Tutti pronti? Si torna sui banchi di scuola

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Lentamente Dubai si sta ripopolando: di tutti gli studenti che dalla prossima settimana tornano sui banchi di scuola. Tra giornate di orientamento, che già sono cominciate, e primo giorno in classe, che per molti sarà il 30 di agosto, quest'anno l'inizio è stato anticipato. Anche se cambia leggermente da scuola a scuola, questo è il calendario ufficiale 2015-2016 approvato dal Ministry of Education. Tutti pronti? Probabilmente, come ogni anno, sono più tranquilli gli studenti che le loro mamme. Uno su tutti il dubbio dei genitori, non solo italiani, che devono cominciare qui la scuola: perché il sistema scolastico negli Emirati è così rigido e si insegna a leggere e scrivere ai bambini tanto presto? Eppure la tendenza, in tutti i Paesi più avanzati del Nord Europa, Finlandia e Svezia in testa, è quella di posticipare il più possibile l'età dell'apprendimento vero e proprio, dando libero sfogo al puro gioco fino almeno ai 7 anni. Qui, invece, ci si basa sul sistema anglosassone che di fatto vede i piccoli sui banchi della pre-school già a partire dai 3-4 anni e in prima elementare a 5.

Maria Montessori sosteneva che i bimbi dai 3 ai 6 anni sono dotati di una “mente assorbente”, un periodo in cui l'apprendimento, soprattutto quello linguistico, è particolarmente semplice e veloce. In Inghilterra, però, l’inizio precoce della scuola elementare venne introdotto alla fine dell’800 senza un intento davvero educativo: fu istituito l'obbligo scolastico a 5 anni per permettere alle donne di rientrare prima al lavoro. Per questo un gruppo di pediatri ed educatori inglesi hanno firmato una lettera, indirizzata al Ministero, nella quale chiedono che il Regno Unito prenda esempio dai Paesi in cui si entra in classe a sette anni. Tutte nazioni nelle quali i risultati scolastici sono mediamente alti e, soprattutto, il livello di benessere psicologico fra i bambini molto elevato.

Insomma, anche se il dibattito è ancora aperto, sembra che i piccoli abbiano bisogno di un periodo più lungo lontani dall’insegnamento formale: non perché non siano in grado di imparare, ma perche possano davvero essere pronti a sostenere "il peso" della scuola, emotivamente e intellettualmente. Lo psicologo della Cambridge University David Whitebread ha di recente portato all'attenzione anche un'altra ricerca: tra i bimbi inseriti a scuola in età precoce, si registra una maggiore percentuale di risultati bassi e di difficoltà di lettura e studio.

Per cominciare bene

Preparare i bambini alle novità, spiegando loro che cosa li aspetta, è il modo migliore per affrontare qualsiasi nuova esperienza, compreso l'inizio della scuola. Per i più piccoli, poi, una buona routine è fondamentale per abituarli ai nuovi ritmi e orari, e per trasmettere loro serenità.

“I bambini sono creature abitudinarie – sottolinea la nostra pedagogista Emanuela Stara - che non amano troppo i cambiamenti. L’atteggiamento positivo e rassicurante degli adulti è fondamentale per accompagnarli in tutte le fasi della novità. Un efficace strumento che i genitori possono usare in questi casi è quello delle fiabe che, per il loro elevato valore simbolico, permettono di rassicurare, infondere fiducia, contenere emotivamente e orientare. La fiaba, adattata dal genitore alle diverse situazioni o costruita insieme al figlio, diventa uno strumento di comprensione della realtà e dei sentimenti ad essa associati”. Una fiaba, quindi, o una storia che parlino di emozioni e che ricostruiscano quello che andrà a vivere il piccolo studente, possono essere uno strumento utilissimo per affrontare una nuova situazione come l'inizio della scuola: che comporta, per i più piccoli, il distacco dalla mamma e, per i più grandi, nuove forme di socializzazione, confronto con se stessi e con le proprie capacità. E per i bimbi più difficili? “A volte - prosegue Emanuela Stara - il rifiuto dei bambini può essere complicato da gestire: in questi casi i genitori dovrebbero fare lo sforzo di accettare che anche le emozioni negative fanno parte dell’esperienza di vita dell’essere umano e che il loro compito non è sottrarre i propri bambini da tutti i dispiaceri, ma aiutarli a sostare in loro compagnia”.

Se avete dubbi o domande su come affrontare al meglio la scuola potete scrivere qui alla pedagogista Emanuela Stara.