Investire negli Emirati: le Free Zones

La diversificazione dell’economia emiratina è uno degli obiettivi principali del Paese, come peraltro riportato nel “Uae Vision 2021”, pubblicato nel febbraio del 2010: “We want the Uae to sustain its drive toward economic diversification, as this is the nation’s surest path to sustainable development in a future that is less reliant on oil. This means expanding new strategic sectors to channel our energies into industries and services where we can build a long-term competitive advantage”.

Lo sviluppo e la crescita del Paese sono possibili anche grazie alla presenza di investitori stranieri, interessati per varie ragioni a stabilire il proprio business negli Emirati. A tal proposito, quindi, il Paese ha investito nella creazione di nuove Free Zones e nello sviluppo di quelle già esistenti. All’interno di ciascun Emirato, infatti, sono presenti delle Free Zones, aree destinate al commercio, alla produzione e all’esportazione di prodotti, create appositamente per attrarre nuove imprese e investimenti stranieri, accelerando così lo sviluppo e la diversificazione economica del Paese.

Nel corso degli anni, queste aree hanno attirato ingenti investimenti esteri, creato centinaia di posti di lavoro, attratto talenti e facilitato il trasferimento tecnologico negli Emirati Arabi. Oggi le Free Zones giocano un ruolo molto importante nella diversificazione economica del Paese, basti pensare che circa l’80% delle esportazioni in settori “non oil” deriva proprio da queste aree.

Le Free Zones negli Emirati Arabi sono circa 40 e sono concentrate nei due emirati più grandi, Abu Dhabi e Dubai. Esse possono essere generaliste, quindi aperte a tutti i tipi di business, oppure specializzate in uno specifico settore economico. Ogni Free Zone è gestita da un organismo ad hoc, responsabile della registrazione delle aziende e della concessione della licenza per operare nella zona, e gode della facoltà di autoregolamentarsi. 

Tuttavia, vi sono caratteristiche comuni a tutte le Free Zones:  

  • proprietà straniera al 100%, senza la partecipazione dello sponsor locale
  • esenzione dai dazi doganali
  • assenza di tasse sulla società per 15 anni, con possibilità di rinnovo
  • libertà di rimpatriare il patrimonio netto e gli utili
  • assenza di imposte sul reddito delle persone fisiche
  • libertà completa di assunzione del personale, che quindi può essere interamente straniero
  • nessuna restrizione di valuta

Gli investitori che intendono stabilirsi in una Free Zone possono scegliere di costituire una nuova persona giuridica (Free Zone Establishment o Free Zone Company) o creare una branch office della società madre.

Esistono, poi, quattro tipi di licenze necessarie per operare in una Free Zone, che variano secondo l’attività svolta dall’azienda:

  • Licenza per attività commerciali: applicabile alle società straniere che intendono importare, esportare, vendere e distribuire i prodotti in essa specificati.
  • Licenza per attività industriali: applicabile alle società che intendono importare materie prime, lavorare i prodotti, venderli e distribuirli.
  • Licenza per servizi: applicabile alle società che intendono prestare servizi nelle Free Zones.
  • Licenza per attività industriali nazionali: differisce dalla licenza per attività industriali perché prevede la presenza di un cittadino emiratino che detenga il 51% del capitale e la produzione effettuata nella free zone per almeno il 40%. I prodotti realizzati con questa licenza sono qualificati come "di origine emiratina".

Inoltre, anche per operare in una Free Zone è necessario rispettare determinati requisiti, tra cui:

  • la presenza effettiva di almeno un ufficio all’interno della Free Zone
  • la nomina di un amministratore e un segretario che siano persone fisiche e residenti negli Emirati Arabi

È bene ricordare, infine, che le società consolidate in una Free Zone sono considerate imprese straniere dalla legge degli Emirati Arabi Uniti, quindi vi sono alcune limitazioni. In particolare, un’azienda che opera in una Free Zone può svolgere attività di business nel mercato emiratino solo avvalendosi di un distributore locale, e sulle vendite è applicato un dazio del 5%.

Pertanto, sebbene le Free Zones costituiscano una valida opzione per chi vuole insediarsi negli Emirati, specie se si è privi di un local partner, è importante valutare preventivamente pro e contro, e identificare la Free Zone più adatta allo sviluppo del proprio business.