Mettere su famiglia negli Uae: 10 cose da sapere

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La società emiratina è saldamente fondata sulla famiglia. Dubai, come anche Abu Dhabi, sono due città davvero "family friendly": dai ristoranti ai Mall, dagli hotel ai parchi è tutto pensato per i bambini e per agevolare mamme e papà. In molti, dunque, arrivati a Dubai, decidono di mettere su famiglia.  

Prima di avere un bambino, però, occorre conoscere la legge emiratina.

Ecco che cosa bisogna ricordare:

  • Negli Emirati Arabi la gravidanza al di fuori del matrimonio è illegale, secondo quanto previsto dalla Sharia Law. Se si decide di far nascere il proprio bambino negli Emirati occorre quindi essere sposati.
  • La Sharia Court di Dubai può celebrare matrimoni secondo la legge islamica solo se lo sposo è  musulmano.
  • Le coppie residenti straniere e non musulmane possono scegliere di sposarsi in una delle chieste cristiane di Dubai oppure in Consolato o in Ambasciata.
  • Negli ospedali viene controllata la data di matrimonio e, se il concepimento è avvenuto prima delle nozze, possono sorgere problemi.
  • In caso si inizi la gravidanza senza essere sposati, è consigliabile fare nascere il proprio bimbo in Italia o fuori dagli Emirati.
  • Negli Emirati non c'è lo ius soli: i bimbi nati a Dubai da entrambi i genitori italiani (o anche da un solo genitore italiano) acquisiscono quindi la cittadinanza italiana.
  • La nascita di un bimbo va comunicata e registrata al Consolato italiano.
  • Entro 120 giorni dalla nascita del bambino occorre estendere il Residence Visa anche al nuovo nato, sotto la sponsorizzazione del genitore che lavora.
  • Il congedo di maternità, per le donne expat che lavorano, è di 45 giorni.
  • L'aborto a Dubai è illegale a meno che non ci siano gravi complicanze mediche o malformazioni del feto incompatibili con la vita.

 

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