Nuovo slancio per la cultura italiana

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La nomina è ora ufficiale: l'Ambasciatore Riccardo Sessa è il nuovo presidente dell'Associazione Italia-Emirati Arabi. Un nome importante e un obiettivo preciso: consolidare la continuità delle attività e dei progetti culturali che dal 2011 vengono portati avanti dall'Associazione. Con un traguardo, Dubai 2020, attesissima opportunità per le aziende italiane, e un grande evento all'insegna dell'opera lirica italiana, in programma il prossimo 7 novembre. Ce ne parla Nicola Martinelli, Segretario Generale dell'Associazione. Come è nata l'Associazione Italia- Emirati Arabi? L'Associazione nasce nel settembre 2011 su impulso di un gruppo di amici, professionisti in diversi settori, che condividevano e condividono tuttora, chi per motivi storico culturali, chi per motivi di business, l'interesse per gli Emirati e più in generale per i Paesi del Golfo Persico. La nostra riflessione intorno a questo territorio nasce già diversi anni prima, ma solo nel 2011 abbiamo dato forma a questo gruppo che di fatto si occupava da tempo di tematiche politiche ed economiche in questa zona del Medio Oriente, e che è anche un think tank di politica internazionale molto ascoltato.

Qual è la mission dell'Associazione?

L'obiettivo dichiarato, secondo lo statuto associativo, è la promozioni dei rapporti commerciali e culturali tra i due Paesi. Quindi mostrare la bontà e le realtà di eccellenza italiane negli Emirati. Ormai sembra quasi uno stanco refrain, ma qualche anno fa pochissimi in Italia conoscevano il territorio, quando ormai era invece già molto noto nel resto del mondo. Di fatto, offriamo consulenza strategica per le aziende, quindi accompagniamo l'internazionalizzazione delle aziende italiane negli Emirati e di quelle emiratine in l'Italia, anche se in questo momento, pur essendo biunivoca la nostra missione, siamo impegnati maggiormente sul fronte Italia-Emirati. E lo facciamo grazie alle elevate competenze che possiedono i nostri associati: di carattere giuridico, fiscale, tributario e di marketing.

Con quali istituzioni collaborate?

Abbiamo forti relazioni sul territorio: oltre alle istituzionali italiane, quindi gli ottimi rapporti con il Console Generale Giovanni Favilli e con il nuovo Ambasciatore italiano ad Abu Dhabi Liborio Stellino, è molto importante il rapporto che abbiamo con figure chiave dell'establishment emiratino, relazioni continue, di collaborazione e anche di amicizia.

Come lavorate per promuovere la cultura italiana?

Negli Emirati c'è stata, fino ad oggi, la mancanza di qualunque presenza culturale italiana importante: dall'arte pittorica e figurativa alla scultura, alla musica. Parlo di presenze in qualche modo permanenti, continuative, che confermino l'indiscusso valore culturale italiano nel mondo. Il primo evento importante che abbiamo organizzato risale al 2013, invitati dal Dubai Concert Committee: un concerto di opera lirica con tre cantanti italiani e un direttore d'orchestra, al Ductat del Mall of Emirates. Uno spazio piccolo, non votato a questo genere musicale, ma che comunque si è dimostrato un successo: 500 posti subito sold out. Un evento partecipato da expat internazionali e da molti emiratini che, dopo il concerto, si complimentarono con gli artisti. L'opera lirica è qualcosa di molto lontano dal dna emiratino, ma con nostra grande soddisfazione è stata una contaminazione di enorme successo. Debbo dire che, come italiano e come Associazione Italia - Emirati Arabi, ci aspettiamo molto da Sua Eccellenza Liborio Stellino, figura molto pragmatica che ha già mostrato un segno inequivocabile di un deciso cambio di rotta. La valorizzazione della cultura italiana negli Emirati mi pare sia una delle main issue della sua agenda diplomatica.

Quali sono i prossimi eventi in programma?

Il 7 novembre, sempre su invito del Dubai Concert Committee, ci sarà un altro concerto, al Mirage One&Only Resort di Dubai. Un importante appuntamento per gli artisti di indiscussa fama mondiale che saliranno sul palcoscenico: Renata Lamanda, Susanna Branchini e Massimiliano Pisapia, insieme al direttore d'orchestra (in questa occasione pianista) Marco Boemi. Questo concerto sarà anche l'occasione per inaugurare un progetto culturale italiano di medio-lungo periodo, che contempli altre forme di arte oltre alla musica, e per ribadire la cifra distintiva della nuova presidenza dell'Ambasciatore Sessa: dare continuità all'Associazione sul territorio, attraverso un calendario di attività nell'ottica, poi, di Dubai 2020. E qui ci riallacciamo al tema dell'appetito delle aziende italiane, che vedono in Dubai 2020 una straordinaria opportunità.