Recessione o solo paura?

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Tra gli expat, in questi mesi, non si parla d’altro e la preoccupazione è tanta: Dubai sta per vivere una nuova crisi economica? La società di ricerche di mercato Nielsen ha reso noto nei giorni scorsi i risultati del suo studio annuale sulla percezione dei consumatori, condotto su un campione di persone, di diverse nazionalità, residenti a Dubai. Il risultato? A distanza di sette anni dalla crisi finanziaria internazionale del 2009, più della metà degli intervistati pensa di trovarsi in recessione, si dichiara molto preoccupata e non ha fiducia nella capacità di resistenza dell’economia degli Uae. Stessa sfiducia manifestata anche nella possibilità di trovare buone opportunità di lavoro nel Paese: solo il 58% degli intervistati ha espresso un parere positivo al riguardo. La ricerca, che si è focalizzata sul cosiddetto “confidence index” (indice di fiducia dei consumatori), ha messo in evidenza come il 53% del campione intervistato sia convinto di essere in una fase di recessione, ovvero 4,9 milioni di persone sui quasi 10.000 abitanti degli Emirati. Il pessimismo generalizzato è stato motivato con il drastico calo del prezzo del petrolio, il rallentamento dell’economia della Cina e il deficit che sta interessando alcuni Paesi della regione.

Ma se la crescita economica degli Emirati è di fatto inferiore alle previsioni e ai ritmi degli scorsi anni, secondo la Nielsen il programma di “non-oil dependent economy” avviata dal governo emiratino dovrebbe mettere al sicuro il Paese e tranquillizzare tutti i residenti sull'eventualità di una reale recessione. Secondo le stime del Fondo monetario internazionale, infatti, le economie del Medio Oriente cresceranno comunque del 3,9% nel corso del 2016, appena lo 0,6% in meno rispetto alle proiezioni.

Analoga la preoccupazione da parte degli imprenditori: un secondo rapporto pubblicato di recente da Gulf Finance, ha messo in evidenza come le piccole e medie imprese abbiano bloccato i loro programmi di espansione e le nuove assunzioni; nonostante - sottolinea ancora lo studio - il mercato sia comunque solido e forte.

Da parte istituzionale sono subito arrivate rassicurazioni: l’ansia dei consumatori - ha dichiarato la National Bank of Abu Dhabi al Gulf News - è comprensibile, ma in gran parte psicologica. Nonostante la drastica riduzione del prezzo del petrolio, infatti, secondo le previsioni l’economia emiratina avrà comunque un trend positivo anche nel 2016, con una crescita del 2,5%, calcolando il prezzo del barile intorno ai 45 dollari (cifra su cui si dovrebbe stabilizzare nei prossimi mesi).