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Burj Khalifa, la Torre

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Burj Khalifa, la Torre

La si da per scontata, è lì, con lʼocchio la si fotografa velocemente senza memorizzarla e la si lascia scivolare via mentre si viaggia in auto, e scorre via dall’angolo degli occhi insieme a tutte le altre bellissime costruzioni che si incrociano nella strada, un fiume di bellezza architettonica dove sguazziamo più o meno silenziosamente tutti i giorni.

È lì, altera e quasi vorrebbe essere algida se il clima lo permettesse.

È lei il simbolo di questa Dubai stupefacente, non la Burj Al Arab, sebbene imponente e solida, con la sua vita ancorata saldamente a terra e magari il sogno di veleggiare nel mare, qualche volta almeno, così… giusto per togliersi lo sfizio.

Invece Lei, radici ben piantate nel cuore della sua città, svetta alta, cerca allungandosi in una spirale bizzarra di toccare il cielo, ma non il nostro cielo, quello che vediamo quando alziamo lo sguardo, no, vuole lʼaltro cielo, vuole perforare le nuvole, la punta aguzza che raggiunge “il di più”.

Gli altri edifici chiacchierano, girano voci in città, si dice che qualcuna più grande di te arriverà a breve, sarà più alta, sarà “il di più”. Ma tu, bella Burj Khalifa non farci caso, ignora queste competizioni, continua a testa alta ad esser regina del tuo regno.

Un po’ di storia

La torre simbolo di Dubai tra pochi mesi compierà 9 anni: il 4 gennaio del 2010 venne infatti inaugurato il grattacielo più alto del mondo. Chi è qui da tempo si ricorderà che la torre avrebbe dovuto chiamarsi Burj Dubai e già erano state montate tutte le insegne stradali con questo nome. Al momento dell’inaugurazione, l’annuncio inaspettato: si sarebbe invece chiamato Burj Khalifa (in arabo “Torre Khalifa”), in onore dello sceicco di Abu Dhabi Khalifa bin Zayed Al Nahayan. Il giorno scelto per l’inaugurazione, il 4 gennaio, è invece la data in cui lo Sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum divenne governatore di Dubai, nel 2006.

Al di là del record che tutti conoscono, i sui 829,8 metri di altezza (guglia compresa) che lo rendono – per ora – il grattacielo più alto del mondo, il Burj Khalifa è la più alta struttura “freestanding” della terra, ha il maggiore numero di piani, l’ascensore che percorre la distanza maggiore, l’appartamento abitato e il ristorante più alti (al 162esimo e al 122esimo piano). Oltre al punto di osservazione esterno più alto del mondo: nell’ottobre del 2014 ha aperto infatti una seconda terrazza, a 555 metri di altezza, al 148esimo piano (potete prenotare una visita fin quassù oppure limitarvi al tradizionale – e più economico – 124esimo piano).

L’architetto del progetto è l’americano Adrian Smith insieme allo studio Skidmore, Owings & Merrill (SOM). Lo stesso studio ha progettato anche la torre attorcigliata di Dubai Marina (Cayan Tower) e il One World Trade Centre di New York.

Il suo design è ispirato alla forma di un fiore del deserto, l’Hymenocallis, combinato con geometrie dell’architettura islamica. Costruito in cemento armato e vetro, il suo nucleo centrale ha la forma del petalo del fiore. Per realizzarlo, hanno lavorato 12.000 operai, impiegando 330mila metri cubi di calcestruzzo e 31.400 tonnellate di acciaio.

Per visitare il Burj Khalifa occorre prenotare i biglietti online, a questo link.

Nata e vissuta in Sardegna per gran parte della mia vita, poi in Francia per qualche anno, faccio base tra Ravenna e Dubai, quest’ultima ormai chiamata “casa”. Madre di un figlio che adoro e che ha già preso il volo, seguo mio marito nei suoi viaggi di lavoro, che ci portano ad unire l’utile al dilettevole, con la valigia sempre a portata di mano finalmente appagata del sogno di bambina di andarmene in giro per il mondo. La mia vita a Dubai, città sorprendente e viva, mi regala tanto tempo libero da dedicare alle cose che amo, come l’Arte in tutte le sue forme, e altri passatempi grazie ai quali ho incontrato altre expat come me, e con le quali ho instaurato delle buone affettuose amicizie. Di Dubai, paese giovane e pieno di giovani di tutte le etnie, mi rimane la sensazione che sia forse una delle città che meglio rappresenta il fermento, la crescita, il costruire, il proiettarsi verso un futuro- incrociando le dita, si spera.

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