Roma, Dubai, Casa

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Arriva poi quel momento in cui rientrando in Italia per le agognate vacanze, ti ritrovi non dico delusa, ma un po' stordita, a chiederti a quale mondo appartieni veramente. Non tanto le persone care, quelle ci sono sempre e anzi il tempo per riabbracciare fisicamente tutte purtroppo non è mai abbastanza. Ma i luoghi, le abitudini, i modi di dire: quello che prima era sentito come un ritorno alla base, dopo un po' di anni di vita da expat sembra di colpo diverso.

Lasciamo perdere l'aeroporto, quello di Dubai impone un confronto sleale a prescindere. Ma già, per esempio, la (non) disponibilità di bagni pubblici puliti e funzionanti, che sarà pure un argomento poco elegante da discutere ma una sua certa importanza comunque ce l'ha: i primi tempi ti faceva ridere, ora ti mette in seria difficoltà. Le strade si sono tutte "ristrette" e ingorgate ancora di più, pure la Cristoforo Colombo a Roma; gli ascensori appaiono piccoli e ti senti un po' come gli zii che dall'Ecuador venivano a trovarti da piccola: all'epoca ti sembravano usciti da una barzelletta sugli Americani in Italia, e invece...

Le automobili sono adorabili e ti incanti a guardarle e guidarle come Russel Crowe in "Un'ottima annata": Cinquecento, Mini Cooper, Smart, persino la nuova piccolissima della Renault, per non parlare delle amate/odiate microcar e dei motorini, anche se i Suv oramai sono diffusissimi pure qui e anche qui nelle ore di entrata e uscita delle scuole bloccano le strade.

In giro fa strano sapere che tutto quello che dirai può essere compreso e giudicato dagli altri passanti, e se ti urtano ti viene automaticamente da dire "sorry". In farmacia ti prepari inconsciamente a fornire spiegazioni (inclusive di spelling) sul farmaco che stai chiedendo e rimani quasi stupita nel vedere che la persona in camice bianco che ti sta servendo si mette tranquillamente a disquisire sulle ultime ricerche mediche in merito. Nei supermercati non ti ritrovi più: il packaging e l'esposizione dei prodotti confondono, per non parlare dei prodotti stessi. La facilità con la quale si trovano le buste grandi di sale grosso è quasi offensiva, però dove sono i datteri ricoperti di cioccolato? E il ghee?

L'edicola è un luogo da forti emozioni, e non parliamo nemmeno delle librerie, ci passeresti ore e ore. Pure sui mezzi pubblici, a dire il vero, ma per motivi diversi, diciamo. Alla seconda storta alla caviglia maledici i sampietrini e al terzo tacco rovinato rompi ogni indugio e inizi a decantare a chiunque sia a portata d'orecchio tutti i pregi dei Mall e chi se ne importa di quanto sia bello camminare e fare shopping all'aria aperta negozietto per negozietto. Marmo al chiuso è bello, e basta.

Il trauma forse peggiore è rendersi conto che quasi nessuno, nemmeno McDonald's, fa home delivery, solo qualche pizzeria e, quel che è peggio, con orari limitatissimi. I ristoranti "etnici" sono sempre pochini e addomesticati; dopo la prima (seguita dalla seconda e dalla terza) ondata di rimpinzamento di cibo nostrano, sapere che non è così immediato poter scegliere tipi di cucina diversi, che anni fa magari non avevi nemmeno mai assaggiato, porta a un vago senso di claustrofobia.

La sensazione dell'aria pulita è stranissima, un vero e proprio ritorno alla vita per la pelle e per i polmoni. Però, quanto ci impiegano ora i panni ad asciugare.

Rispetto alla prevedibile cortesia indiscriminata e superficiale, frutto di addestramento, dei commessi di Dubai, in Italia la roulette russa delle reazioni dei negozianti (e delle persone in generale), a volte gentilissime, a volte gratuitamente aggressive, ti snerva. E dire che un tempo nemmeno ci facevi caso.

È strano leggere i cartelloni pubblicitari e non sempre riconoscere slogan e personaggi famosi o essere completamente fuori dal giro dei tormentoni del momento. Ed è strano sentire la mancanza della vita, degli amici e delle cose di Dubai sapendo che una volta rientrata conterai i giorni che ti separano dalla prossima vacanza a Roma. A proposito, non usi più la parola "casa" per evitare gaffe, perché mentre per te oramai casa è quella di Dubai, ogni volta che ti lasci scappare questa espressione in Italia ti accorgi che amici e parenti ci restano un po' male, come se avessero perso un altro pezzettino di te: che poi è quello che succede a te ogni volta, anche se sei ben contenta di averne trovati molti altri di nuovi.

Insomma, finirà che ogni volta che ti chiedono di dove sei, risponderai come tua figlia: "I am from Roma, in the desert".