Lo Shamal e il mare d'inverno

Chi è a Dubai da qualche tempo sa bene oramai che i passaggi di stagione sono preannunciati da una breve sequenza di giornate di vento più o meno forte, polveroso, sabbioso, che si placa solo verso sera. Quasi sempre si tratta dello Shamal, il vento di nord-ovest generato dall'incontro delle correnti d'aria che vengono incanalate dai monti di Turchia e Iraq fino ai paesi del Golfo verso nord-est e che spazzano le pianure desertiche dell'Arabia Saudita verso sud-ovest. Soffia nei mesi primaverili ed estivi, portando il caldo afoso, e nei mesi autunnali e invernali, portando il fresco; molto raramente raggiunge i 50 km orari ed è associato alle tempeste di sabbia di varia entità che caratterizzano questa parte di mondo.

Allo Shamal è collegato un altro fenomeno, purtroppo potenzialmente molto pericoloso: quello dell'imprevedibilità del mare per via delle correnti di ritorno o risacca lungo la costa nelle spiagge più ondose. Il fenomeno è costituito dalle correnti circolari di acqua che si allontanano dalla costa raggiungendo in determinate situazioni velocità fino a 2,5 metri al secondo. Tali correnti si creano quando le onde sollevate dal vento si infrangono con forza in alcune zone e debolmente in altre: proprio per questo motivo le aree maggiormente a rischio sono, a tradimento, quelle nelle quali tendenzialmente ci si sente più sicuri, ossia nei pressi di frangiflutti, vicino a un molo o a una banchina, oppure in aree poco profonde che digradano dolcemente se celano zone improvvisamente più ripide.

Non è facile identificare a occhio la presenza di queste pericolose e improvvise correnti: gli esperti consigliano di indossare occhiali con lenti polarizzate per cercare di vederle meglio. I segnali tipici sono la presenza di piccoli mulinelli e turbolenze, zone di acqua dal colore significativamente diverso, spuma, detriti o alghe disposti in linee continue che si spostano come un unico fronte verso il largo, cambiamenti improvvisi di temperatura nell'acqua, anomalie nel flusso delle onde. 

Non è un caso che nel folklore popolare della zona lo Shamal era considerato il vento che divorava pesci e imbarcazioni e nelle giornate peggiori i pescatori non prendevano il largo. Per i residenti e i turisti che amano il mare, è bene più che mai in questi periodi attenersi alle regole di comune buon senso in spiaggia, rispettando le indicazioni dei bagnini se presenti o delle bandiere di segnalazione.

Evitare di andare dove "non si tocca" se non si è più che sicuri di saper nuotare bene e comunque non andare mai in acqua da soli; in caso di dubbio, desistere e rimandare la nuotata a un altro giorno perché comunque la forza di queste correnti è intensa e può far perdere l'equilibrio. Se si rimane intrappolati in una corrente di ritorno, cercare di mantenere la lucidità e ricordare sempre che si tratta di correnti orizzontali, non verticali. Ossia allontanano dalla costa ma non trascinano a fondo. Il rischio in sé è di finire lontani, ma non di essere inghiottiti dalle acque: non bisogna farsi prendere dal panico e seguire l'istinto di nuotare o muoversi affannosamente controcorrente per tornare verso riva sfiancandosi e rischiando sì, a quel punto, di annegare per sfinimento; al contrario è necessario cercare di spostarsi parallelamente alla costa o, se proprio le forze vengono a mancare, lasciarsi galleggiare facendosi trascinare dall'acqua al di fuori della corrente stessa, e poi cercare di riprendere il controllo nuotando verso qualche punto di riferimento o aspettare i soccorsi.

Ad ogni modo la cosa fondamentale è cercare di attirare subito l'attenzione degli altri agitando le braccia e gridando. A loro volta i soccorritori devono evitare la tentazione di lanciarsi in acqua perché, come detto, nuotare in opposizione alla corrente di ritorno è praticamente impossibile ed è così che si sono verificati molti annegamenti purtroppo negli ultimi anni. Devono invece lanciare qualcosa che galleggi in acqua e soprattutto coinvolgere immediatamente il bagnino e le unità di soccorso autorizzate che sanno come intervenire.