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Referendum trivellazioni: si vota anche a Dubai

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Referendum trivellazioni: si vota anche a Dubai

Della questione trivellazioni si parla da molti anni in Italia, ma in questi ultimi mesi la battaglia si è fatta più serrata. Fino all’indizione del referendum cosiddetto “anti-trivelle”, richiesto da nove Regioni italiane e da diversi movimenti ambientalisti.

Della questione trivellazioni si parla da molti anni in Italia, ma in questi ultimi mesi la battaglia si è fatta più serrata. Fino all’indizione del referendum cosiddetto “anti-trivelle”, richiesto da nove Regioni italiane e da diversi movimenti ambientalisti. Come è stato reso noto qualche settimana fa, la Corte Costituzionale ha approvato uno solo dei sei quesiti referendari proposti. Gli italiani, compresi tutti i residenti all’estero iscritti all’Aire, saranno quindi chiamati alle urne il 17 aprile 2016. Per esprimersi su che cosa? Se sono d’accordo o meno che i giacimenti nelle acque territoriali italiane (quindi entro le 12 miglia dalla costa) vengano fermati nel momento in cui scadono le concessioni, anche se sotto c’è ancora gas o petrolio. Il referendum riguarda quindi solamente la durata delle attività petrolifere già in corso in acque territoriali italiane. Se vincerà il “sì”, quando scadranno le concessioni verranno bloccati diversi lavori, tra cui il giacimento Guendalina (Eni) nel Medio Adriatico, il giacimento Gospo (Edison) davanti all’Abruzzo e il giacimento Vega (Edison) al largo di Ragusa. Se invece vincerà il “no”, quando scadono le concessioni le compagnie petrolifere potranno chiedere un prolungamento dell’attività e proseguire i lavori (come il rinnovo degli impianti o l’aumento della produzione fino all’esaurimento completo del giacimento).

Chi appoggia il “sì” sostiene che la vittoria porrebbe fine al rischio di incidenti e inquinamento, salvaguardando il nostro mare, il territorio e gli ecosistemi, oltre a non compromettere il turismo di cui vivono le Regioni interessate. Non solo, secondo i sostenitori del “sì” le politiche energetiche italiane dovrebbero puntare sull’uso delle energie rinnovabili. Chi sostiene il “no”, invece, ribadisce che il blocco dell’attività dei giacimenti porterebbe a gravi ricadute su tutto il settore petrolifero italiano, molto avanzato e altamente tecnologico, oltre a lasciare senza lavoro molte persone.

Come partecipare al referendum

Gli elettori italiani, che risiedono a Dubai e sono regolarmente iscritti all’Aire, riceveranno il plico elettorale direttamente a casa, all’indirizzo dichiarato in Consolato. L’invito è quindi di informare in tempo utile gli uffici consolari di eventuali cambi di indirizzi di residenza. Chi invece, residente stabilmente negli Emirati, volesse votare in Italia deve inviare al Consolato un’apposita dichiarazione. Per maggiori informazioni sulle procedure di voto potete consultare la pagina Facebook o il sito web del Consolato Italiano a Dubai.

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda Dubaitaly.

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