“Passaggio a Dubai”: raccontare la città attraverso la musica

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Avete mai provato a scoprire una città attraverso la musica o a tradurre in note le sensazioni che arrivano da un nuovo luogo? Ad accompagnarvi in giro per Dubai, attraverso gli occhi e i sensi puliti di chi qui è arrivato da poco, è la voce di Vincenzo Albano. Sì, perché ogni settimana, la domenica alle 18.30 ora italiana, Vincenzo conduce “Passaggio a Dubai” dalle frequenze di una radio italiana storica, quelle di Radio Fragola.

Ti presenti a chi ci legge?

Sono arrivato a Dubai da sei mesi, lavoro in un'azienda pubblicitaria, e ho sempre avuto il sogno di condurre una trasmissione radiofonica. Dopo aver vissuto a Lisbona, in Scozia, ad Amsterdam e sei anni a Londra, ho voluto portare qui a Dubai tutto questo mio bagaglio, in un contesto completamente differente dall'Europa. La radio per me comincia a Londra, dove ho avuto la possibilità di trasformare i miei pensieri e impressioni sulla città in musica, lanciando un programma in cui appunto raccontavo la città attraverso brani musicali. Una specie di scusa per conoscere più a fonda Londra, coinvolgendo anche amici e, a livello culturale, l'Italian Bookshop. Arrivato a Dubai, ho deciso di provare a fare la stessa cosa: trasformare le mie idee, che per ora sono una confusione incredibile, in musica, pescando anche da tutto il patrimonio musicale che viene prodotto, suonato, inventato in questa area del mondo (da noi non tanto conosciuto). Ecco, “Passaggio a Dubai” è un percorso di scoperta, fatto insieme a chi mi ascolta.

Quali sono le tue prime impressioni su Dubai?

Qui ti trovi a fare i conti con un vocabolario completamente diverso. Perché uno si abitua all'Europa e alle sue diverse sfaccettature, ma non si aspetta un posto come Dubai, così gigante e pieno, già costruito e allo stesso tempo in via di costruzione. Uno spostamento dell'idea, come invece avviene in altri luoghi, che si parte dal passato per capire il presente e il futuro. Ecco, qui si parte direttamente dal futuro. In più c'é questa idea di scoprire la profondità, in un luogo che in apparenza è superficiale. Ti viene proprio la voglia di andare a capire, a guardare che cosa si nasconde sotto la realtà che vediamo.

Da cosa ti arrivano gli stimoli?

Per ora proprio dal fatto che la città è gigante, ma che è ancora lì per essere scoperta. In altri posti c'è un blog per ogni cosa, che ti dice tutto quello che sta per accadere o che aprirà tra tre mesi, qui no: ci sono ancora angoli di città, sensazioni personali, locali e anche band musicali che uno non si sognerebbe nemmeno di trovare. Sta solo a te scoprirli, sta a te andare a grattare la superficie.

Hai già trovato qualcosa a livello musicale? Proprio qualche giorno fa ho trovato una lista interessante di indie band, che ho scoperto in occasione di un evento musicale, e che devo ora andare ad approfondire. Ho invece cominciato ad esplorare musica libanese, egiziana, anche legandomi all'India. Dubai del resto è da sempre un luogo di incroci di culture, di contaminazioni. Avendo letto molto Corto Maltese, mi sono sempre immaginato come potevano essere i posti senza tasse, i porti di scambio, ecco Dubai è proprio quella cosa lì, è esattamente quello che una volta potevano essere questi grandi porti che poi sono stati mangiati o dalla colonizzazione europea o da altro. Certamente qui manca un po' la sporcizia di quei luoghi, quell'idea di brulicare, ma la sensazione che si avverte è, in versione moderna, molto simile.

Qualche nome che vuoi consigliarci?

Nel panorama emiratino per ora ho scoperto più delle iniziative imprenditoriali che band musicali, in particolare un gruppo di ragazzi che stanno sviluppando un progetto, basato su un concetto simile a Spotify, per fare conoscere gruppi o cantanti direttamente ai locali, i quali, con una licenza ridotta, possono ospitarli a suonare. Per quanto riguarda gruppi musicali, in questo momento sto seguendo i Mashrou’ Leila, che ho conosciuto a Beirut e poi a Londra, e che stanno diventando un punto di riferimento della scena mediorientale. Poi nomi noti come Khaled e ho riscoperto un bellissimo progetto portato avanti lo scorso anno dal chitarrista dei Radiohead, Johnny Greenwood, insieme a Shai Ben-Zur, un bell'esempio di culture che si incontrano: insieme hanno registrato un album con alcuni musicisti indiani.

Come possiamo ascoltare la trasmissione? Se vi trovate in Italia sulle frequenze di Radio Fragola, 104.5 e 104.8, se siete qui a Dubai ovviamente online.

Radio Fragola

Radio Fragola nasce nel 1984 a Trieste, all’interno di un ex ospedale psichiatrico, qualche anno dopo la legge Basaglia che decretò la chiusura di queste strutture. La radio segnò un cambiamento epocale in Italia rispetto alle patologie psichiche e più in generale all’approccio verso le diversità. Radio Fragola nasce quindi come radio comunitaria, espressione e microfono aperto di tutti i cittadini, obiettivo che tuttora persegue.

Qui trovate i podcast di "Passaggio a Dubai".

 

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