L'orologio dell'Ibn Battuta: chi conosce la sua storia?

Fra le cose che in molti ci consigliano assolutamente di far fare alla bambina quando rientriamo per le vacanze a Roma, c’è il tradizionale giretto nel trenino di Villa Borghese con passaggio di rito davanti al “magico” orologio ad acqua del Pincio. È vero, si tratta di qualcosa di molto particolare: il trenino è una istituzione per i bambini della Capitale da generazioni, e percorre una delle zone più belle della città. L’orologio ad acqua poi, a parte il valore storico - realizzato nel 1873, venne in seguito collocato nel laghetto con piante e strutture in legno a ricreare l’ambiente di una foresta in miniatura -, ha sempre esercitato un fascino misterioso su di me per le strane forme dovute ai giochi di umidità e muschio sulle pareti in vetro, per lo scrosciare dell’acqua, per il senso di frescura che si provava avvicinandosi anche in piena estate, per il movimento delle parti meccaniche visibili che era quasi ipnotico e sembrava creare immagini di fate e strane creature a ogni giro...

Pure a Dubai abbiamo i trenini per i bambini. Non attraversano i viali magnifici anche se un po’ decadenti di Villa Borghese, ma si snodano per i corridoi di alcuni mall per la gioia dei più piccoli, che non colgono le sfumature storico-culturali che cogliamo noi e si concentrano su luci, suoni, colori, musiche, passanti...e si divertono come matti.

Un trenino “storico” per gli standard di Dubai è quello che percorre una parte dell’Ibn Battuta Mall, uno dei centri commerciali più orientati alle famiglie di Dubai e Abu Dhabi: un evergreen, di recente ampliato con una nuovissima ala che offre negozi e negozi, fra cui il tanto atteso secondo centro Decathlon della città (non è pubblicità, è che desideravamo davvero in tanti questo negozio nella nostra parte di Dubai).

L’Ibn Battuta Mall è suddiviso in aree storico-geografiche decorate a tema in omaggio appunto ai viaggi di Ibn Battuta, il celeberrimo esploratore arabo vissuto nel XIV secolo. Nel mall ci sono diverse riproduzioni di oggetti ed elaborati relativi a scienziati, studiosi e viaggiatori del mondo arabo antico e pannelli che ne descrivono l’importanza storica, davanti ai quali non sempre ci si sofferma a leggere, nella fretta degli acquisti.

Fra queste riproduzioni, è impossibile perdere quella animata che troneggia nella India Court, ossia l’elefante indiano in dimensioni reali che sembra vivo. Confesso qui la mia ignoranza: ho sempre pensato che fosse un “semplice” elefante meccanico di dubbio gusto, fotografato da frotte di turisti (che non poche volte fra me e me ho anche un po’ preso in giro pensando che fossero attratti dal kitsch, bloccando il transito per chi, come me, tende a essere sempre di fretta).

Non avevo mai capito, invece, che si tratta di un lavoro molto importante, ossia di una fra le pochissime riproduzioni fedeli al progetto originale esistenti al mondo dell’orologio ad acqua ideato dal celeberrimo Al-Jazari: vissuto nel XII secolo, Al-Jazari fu uno degli scienziati e matematici più grandi della storia; ideatore di automi e autore di notevoli volumi tecnico-scientifici, ha elaborato fra l’altro il progetto di un orologio astronomico molto complesso che ancora oggi stupisce per come anticipa i principi dell’informatica e della robotica, oltre a innumerevoli altre stupefacenti opere che gli hanno fatto meritare la definizione di “Lenorado da Vinci kurdo all’epoca delle Crociate”.

Il progetto dell’orologio ad acqua dell’elefante è uno dei suoi capolavori; è storicamente importante non solo per la componente tecnologica originale del meccanismo interno attivato ogni mezz’ora, ma anche per la parte artistico-estetica del progetto, inusuale per uno scienziato soprattutto di quell’epoca. L’elefante decorato infatti vuole rappresentare l’India, l’uomo con turbante la cultura islamica, la fenice l’Egitto e il serpente-drago rappresenta la Cina, simboleggiando così l’unità di diverse culture: non stupisce la scelta da parte del “Foundation for Science, Technology and Civilization”, l’ente britannico preposto a divulgare la storia e la cultura islamica nel mondo, di commissionare appunto la riproduzione in dimensioni reali di questo orologio per l’inaugurazione nel 2005 del mall dedicato al grande esploratore, nella città che per definizione vuole rappresentare il multiculturalismo moderno.

Ho scoperto tutto questo per caso, facendo una ricerca di immagini con Google per mia figlia che mi chiedeva di vedere la foto dell’elefante dell’Ibn Battuta Mall. Oltre al piacere di imparare una cosa nuova e interessantissima, ho avuto modo di riflettere sul fatto che a volte, anche con le migliori intenzioni, da europea, italiana e romana mi succede ancora di lasciarmi andare a un certo approccio paternalistico e aprioristicamente superiore, che rischia di farmi perdere un mondo prezioso di conoscenze lì a portata di mano per tutti.

Una bella lezione, simbolicamente impartitami indirettamente e involontariamente da mia figlia che non a caso, come tutti i bambini di Dubai, ama i mall e i trenini dei mall senza pregiudizi e preconcetti.