun si era recato ad Abu Dhabi, e verrà ricordata come una delle più grandi visite di stato che gli Emirati abbiano mai ospitato.

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