Trasferirsi con i bambini: i consigli della pedagogista

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Emanuela Stara, pedagogista e insegnante, è una delle nostre “Online expert”. Oggi ci dà qualche consiglio su come affrontare un trasferimento con i bimbi.

Quali sono le difficoltà più grandi tra i genitori expat?

Inizialmente si è travolti da mille cose da organizzare e la ricerca di nuovi equilibri in queste prime fasi può richiedere un grosso dispendio di energie. Questa difficoltà però si supera abbastanza facilmente anche perché fare amicizia con persone che condividono la stessa esperienza e che possono indirizzare con suggerimenti pratici è molto semplice. Superata questa fase per i papà, assorbiti dagli impegni lavorativi, la vita è più semplice. Per le donne che invece hanno spesso messo da parte la propria professione, diventa necessario reinventare la propria vita. Alcune preferiscono entrare nel ruolo delle mamme a tempo pieno, altre di ritagliarsi degli spazi personali e ciò comporta spesso la scelta di una nursery o di una maid. Per le famiglie con bambini in età scolare le difficoltà più evidenti riguardano la scelta della scuola, la difficoltà ad adattarsi a un nuovo sistema scolastico e a una nuova lingua, la creazione di nuove reti d'amicizia. Infine per le famiglie con figli adolescenti il cambiamento può richiedere ancora maggiori sfide perché, avendo già una vita indipendente dai genitori, i ragazzi devono allontanarsi dai propri interessi e dai propri amici e ciò viene spesso vissuto come un'ingiustizia e una violenza.

Quali problemi possono incontrare i bimbi a causa del bilinguismo o del cambiamento di cultura?

Spesso i problemi di adattamento a una nuova lingua, nascono più da preoccupazioni degli adulti che da difficoltà reali dei bambini. L'acquisizione del linguaggio è sicuramente un processo complesso che impegna il bambino per molti anni, non solo sul piano linguistico ma anche su quello cognitivo e interazionale, tuttavia i bambini esposti in età molto precoce all'uso simultaneo di due lingue sviluppano un cervello bilingue che registra i due linguaggi separatamente. La maggior parte dei nostri piccoli italiani raggiungono presto una notevole competenza che permette loro di destreggiarsi nelle diverse situazioni e di parlare italiano con i genitori e i connazionali, inglese a scuola e con i coetanei. E' chiaro che mentre i bambini di pochi mesi sono “predisposti geneticamente” ad acquisire più lingue, per i bambini che arrivano a Dubai possedendo delle competenze più evolute nell'uso della lingua madre, l'apprendimento dell'inglese richiederà uno sforzo maggiore. L'immersione in una nuova lingua richiede tempo e, prima che maturino la motivazione a parlare, la maggior parte degli scolaretti sperimenta una lunga fase silente. I genitori possono però stare sereni: l'uso di una lingua nasce da un bisogno comunicativo, se perciò i bambini saranno motivati a parlare e se avranno frequenti opportunità d'uso, l'apprendimento si svilupperà senza troppi sforzi.

Un consiglio per le mamme e i papà che si devono trasferire?

Trasferirsi all'estero comporta l'adeguamento a uno stile di vita diverso e, specie all’inizio, le difficoltà per le famiglie con bambini non mancano. I bambini sono creature abitudinarie che non amano troppo i cambiamenti. L'atteggiamento positivo e rassicurante degli adulti è fondamentale per accompagnarli in tutte le fasi della novità. A volte però il rifiuto dei bambini può essere difficile da gestire: in questi casi i genitori dovrebbero fare lo sforzo di accettare che anche le emozioni negative fanno parte dell’esperienza di vita dell’essere umano e che il loro compito non è sottrarre i propri bambini da tutti i dispiaceri, ma aiutarli a sostare in loro compagnia. Un efficace strumento che i genitori possono usare in questi casi è quello delle fiabe che, per il loro elevato valore simbolico, permettono di rassicurare, infondere fiducia, contenere emotivamente e orientare. La fiaba, adattata dal genitore alle diverse situazioni o costruita insieme al figlio, diventa uno strumento di comprensione della realtà e dei sentimenti ad essa associati. Perché la fiaba possa essere utile, è importante che parli di emozioni, che in quel preciso momento non riescono a trovare espressione diretta nel bambino che non ha ancora parole per esprimerle. In questo modo diventa più facile non solo riconoscere paure e timori, ma anche condividerli.

Per qualsiasi dubbio sul complicato mestiere di mamma e papà, potete scrivere qui a Emanuela Stara.