Zika virus: le raccomandazioni del Ministry of Health

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“Emergenza sanitaria pubblica di rilievo internazionale”. Così l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito il rapido diffondersi, in 28 Paesi dell'America Latina, del virus Zika. Secondo le previsioni, potrebbe arrivare a colpire fino a 4 milioni di persone e, con l'arrivo della stagione calda e delle zanzare anche in Europa e in altri Paesi del mondo, la malattia potrebbe uscire dai confini del Brasile e degli altri Paesi colpiti. Non solo: è notizia di ieri che le autorità sanitarie di Dallas, in Texas, hanno segnalato un caso di virus Zika trasmesso per via sessuale negli Stati Uniti, da una persona di ritorno dal Venezuela dove era stata contagiata. Un elemento, questo, di forte preoccupazione per la possibile rapida diffusione del virus anche in assenza della puntura diretta della zanzara. E gli Emirati, come hanno risposto all'emergenza? Il Ministry of Health ha dichiarato nei giorni scorsi che il particolare genere di zanzara che trasmette la malattia non è presente negli Uae. Non si registra al momento nessun caso nemmeno di persone infettate dalla malattia, in arrivo dalle zone colpite da Zika. Anche se, poiché i sintomi sono molto lievi e ancora non è disponibile qui a Dubai il test per accertare la malattia, non si può escludere che qualche caso sia arrivato fin qui.

Il Ministero ha comunque diramato alcune raccomandazioni: evitare di viaggiare, se possibile, nelle aree colpite dal virus. Chi non può farne a meno, deve adottare le misure di protezione per limitare le possibilità di contagio (le stesse che si adottano nelle zone malariche): l'uso di efficaci repellenti, vestire con colori chiari e con indumenti che coprano il più possibile il corpo, applicare le zanzariere al letto durante la notte.

Che cosa si sa del virus

Si contagia dalla puntura di una zanzara, del genere Aedes, la stessa che trasmette anche altre malattie come la febbre gialla o la dengue. Gli insetti mordono una persona infetta, diventano vettori del virus e, quando mordono di nuovo, trasmettono la malattia a una persona sana.

I sintomi sono lievi e il virus non è particolarmente pericoloso. Le stime dicono che meno del 20% delle persone contagiate manifestino sintomi come febbre, sfoghi cutanei, dolori alle ossa e congiuntivite, che di solito spariscono entro una settimana. Il vero allarme è però la possibilità che il virus sia responsabile di alcune gravi malformazioni nel feto, qualora la madre venga punta durante la gravidanza. Anche se non è ancora stato accertato scientificamente, da quando si è diffuso il virus nei Paesi colpiti (Brasile in testa), si sta registrando un inspiegabile aumento di casi di microcefalia nei neonati.

Lo Zika virus è stato isolato per la prima volta nel 1947 in Uganda da un macaco nella foresta di Zika. Due anni dopo fu trovato in un essere umano in Nigeria, ma il numero di infezioni registrate nei decenni successivi è rimasto estremamente basso, con pochissimi casi segnalati in Africa e nel Sud-est asiatico. Nel 2007 furono rilevati i primi casi di Zika in Micronesia e in alcuni arcipelaghi della Polinesia e delle Isole Cook. Nell’aprile del 2015 è iniziata l'epidemia di Zika in Brasile che ha portato a migliaia di nuovi casi nel sud e centro America, con la segnalazione da parte delle autorità brasiliane di almeno 3.500 casi di microcefalia nei bimbi nati tra ottobre e le prime settimane di gennaio 2016. Non è ancora chiara quale sia la causa di una diffusione così rapida del virus in Sudamerica.