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Intervista a Silvia Vianello: “indispensabile reinventarci costantemente”

Intervista a Silvia Vianello: "indispensabile reinventarci costantemente"

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Intervista a Silvia Vianello: “indispensabile reinventarci costantemente”

Storie di donne che vivono a Dubai, che hanno fatto scelte coraggiose, investito tempo ed energie in attività nelle quali credono e che possono ispirare tutti. Perché coraggio e voglia di fare non hanno genere e chiunque può trovare la sua strada in questa città. Silvia Vianello, inserita da Forbes nella classifica delle 100 donne italiane di maggior successo nel mondo, è una di loro.

Docente di Marketing alla Bocconi di Milano per più di dieci anni, ha condotto il programma televisivo Smart&App (su Sky), ha fondato Reinventami, società di consulenza per grandi e piccole/medie imprese, ed è autrice di numerosi libri come “GreenWebEconomics: la nuova frontiera” e “Startup digitali & PMI innovative. Guida completa al successo di un’impresa innovativa”, solo per citarne alcuni.  Eppure, dopo tanti successi, Silvia Vianello ha lasciato l’Italia per venire a vivere qui a Dubai.

Perché, Silvia, questa decisione?
Ho sempre cercato di vivere la vita senza freni, dedicando almeno un’ora delle mie giornate a pensare a come migliorarle. Ho lottato per realizzare i miei sogni con estrema positività. La mia vita a Dubai è davvero una favola, ma tutti possiamo aspirare a un’esistenza piena, qui o in altre parti del mondo. Prima di vivere a Dubai avevo vissuto comunque già diversi anni all’estero, come Professore e Consulente, a New York, Houston e Parigi, ma l’Italia è la mia terra che ho sempre nel cuore. Mi impegno a diffondere l’innovazione nel nostro Paese anche da Dubai. La verità è che sono geograficamente libera. Quando mi sveglio la mattina non so mai cosa accadrà, con chi creerò qualcosa di straordinario, in quale paese farò il mio prossimo speech per diffondere l’innovazione nel mondo. Mi sono trasferita a Dubai per un’incredibile offerta di lavoro per Maserati in cui gestivo il Marketing di 24 Paesi in tre diversi continenti (Asia, Africa e Oceania). Ma quando ho cominciato a sentire sulle spalle che stavo facendo “un lavoro”, significava che non mi stavo divertendo più e che era tempo di cambiare. Per questo motivo recentemente ho cambiato e sono tornata a lavorare nel settore dell’education, che è molto più nelle mie corde rispetto al mondo automotive. Con entusiasmo ho accettato la sfida come Direttore di un Innovation Lab e come Professor presso la pluripremiata Business School Australiana, SPJain Global School of Management.

Sei stata definita una delle donne più esperte nel settore Digital in Italia, qual è la tua formazione?
Quale? Quella ufficiale o quella non ufficiale? Partendo da quella ufficiale ho un dottorato di ricerca in economia e una laurea specialista con lode in marketing, più un corso di formazione executive su Innovation e Smart Cities conseguito ad Harvard. Poi c’è quella molto più importante che è quella non ufficiale. Bisogna abbandonare l’approccio da libro universitario. Il digital è passione, è cambiamento, è aggiornamento continuo, una velocità a cui la carta stampata non può star dietro. E paradossalmente quasi nemmeno gli e-book. Il consiglio è quello di crearsi una bella lista di siti interessanti che aggiornano in modo imparziale sulle novità e leggersi ogni giorno quello che accade. Contestualmente trovare chi sono i key opinion leader che si occupano di digital e seguirli sui Social. Per questo vi aspetto su Linkedin.

Quali sono le tue prime impressioni su questa città?
Dubai è una città che ci vizia molto. Ci sono opportunità illimitate. E’ una città che cambia ogni giorno. Una città in cui si investe molto sull’innovazione e le nuove tecnologie. Una città in cui del cambiamento non solo si parla, qui il cambiamento lo si fa. E si è parte integrante di questo cambiamento.

Consiglieresti agli italiani di venire a vivere qui?
Sì e sono anche convinta di una cosa: tutte le persone che sono determinate possono farcela a trovare lavoro qui. L’indole delle persone fa la differenza. Sulla mia pelle ho imparato che senza l’insoddisfazione perderemmo la più potente spinta che abbiamo all’azione. I momenti della mia vita in cui sono stata più infelice, sono stati quelli in cui non ho avuto la motivazione per costruire le cose belle. Tutti ce la possono fare a cambiare, purché impariamo a non barattare la nostra felicità con la sicurezza, come diceva Freud. Quante volte non molliamo un lavoro che non ci soddisfa più solo perché si ha paura di non trovarne un altro? E quante volte rimaniamo in una città che non ha più nulla da offrirci? Se ci sono italiani con il desiderio di abbracciare nuove sfide in una città che ha molto da offrire è sicuramente un buon momento per venire qui.

A Dubai si investe molto sull’innovazione e sulla tecnologia, tanto che viene chiamata la Silicon Valley del Middle East: secondo te è un modello di sviluppo vincente?
Lo sarà se Dubai riuscirà a continuare ad attrarre i migliori talenti dall’estero e a formare al meglio quelli che sono già qui. C’è infatti un chiaro mismatch tra i profili presenti nella region e quelli richiesti sempre di più dalle aziende, sia nel private che nel public sector. I ruoli richiesti qui in questo momento sono ruoli tecnici associati alle nuove tecnologie come ad esempio data analyst, specialisti di intelligenza artificiale e machine learning, sviluppatori, esperti di big data e di trasformazione digital, esperti di nuove tecnologie e di IT, di blockchain e cosi via. I ruoli invece che verranno progressivamente sostituti sono ad esempio quelli di inserimento dati, di accounting, ruoli amministrativi, operai non specializzati, revisori contabili, e più in generale tutti i lavori di routine che verranno progressivamente sostituiti da robot e intelligenza artificiale. Lo raccontavo recentemente qui, se volete approfondire.

E per quanto riguarda le competenze, di chi avranno bisogno le aziende qui a Dubai?
Le competenze più importanti sono per lo più legate a capacità che non possono essere automatizzate. Cruciale sarà la risoluzione di problemi complessi, il pensiero critico e la creatività. E, naturalmente, la gestione delle persone giocherà un ruolo importante, specialmente con le nuove soluzioni emergenti di smart-working da casa ed in mobilità in cui il coordinamento con gli altri membri del team potrebbe sembrare più difficile. Anche l’intelligenza emotiva, la capacità di giudizio e più in generale le capacità di processo decisionale evoluto svolgeranno un ruolo molto importante nel nuovo panorama lavorativo, nonché l’orientamento al servizio verso il cliente e la negoziazione. L’ultimo molto importante è la flessibilità cognitiva. In generale, gli studi dimostrano che sarà molto difficile sostituire con la tecnologia persone con ruoli molto creativi. Perciò più sarete creativi e più sarete insostituibili.

I punti più importanti da tenere in considerazione per il futuro di Dubai e per gli italiani che lavorano a Dubai?
Uno: l’automazione distruggerà posti di lavoro, ma ne crea di più di quelli che distrugge e saranno migliori, sotto molti punti di vista.
Due: abbiamo bisogno di reinventarci costantemente, ad esempio di diventare più creativi, sviluppando capacità che non possono essere automatizzate. Per questo è importante lavorare sulla formazione continua di se stessi.
Tre: l’automazione genera tonnellate di dati affidabili, che devono essere trasformati in informazioni utili. I dati sono il nuovo Oil. Chi sarà in grado di leggere ed interpretare i dati per prendere decisioni avrà sicuramente una marcia in più rispetto agli altri profili.
Quattro: dobbiamo concentrarci su come costruire esperienze migliori per tutti i principali stakeholder. In modo tale da dare un lavoro migliore alle persone, che avranno così più tempo per altre attività sia lavorative ma anche personali. Con modalità di lavoro incentrare sulla digitalizzazione, la mobilità, lo smart-working e così via.

Un consiglio pratico e concreto per trovare lavoro a Dubai…
Su Linkedin ho creato l’iniziativa #unlavoropertutti dove aiuto gli italiani a trovare un nuovo lavoro. Posto molte offerte ogni giorno sia in Italia sia a Dubai. Per le offerte di lavoro internazionali uso l’hashtag #ajobforall. La cosa più importante da tenere a mente è che ci possono volere anche sei mesi prima di trovare un lavoro a Dubai, ma una volta che si è dentro il mondo del lavoro capita con frequenza di ricevere nuove offerte di lavoro.

Hai viaggiato molto, qual è il Paese più tecnologico e innovativo nel quale sei stata?
Finora ho visitato 65 Paesi nel mondo e cerco di visitarne almeno uno nuovo al mese, come riporto nei miei report di viaggio. Sicuramente per quanto riguarda la parte Asiatica sono rimasta piacevolmente colpita da Singapore, dal Giappone e dalla Corea del Sud. Sono Paesi avanzati che senza fare troppo rumore stanno lavorando molto su tecnologia ed innovazione e ci potranno dare in futuro grandi sorprese. Poi ho un debole per gli USA e la Silicon Valley californiana, ma sono di parte avendo vissuto in USA per diversi anni. Sicuramente in questo momento storico siamo tutti in attesa del prossimo unicorno e mentre da Dubai speriamo un po’ tutti che nasca qui, bisogna considerare che in Cina forse è già nato e magari proprio da un cervello italiano.

The Dubaitaly Press Team

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