Religione e cultura: il funerale emiratino

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Una mia carissima amica emiratina è stata colpita nei giorni scorsi da un lutto molto grave, a causa dell'ennesimo incidente automobilistico: uno di quelli che nemmeno vengono riportarti sul giornale, ma che lasciano segni indelebili nelle vittime, se sopravvivono, e nelle loro famiglie.

Lo shock e il dolore per la perdita improvvisa di una persona ancora giovane e amata, condivisi con la numerosa famiglia che ci ha sempre accolti a braccia aperte, appartengono naturalmente alla sfera privata. Vivere da vicino la parte rituale del funerale emiratino, invece, è stata una esperienza che merita di essere condivisa su queste pagine, sperando che a nessuno mai servano tali informazioni.

Secondo la tradizione islamica, il corpo deve essere sepolto il prima possibile. Viene lavato e cosparso di olii profumati e completamente avvolto in un panno candido, quindi portato dagli uomini alla Moschea (più spesso sala di preghiera) per una preghiera appunto, poi a spalla al cimitero vero e proprio dove viene sepolto in una semplice buca, adagiato sul fianco destro, e ricoperto di terra e pietre. Il cimitero appare molto spartano rispetto ai "giardini" ai quali siamo abituati: una vasta estensione di terra circondata da un muro bianco con le tombe identificate da lapidi molto semplici con iscrizioni ancora più semplici.

Come sempre negli Emirati, le donne non sono escluse, ma ovviamente devono stare in disparte rispetto agli uomini. Non è richiesto un codice di abbigliamento specifico agli esterni, a parte il comune buon senso di riguardo e sobrietà: abiti scuri, non rivelatori o appariscenti, soprattutto niente trucco o smalti colorati. Non si portano fiori perché i fiori sono associati con le celebrazioni gioiose, sono invece molto incoraggiate le donazioni ad associazioni benefiche o comunque opere di beneficenza in nome del defunto, o addirittura volte a coprire eventuali debiti lasciati dal defunto se non benestante. Il rituale è molto semplice e scarno, vengono recitate alcune preghiere alle quali i non musulmani non devono unirsi.

Il periodo di condoglianze ufficiali dura qualche giorno, tipicamente tre, con giorni e orari prefissati, almeno nel nostro caso, per le visite (separate) alle donne e agli uomini. È tradizione portare da mangiare perché i familiari in lutto non cucinano e non si raccolgono per i pasti. Noi non abbiamo portato nulla da mangiare, abbiamo preso i bambini più piccoli (figli, nipoti, cugini) e li abbiamo portati fuori qualche ora come avremmo fatto con qualunque famiglia di amici a prescindere dalla nazionalità. Non so se la cosa sia ortodossa o meno, di certo è stata apprezzata.

Mi ha colpito molto la compostezza del dolore soprattutto davanti alle persone meno strette: sinceramente mi aspettavo, e un po' temevo, scene tipo le nostre prefiche del Sud. Mi hanno poi spiegato che lasciarsi andare alla disperazione non è incoraggiato per tradizione.