Non ci sono più i mezzi di trasporto di una volta

Finalmente la bella stagione pare sia arrivata con un po’ di fatica (io continuo a sentire freddo, ma siamo a marzo, a Dubai, e se qualcuno mi sente come minimo chiama la neuro!) ed anche io ho ricominciato con la mia vida loca fuori con le amiche (ho passato “l’inverno” sotto al piumone...) e la scorsa settimana ci siamo godute una serata fuori in perfetto stile adolescenza: fuori fino alle 5 di mattina, canzoni italiane cantate a squarciagola perché quando parte il momento amarcord non ci puoi fare nulla (povero tassista, perdonaci) e qualche bevuta di troppo (della serie “domani minimo ci vogliono 3 serie da 50 squat per smaltire tutti questi Margaritas).

Ma cosa è cambiato rispetto a quando avevo 20 anni ed oggi? Oltre al fatto che sto ancora recuperando le ore di sonno perse e siamo già di nuovo a giovedì, ed una volta il giorno dopo mi sarei alzata alle 8 per studiare Scienza delle Finanze, la cosa che è fondamentalmente cambiata è il mezzo di trasporto! A vent'anni, dopo una serata del genere mi sarei accasciata alla fermata del bus notturno sperando di non addormentarmi nell’attesa, mentre oggi con una semplicità degna di Sex&The City c’è sempre un taxi o una macchina privata pronta a portarti a casa.

Ma Dubai non è fatta solo di macchine di lusso, sebbene abbiate sentito al telegiornale che ad ognuno dei residenti è data in dotazione una Ferrari nel colore preferito al momento della firma del contratto di lavoro, ma offre tutta una varietà di mezzi di trasporto che si diramano sul tutto il territorio.

La metro, con le sue due line, la rossa e la verde che coprono prevalentemente tutta la fascia costiera, è forse il mezzo di trasporto più usato in tutta Dubai: puntuale, pulita (ricordatevi che è vietato mangiare e bere nei vagoni ed in particolare le gomme da masticare) e soprattutto dotata di due vagoni dedicati alle donne, dove i malcapitati uomini, che non si accorgono di tutto quel rosa, rischiano di vedersi recapitare una multa di 100 aed. Ennesimo esempio di come questo paese sia discriminante nei nostri confronti? Personalmente non la vedo in quest’ottica, ma anzi mi lascia la possibilità di scegliere se stare tra altre donne oppure di trovarmi nella calca delle ore di punta tra centinaia di uomini sudati (alcuni penso siano morti e non se ne siano accorti purtroppo) che talvolta, con lo sguardo, ti fanno sentire come una torta in un centro dimagrimento (molto più spesso capita invece il gentlemen in giacca e cravatta che ti cede il posto e tu fai partire la marcia nuziale).

Piccolo difetto di questo affascinante e potente mezzo telecomandato? La fila. La maggior parte della popolazione, in questo paese, non ha compreso il concetto di fila (ma il problema si presente praticamente ovunque, fila in strada compresa) e quindi ci sarà sempre l’ultimo/a arrivato/a che supererà bellamente tutta la gente. Altro dramma? Uscire dal vagone, visto che dovrete iniziare una vera e propria lotta contro le persone che cercano di salire prima di aver fatto scendere i passeggeri. Di cosa avete paura? Che la metro se ne vada senza di voi? I misteri della vita. E poi non vi lamentate se vi beccate gomitate sulle costole.

Alla fermata metro Damac Properties (ex Dubai Marina, tanto lo sapete che qui cambiano spesso i nomi delle fermate metro, e non solo, come è successo alla fermata Karama ora diventata ADBC o l’ex capolinea Jabel Ali rinominato UAE Exchange. Per il prossimo San Valentino non date il nome della vostra compagna alle stelle o alle isole, ma regalate fermate della metro. Decisamente più originale) si dirama il tram che ha subito talmente tanti incidenti durante la fase di collaudo che ora le multe in caso di urto sono esorbitanti. Copre principalmente la zona di Marina e JBR, con un breve tratto sulla ex Al Sufouh, ora King Salman Bin Abdulaziz Al Saud St. (ve lo detto che a noi piace cambiare), ed è sicuramente un ottimo mezzo durante la stagione calda. Si narra inoltre che quelli di Downtown, gelosi di questo nuovo mezzo di trasporto (il giorno dell’inaugurazione c’erano talmente tanti fuochi d’artificio in Marina che sembrava Capodanno), abbiano costruito anche loro un tram in stile Los Angeles (progetto che doveva essere completamente completato nel 2010). Ottima idea, se non fosse che al momento copre una distanza massima di forse un chilometro. In pratica, come mi diceva sempre la mia professoressa: idea ottima, applicazione approssimativa.

A pari punti in fatto di quasi totale inutilità c’è la monorotaia sulla Palma, che si collega al tram lungo l’Al Sufouh ed ha il suo capolinea all’Atlantis: sebbene a livello turistico sia uno dei mezzi che preferisco per i miei ospiti (invece di passare nel sottopasso stradale che si dirama sotto l’acqua, la monorotaia prosegue il suo percorso in superficie facendo apprezzare molto di più la forma dell’isola), la sua utilità per i residenti è pari a zero dal momento che non ha fermate intermedie al momento attive, sebbene già effettivamente costruite. Chissà se una volta finito il Nakheel Mall, anche la monorotaia diventerà un mezzo di pubblica utilità. Al momento se la gioca con il tram di Downtown.

Altri due affascinanti mezzi che io personalmente adoro, sono il waterbus nella zona di Marina e l’abra, un fichissimo mezzo, magari un po’ puzzolente, che al costo di 1 aed vi porterà da una parte all’altra del fiume nella zona di Deira

E poi veniamo a lui, il mezzo di trasporto più sottovalutato in tutta Dubai, quello che collega qualsiasi angolo della città facendo un percorso che neanche se manchi tutte le uscite della Sheikh è così lungo: l’autobus! In pratica è utilizzato solo dalle maid e dai lavoratori, se escludiamo la mamma di una mia amica che conosce orari e percorsi meglio di quelli del RTA (vi prego assumetela!). Anche sull’autobus troviamo la sezione dedicata solo alle donne e valgono fondamentalmente le stesse regole della metro, quindi non si mangia e beve e non si mastica la gomma. Anche se a volte la sua utilità è ridotta ai minimi storici a causa delle grandi distanze che copre e quindi incappando spesso nel traffico tipico degli orari di punta, l’autobus è perfetto mezzo di trasporto per poter veramente vedere la città; un po’ come se fosse un Hop-on Hop-off, ma decisamente più economico e con anche percorsi fuori dai soliti giri.

Dite che mi sto dimenticando di qualcosa? Del taxi? E che vogliamo dire del taxi oltre a quello che è sempre stato detto? Sarebbe un po’ come sparare sulla Croce Rossa se rimarcassimo per l’ennesima volta che:

  1.  L’autista al 90% non conoscerà la strada/sarà nuovo/non parlerà inglese e qualora vi offriate di indicare la strada, non capirà le vostre indicazioni
  2. Il taxi avrà una fragranza di sudore secolare mista a deodorante per auto al gusto di agrume che ti costringerà ad abbassare il finestrino anche con 50° fuori
  3. Se state percorrendo una strada con dei dossi sperimenterete l’effetto yo-yo perché è troppo difficile mantenere una velocità costante invece di repentine accelerate seguite da brusche frenate
  4. Alcuni sono convinti di correre in Formula 1 e quindi li vedrete sfrecciare e zigzagare (esiste questa parola?) tra le macchine per poi ricordarsi di dover prendere l’uscita all’ultimo momento. Perché pagare per andare al circuito di Formula 1 quando lo puoi fare quasi gratis su un taxi?
  5. E non la volete una bella paternale dal tassista che voi non siete sposate e che dovreste fare figli, non lavorare, stare a casa a badare all’uomo e che è giusto che un uomo abbia più di una moglie? Ho provato una volta a cercare di farli ragionare proponendo la versione contraria...e niente

Potrei ovviamente continuare questa lista per ore ed ore, ma perché mentirvi così. In fondo a Dubai giriamo tutti con la macchina di lusso o con le NCC, siamo tutti talmente ricchi che l’unico vero mezzo di trasporto oltre alla nostra Maserati sportiva carta da zucchero (per gli uomini è quel colore simile al celeste, ma diverso) è Uber Helicopter: perché essere pezzenti quando puoi essere al top?