Una mattina al souk delle spezie

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Una mattina mi viene in mente di cucinare i tozzetti spaccadenti miele e mandorle. E dove acquistare le mandorle se non al mercato delle spezie di Deira? Partiamo dal presupposto che io, con le mandorle, mi ci farei il bagno perché le adoro. In Italia, e ovunque mi sia trovata nel mondo, non mi è stato mai difficile reperirle, ma a Dubai sono rimasta estasiata: è risaputo, infatti, come i paesi medio orientali e asiatici siano non solo produttori, ma soprattutto grandi consumatori di frutta secca. E qui, di mandorle, se ne trovano davvero di tutti i tipi e colori. Al meraviglioso souk delle spezie è infatti possibile entrare in qualsiasi negozietto per trovare pressoché infinite varietà di spezie, ma per spezie qui si intende un po’ di tutto in effetti. Pepe nero, bianco, rosa, verde, rosso; suffron, cinamon, coriander, nutmeg; frutta essiccata e caramellata come il ginger, ma anche fettine di kiwi, prugne, albicocche, ananas, datteri, banane; cioccolatini e caramelle varie; e non da ultimo noci, pistacchi dolci, salati, con lo zucchero, al limone, anacardi, arachidi e ovviamente mandorle. Che puoi trovare con o senza pellicina di rivestimento, almeno di tre diverse dimensioni e quindi anche qualità e prezzo, zuccherate appena o direttamente caramellate, salate in superficie o abbrustolite con il sale, aromatizzate al limone semplici o aromatizzate al limone con il sale e in qualche negozietto le trovi piccanti. Certo, le mandorle non sono neppure a casa nostra un prodotto da utilizzare solamente nei dolci, ma quelle aromatizzate al peperoncino, giuro non le avevo mai trovate in nessun paese del mondo.

Con tutta questa grazia davanti agli occhi, perdo di vista la motivazione che mi aveva portata ad acquistare un pugno di normalissime mandorle e mi faccio riempire un sacchetto per ciascuna qualità. Il tipo che mi serve ride come un matto e, dopo tutte quelle mandorle, tenta di vendermi l’altra metà del negozio. Ovviamente ci riesce perché, per esempio, lo zafferano lo acquistavo di solito in bustine al supermercato, invece qui mi mostra dei contenitori di vetro con almeno cinque qualità differenti di suffron e per ciascuno mi elenca le differenze: non solo di colore, ma anche di sapore, odore e caratteristiche che lo rendono più adatto per un piatto o per un altro. Alla fine prendo un paio di grammi della qualità di mezzo. Il suffron, in effetti, "is the red gold here in the Emirates" mi dice il ragazzo. "Allora tu qui sei straricco", gli dico, e lui sorridendo annuisce.

Poi guardo le polverine ed ovviamente ho già in bocca il sapore della torta di mele spolverizzate alla cannella. Uh sì, anche con l’uvetta sopra: prendo entrambe grazie. E che dire di un banalissimo piatto di pasta in bianco con ricotta e noce moscata? Bene, un pochino di nutmeg per favore. Il ginger in polvere per fare i biscottini che di solito si mangiano a Natale? Sí sí grazie, anche un po’ di quelli. A questo punto non posso che acquistare un pugnetto di quello caramellato che in Italia non si trova molto facilmente e che costerebbe un occhio della testa. E il pepe in grani di tutti questi colori che non ho mai visto in vita mia? Diamine, non ho il macinino penso. Semplice, il ragazzo che mi serve me lo propone per un prezzo incredibilmente basso. E vada alche per il pepe colorato e macinino annesso.

Caramelle e cioccolatini no grazie, ma nel frattempo non tralascio di accogliere l’invito del commesso ad assaggiare praticamente il mondo. Ma quante varietà di datteri esistono? Penso mentre guardo un altro angolo di questo negozio che da fuori sembrava di massimo 5 metri quadrati. Lunghi affusolati, più cicciotti, marroncini, verdastri, ancora attaccati al rametto, morbidi, meno morbidi, ripieni di noci, ripieni di mandorle, ripieni di frutta secca mista, con i fichi secchi, inscatolati, sfusi. Incredibile. Sotto Natale, dalle nostre parti, se ne trovano, certo, ma al massimo due tipi diversi di confezioni per via del differente peso netto. Non ce la faccio: sono troppo sazia per assaggiare anche i datteri e, onestamente, non me la sento neppure di aggiungerli alla lista delle "cose da non acquistare, ma acquistate comunque". Il ragazzo, gentilissimo, mi prende allora tre datteri ricoperti di cioccolata incartati singolarmente e me li mette nelle buste come regalo: "for you madam", dice.

Insomma, l’esperienza al souk delle spezie mi ha lasciata piena di colori, odori, vivacità, buon umore e la suggerisco vivamente a chiunque venga a Dubai. I prezzi sono davvero abbordabili, considerando cosa si acquista. Facendo un paragone con quelli italiani, ad esempio per i pistacchi, qui sembra davvero di aver fatto un affare. Per le mandorle? Onestamente non ho neppure guardato quanto costavano.