Quando la tua prova costume dura più di una sessione d’esami

Come tutte le estati che si rispettino a Dubai, la tua bacheca Facebook si riempie di foto di amici e parenti felici e sorridenti in vacanza, per la maggiore allegramente sdraiati in qualche meravigliosa spiaggia sorseggiando un gustoso cocktail, mentre tu probabilmente sarai seduto dietro una scrivania sotto il getto dell’aria condizionata tarata a menopurealpolosentonomenofreddo sognando le vacanze appena finite o in trepidante attesa di quelle che devono ancora arrivare (non siamo tutte mamme che si fanno 2 mesi di vacanza...e questi sono gli unici momenti della mia vita in cui rimpiango di aver scelto di fare la zia super fica). In tutto questo c’è sempre il caldo che ormai fa da contorno, anche un po’ invadente alla tua vita, ma ormai ne sei consapevole (che poi, io qui lo dico e qui lo nego, quest'anno non è che fa proprio così caldo) e che ti spinge a trovarti degli hobby che possano intrattenere la tua vita: le ladies night ci sono, ma fa troppo caldo per bere e poi sudare come un procione la notte, e mangiare ti fa lo stesso effetto.

Hai binge watchato tutte le stagioni di Gilmore’s Girl in attesa del revival (quando in pratica hanno finito le idee ed i produttori usano vecchie glorie) prendendo magicamente 10 kg solo per averle viste mangiare e hai praticamente finito Dottor House su Netflix, ma soprattutto conosci i tuoi limiti in fatto di lavori manuali (da bambina ero sempre quella che la colla la sniffava o se la metteva sulle mani...e direi che così si spiegano tante cose).

Insomma, mi era rimasta una sola cosa da fare: darmi allo sport.

Anche perché, nel resto del mondo, la famosa “prova costume” dura 2 massimo 3 mesi, ma qua vivi come in un’eterna sessione d’esami. Tutti a dirti come sia bello vivere in un posto caldo e la possibilità di andare sempre al mare. Ma come fanno a non pensare alle conseguenze? 9 mesi di addominale tirato e 9 mesi di cerette.

Quindi, da brava “studentessa”, ho provato ad andare con un’amica in palestra, ovvero quella stanza piena di attrezzi che praticamente tutti i palazzi hanno e che fino a questo momento avevo frequentato forse 4 volte in un anno, per fare un po’ di treadmill: dopo i primi 10 minuti mi sono sentita come un criceto dentro la ruota. Una tristezza infinita!

Quindi ho scaricato un paio di App per fare esercizi mirati a tonificare quello, sollevare quell’altro, ma al terzo addominale direi che ho disinstallato e sono scesa a bermi un fruttalo per reintegrare i liquidi persi.

Quindi un po’ demoralizzata, ho organizzato una Spa con le amiche, nella speranza che un bel massaggio facesse il miracolo, e una di loro ci rivela il segreto della sua forma fisica: Guavapass.

Il primo pensiero è stato: si mangia? Ma poi, vedendo il tipo (non devo dare spiegazioni, tutte abbiamo l’amica sportiva e fisicata, e se non ce l’avete...beh, probabilmente siete voi) ho supposto che non fosse così. In pratica, scaricando questa applicazione e pagando un abbonamento mensile, che tutto sommato non mi sembra così esagerato se paragonato ad un mese di Virgin in Italia, si ha la possibilità di accedere a diversi studi e palestre in giro per Dubai e di prenotare 3 lezioni gratuite al mese.

Con la mia amica, non quella palestrata, ci siamo guardate ed abbiamo deciso che tanto finora di soldi ne avevamo buttati tanti nelle varie palestre per abbonamenti mai usati, che alla fine un altro tentativo non ci avrebbe certo mandate fallite. Ah, come mi sbagliavo!

Ma partiamo dai contro:

  • L’amica palestrata ci ha convinte ad andare ad una sessione di...non so come chiamarlo: ”girone della morte“? Per la prima lezione abbiamo optato per 30 minuti di cardio (quando il tuo cuore batte talmente veloce che manda direttamente un segnale acustico al 999 e ti aspetta l’ambulanza all’uscita) in una buia Warehouse. Dopo i primi 5 minuti ho abbandonato sconfitta la lezione e ci ho messo una settimana a riprendermi. In pratica se volete cominciare non fate da 0 a 1000 come ho fatto io.
  • La prenotazione: in molti casi è fondamentale prenotare con largo anticipo le tue sessioni, soprattutto quelle più richieste, perché se questa mattina ti alzi e decidi che vuoi fare Bounce Fit, in pratica ti attacchi visto che mi sono ritrovata a prenotare una settimana per l’altra per trovare un posto.
  • Legata alla prenotazione c’è un altro dramma esistenziale: la cancellazione. Se decidi che no, oggi niente sport, oggi mi sfondo di pizza, lo devi decidere almeno 12 ore prima sennò l’App ti applica una penale pecuniaria. In pratica "Lasciate ogni speranza o Voi che entrate" perché una volta che sono passate le 12 ore è fatta, non si torna più indietro.
  • Se come me ti sei sempre dedicata a sport sedentari, come il giro della pagina del libro o il lancio del coriandolo in posizione supina, oltre al mensile ti ritroverai a pagare per il tappetino di pilates, le fasce per la box, i calzini per tenerti caldi i piedi quando fai inversion (perchè yoga normale ormai non fa più tendenza), il lucchetto e l’asciugamano per tamponare il sudore. In pratica, con i soldi spesi per queste cose ci pagavo la lipo e risparmiavo tempo e fatica.
  • La mia famiglia, quando ho raccontato di questa nuova esperienza, ha chiamato direttamente l’esorcista. Qualche amica in Italia ha chiesto foto per provare quello che stavo dicendo...insomma, grazie della fiducia!
  • Il resto del mondo: il giorno che comincerai a fare sport incontrerai tutti quelli che conosci, compresa la vicina bona che dopo un’ora di esercizi sarà perfetta come appena sveglia mentre tu sembrerai il Gobbo di Notre Dame dopo che ha preso un acquazzone.

La vita può essere molto cattiva.

Ovviamente ci sono anche dei pro:

  • La possibilità di scegliere varie discipline ti spinge a cambiare continuamente attività e quindi non c’è il problema della noia...o così mi dico per convincermi ad andare almeno tre volte a settimana.
  • Sebbene le sessioni di cardio mi faccia domandare se nella mia vita precedente io abbia fatto del male a qualcuno, ora quando il venerdì vado a un brunch e mi attacco al banco dei formaggi mi sento decisamente meno in colpa e per premiarmi dell’esercizio appena finito mi concedo un bicchiere di vino guilty free che ha decisamente un altro sapore.
  • Non l’avrei mai detto, ma la palestra è un luogo di acchiappo da non sottovalutare. Vero è che tu non sembri un Angelo di VS, ma se vi trovate decenti dopo una sessione di 90 minuti di bikram yoga (yoga dentro una stanza riscaldata con una percentuale di umidità del 80%...mio padre mi ha chiesto perché pago quando mi basterebbe mettermi sul balcone gratis. Caro papà, hai ragione anche tu) potrebbe anche essere quello giusto!
  • L’ho già detto che poi puoi mangiare senza sentirti in colpa?

In buona sostanza a questo nuovo servizio sportivo darei un meritato 7. Prima di tutto perché se ha convinto me ad abbandonare il divano per 3 volte a settimana può veramente fare miracoli, e poi perché dopo tutto, a Dubai, se non hai fatto almeno una lezione di Pole Dance non sei nessuno, quindi questa è l’occasione buona per iniziare.

Al momento sono alla mia terza settimana (questa affermazione fa tanto alcolisti anonimi)...richiedetemelo tra un mese che ne penso...