L'amore, una donna single, Dubai

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L’amore, per una donna single, è sempre una gioia e un dolore: se da una parte hai imparato a convivere con il fatto che non è un dramma non avere un uomo vicino (come dico sempre, basto io per aprirmi il barattolo della salsa) e pure le tue amiche, già con famiglia, se ne sono (forse) fatte una ragione, dall’altra ci sono sempre i tuoi parenti che si preoccupano che tu possa morire zitella circondata da gatti (concorrenza al pessimismo cosmico di Leopardi, se vedono un così roseo percorso per me). Cari parenti, la risposta per voi è la seguente.

Purtroppo l’annosa domanda può colpirti ovunque, anche a Dubai, soprattutto durante le feste, e quindi ogni tanto ti ritrovi a spiegare che non hai nessuna menomazione strana e che no, non sei una mangiatrice di uomini (magari un po’ poco incline ad iniziare relazioni con alcuni tipi, questo sì) e che alla fine non è che ti trovi così male nel tuo fantastico mondo chiamato Singleland. Sfortunatamente tutto questo non basta e finisci a ricevere consigli da quelle che il vero ammmore l’hanno trovato e che hanno bisogno di spruzzarlo nell’aria neanche fossero delle fatine strafatte di Lsd. E così alcune amiche ti promettono che ti aiuteranno a trovare un uomo e che, anzi, ne conoscono uno perfetto per te. Domanda: se era così fantasmagorico, perché non l’hai tirato fuori prima dal cilindro? Evidentemente c’è la fregatura, ma lasciamo correre.

Quindi alla fine ti cominciano a consigliare locali dove il rimorchio è assicurato e che quindi, se non esci da lì con un aitante maschio follemente innamorato di te, quella mal predisposta sei tu. Eh va bene. Soprattutto perché a loro avviso Dubai è “piena” di ragazzi interessanti (sul fatto che siano tutti interessanti ho qualche dubbio, ma sono sempre disposta a dire di essermi sbagliata, in particolare se la cosa va a mio vantaggio) e che tu sei diventata troppo selettiva visto che la media, sempre secondo loro, è medio/alta (...andare ad un appuntamento con i calzini spaiati e decidere che non fa per te non è essere troppo selettiva, è selezione naturale).

Ma andiamo per gradi: che tipo di fauna maschile c’è qui a Dubai? Innanzitutto bisogna fare una precisazione fondamentale: sono quasi certa che in questo paese ci sia una particolare calamita per alcune professioni. Risiede la percentuale più alta che io abbia mai visto di ingegneri, non importa con quale specializzazione, ma sappiate che se avete questa predilezione loro sono qua. È ovvio, c’è quello junior e quello che guadagna talmente tanti soldi che a confronto Christian Grey è un pezzente, ma sono tutti qua. Quindi signore, cercate bene.

A parimerito troviamo quelli che con i piedi a terra proprio non ci sanno stare: i piloti che con le loro avvincenti storie ci fanno battere il cuore. Loro, di norma, se non sposati e con famiglia al seguito, sono di seconda mano, ovvero con un’esperienza matrimoniale alle spalle e alcuni sono pluriripetenti (a questo punto io qualche domanda me la farei: possibile che questi trovino solo ed esclusivamente donne sbagliate e che la colpa non sia loro? Bene riflettete sulla cosa e poi passate alla modalità Croce Rossa Italiana e salvateli da loro stessi). Ma alla fine, prime mogli e difetti vari, ci sarà un’unica fondamentale cosa che laverà via ogni colpa ed ogni mancanza: APC Card Platinum che tutte le porte apre. E se lui non è Emirates non fa nulla, avrete la Card standard, che apre un po’ meno porte, ma comunque le apre. E noi comuni mortali vi guarderemo invidiandovi ed accontentadoci dell’App dell’Entertainer (che comunque fa il suo dovere).

Altrettanto famosi (e numerosi) sono i cuochi, o meglio gli chef, quelli che si dilettano a compiere un attentato alla tua tanto (mica tanto) sudata linea invidiabile (ma più che altro invidiabile perché se fossi grassa per quanto mangio dovrei rotolare). Normalmente frequentano i locali in tarda serata (alias post lavoro se ce la fanno...cosa positiva per valutare le prestazioni “sulla lunga durata”, if you know what I mean) e ti cominciano a decantare le loro doti in cucina, proponendoti una serata a casa loro, dove, per gentile grazia, cucineranno per te delizie che mai, e ripeto mai, le tue papille gustative hanno provato. Mi raccomando, prima di accettare un’uscita, verificate siano chef veramente, perché spesso anche il lavapiatti si fa chiamare chef e poi non sa fare neanche un uovo all'occhio di bue. Secondo me, sono sulla carta i migliori partiti: insomma, sanno cucinare. Capiscono la differenza tra panna da cucina e panna dolce. Se dovesse funzionare potresti anche mandarli a fare la spesa da soli, senza che tornino a casa con un cestino di ciliegie da 150 aed al kg, avrebbero ottime conoscenze nei migliori ristornati, amici per lo spaccio internazionale di pietanze non presenti sul mercato (o se presenti, vuoi mettere il fornitore del ristorante?). Quindi, se il vostro idolo al momento è un manzo alla Chef Rubio, questi sono gli uomini che fanno per voi.

A questo punto, se siete ancora indecise, gli altri uomini si dividono in due ampi gruppi: quelli che arrivano come turisti, in vacanza (se sei una fortunata, ti becchi anche la cotta per quello che a Dubai era solo di passaggio e che non rivedrai mai più. Eh so fortune), e quelli che a Dubai ci vivono in pianta stabile almeno quanto te (sempre che si possa considerare Dubai un posto dove pensarsi in pianta stabile). Se parliamo dei primi, le probabilità che questo possa diventare il futuro padre dei vostri figli sono molto basse: come ogni vacanza che si rispetti loro devono portare a casa il gettone, e spesso noi siamo quel gettone. Triste realtà (alla fine non è che sia poi così male: non è che se sei single non puoi far un po’ di unconventional sport e devi sentirti obbligata a rimanere fedele alla tua “causa”). L’unica cosa che forse è sconsigliata è quella di buttarsi di testa. Mantenere le distanze a volte, come quando si guida, è fondamentale per la propria incolumità.

Per quanto riguarda la seconda categoria, le amiche già accasate consigliano di puntare a quelli che a Dubai ci stanno da almeno un tre/quattro anni e che ormai sono stanchi di quelle da una notte e via (insomma era un modo carino per dire che hanno finito il primo giro della fauna femminile e che, dopo ampia selezione, hanno deciso che tu meriti un secondo giro. Oppure hanno deciso che vogliono te perché non ti hanno mai avuta e sei la novità). Luoghi di ritrovo ovviamente brunch, locali fighetti (Cavalli, Yacht Club, Q43) o se siete meno pretenziose e volete andare a colpo sicuro Barasti o Rock Bottom e porti a casa qualcosa (se sarà un diamante o uno zircone questo non è dato saperlo).

Dopo tutte le imbeccate delle amiche, qualche dubbio ti viene. Forse sei veramente tu il problema? Sarà che a te manca il bangladesh che ti vende i mazzi di rose, che come cade una goccia d’acqua diventano ombrelli? Sarà che io, senza il tetto del Duomo non riesco a lasciarmi andare? O forse perché qua, il giro in camporella rischia di costarti più della semplice multa (e sì, ok, un po’ di rischio rende tutto più eccitante, ma vorrei evitare di telefonare a mia madre dal carcere per dirle che mi hanno beccata a fare chissà cosa a Jumeirah Island)?

No, il problema non sei sempre tu. Il problema spesso è della società che non ti vede per quello che sei, ma per quello che dovresti essere a trent’anni: una moglie, una madre. Il problema è delle amiche che pensano che se sei single non sei felice e soprattutto non hai una vita. Il problema è anche tuo, che qualche volta ti dimentichi che sola non vuol dire veramente sola: una donna sola è una donna forte, capace di vivere nella sua solitudine; una donna sola si è costruita una vita vera senza bisogno di qualcuno che faccia la strada per lei; una donna sola è una donna che ha scelto le persone nella sua vita non perché ne aveva bisogno, ma perché le voleva; una donna sola brama l’APC Card ma è felice dell’Entertainer; una donna sola non ha bisogno di un uomo che cucini per lei; ma, soprattutto, una donna sola non è e non sarà mai una donna sola, perché ha se stessa.