La mia lettera per Barbara

Le cose che mi fanno e mi faranno sempre pensare a te:

  1. Il pigiamone rosa invernale imbottito di mia figlia: un niente, rispetto alle tue magnifiche tenute antifreddo da combattimento.
  2. Il rosa. Un colore che non ho mai sentito mio, ma la prima volta che ti ho vista all'allora Art Café del Mall of the Emirates indossavi un bellissimo foulard-turbante rosa che ti stava bene nonostante l'affaticamento.
  3. Tabby, il nostro randagio squatter che, mi hai fatto notare, non era un gatto sterilizzato come credevo io.
  4. Il tavolo del giardino attorno al quale ho passato un pomeriggio importante con persone importanti.
  5. La parmigiana di melanzane che, ricordiamolo, è verdura.
  6. Il calzino sempre mancante quando ritiro i panni dalla lavatrice.
  7. La Brigliadori.
  8. I lavoretti di Arts and Crafts di mia figlia quando mi chiede inutilmente aiuto. Io sono da sempre negata e invece tu crei delle cose bellissime (salvo poi demolirle per sbaglio di notte... uhm, potrei dire che faccio la stessa cosa).
  9. Le foto di Liz Taylor.
  10. Le olive che io adoro e a te fanno schifo.
  11. Penny, gatta innamorata di tua figlia.
  12. Facebook, che hai scelto di usare con coraggio e generosità per condividere con tutti i tuoi 100 happy days, un blocco alla volta, educandoci e facendoci entrare nella tua vita con naturalezza e dignità. (Per questo mi sono decisa a superare la mia ritrosia in questo momento privato e a scriverti Urbi et orbi).
  13. La piantina che tuo figlio ha regalato alla mia, con la quale parlo come se fossi tu (sta bene e la seguo con molta cura).
  14. I post nei gruppi di italiani a Dubai sulle scuole, perché fu quello il primo scambio che abbiamo condiviso che mi fece pensare che mi sarebbe piaciuto conoscerti. Continuano a comparire a cicli periodici, sempre nuovi e sempre uguali.
  15. I pasti micragnosi di qualunque tipo (aereo, stazione di servizio, ecc.) che mi fanno venire sempre in mente le tue telecronache dall'ospedale.
  16. Dubai, questa città che tu hai sempre capito e amato e che continua ad aspettarti.
  17. Le amiche.
  18. Ogni volta che dico "ti voglio bene" o "I love you".

E molto altro che tengo per me.

Allora alla prossima, qui, a Roma o a Bergamo che tanto ora col treno si fa in fretta.
A proposito: ho dovuto cercare "dugongo" su Google, ma mi vergognavo a dirlo.