Primavera, estate e inferno

image2.jpg

Primavera, estate e inferno. A Dubai le stagioni sono tre. Ossia caldino, caldo e bollore. Siamo oramai arrivati al bollore, fa davvero caldo. Ma non caldo per modo di dire. Non il caldo nostrano amplificato dai Tg che appena le temperature superano i 27 gradi ripescano vecchi servizi impolverati con i soliti consigli su come evitare di disidratarsi e proteggere bambini e anziani. No: qui arriva un caldo vero, improvviso, che leva il fiato, incute timore e in qualche modo una sorta di rispetto, un caldo che diventa il nostro principale argomento di conversazione (dopo la nostalgia per i cibi italiani, si intende). Conosciamo tutte le sfumature, percepiamo a pelle ogni minima variazione di temperatura e umidità; sappiamo che il discorso è serio: sappiamo, per esempio, che quando i giornali locali pubblicano articoli avvertendo i lettori di fare attenzione soprattutto, quando capita il periodo, durante il Ramadan, non si tratta di servizi riempitivi.

Ci sentiamo anche un po' pionieri e con un certo sadismo facciamo i saccentoni con i neoarrivati che soffrono e si stupiscono (pure noi soffriamo, per carità, ma oramai siamo rassegnati). Spegniamo gli scaldabagno consapevoli del fatto che dal rubinetto dell'acqua fredda ora uscirà quella calda alla temperatura esterna e da quello dell'acqua calda esce quella fresca a temperatura ambiente interna. Soprattutto sappiamo che la prima ondata di caldo torrido è ancora una mano santa, perché comunque l'aria all'inizio tende a rimanere secca quindi più tollerabile soprattutto la sera, ma non ci illudiamo. Con timore attendiamo la calata dell'umidità nella seconda metà di luglio, quella sì intollerabile davvero e soprattutto persistente.

È difficile far capire a chi è rimasto a casa quali siano le condizioni climatiche che ci troviamo ad affrontare in piena estate, quasi dovessimo pagare lo scotto per la serie di mesi climaticamente magnifici negli altri periodi. A seconda dell'umore del momento ci viene da ridere o da rispondere male a certi commenti. Una affermazione classica che ci fa alzare gli occhi al cielo è: sì è caldo ma è deserto no? Quindi secco, che ne dici se vengo a fare due settimane di vacanza in agosto, i prezzi sono più bassi (eh già, chissà perché)... Insomma sono tutti convinti che ci troviamo a Sharm El Sheikh probabilmente, mentre a noi crescono direttamente le branchie. Ma anche questo fa parte del vivere a Dubai.

Per fortuna, da certi punti di vista, l'estate può essere vissuta meglio qui che altrove, perché almeno ci sono moltissimi accorgimenti per affrontare le temperature elevate, con il paradosso che a volte i nostri amici stranieri di Dubai che trascorrono le vacanze in Italia vengono a lamentarsi di quanto abbiano patito il caldo a causa del mancato funzionamento dell'aria condizionata o della mancanza di schermature oscuranti per le finestre delle abitazioni e per i finestrini delle automobili. Persino le lenti degli occhiali da sole prese qui hanno una capacità protettiva superiore.

Quindi non lamentiamoci troppo. "Potrebbe andar peggio, potrebbe piovere"... anzi no, potrebbe venire una tempesta di sabbia.

Buona estate a tutti, a chi resta e a chi parte!