Intolleranze alimentari: a che punto è Dubai?

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Per noi che veniamo da una realtà da sempre molto attenta all'alimentazione in tutte le sue sfumature, a volte quasi al limite dell'ossessione dettata dalle mode del momento, è importante, spostandoci a Dubai definitivamente o in vacanza, sapere che da queste parti il livello di consapevolezza e conoscenza delle esigenze dietetiche per motivi medici è mediamente carente, anche se in miglioramento. Intolleranze, allergie specifiche con rischio di shock anafilattico e malattie complesse come il morbo celiaco o il morbo di Crohn richiedono particolare attenzione nella scelta degli ingredienti e nella preparazione dei cibi. Qui, diciamocelo, mangiar fuori o ricorrere a un servizio di "home delivery", a qualunque ora del giorno e della notte, è per molti expat una coccola data per scontata: non sempre è così per chi soffre di problemi alimentari di questo tipo.

Solo in tempi recenti comincia a diffondersi una cultura in tal senso, grazie appunto al mix di nazionalità che contraddistingue Dubai e gli Emirati in generale. Anni fa, per una persona affetta da celiachia, per esempio, trovare un ristorante serio in grado di proporre piatti gluten-free era praticamente impossibile. Al massimo si poteva sperare nel cameriere che, con sguardo fra lo stupito e il paternalistico, portava al tavolo la Caesar Salad appena ordinata con un'estenuante spiegazione, e levava uno a uno i crostini davanti all'allibito e rassegnato avventore.

Nel tempo è cresciuta l'offerta di ristoranti e pizzerie anche "home delivery" che propongono menu "gluten-free", ma ancora oggi sono pochi quelli che davvero possono garantire la totale assenza di contaminazione incrociata, ossia il passaggio indiretto di glutine ai cibi preparati, sì con ingredienti "gluten-free", ma utilizzando utensili e piani di lavoro in comune con gli altri piatti.

Una fonte importante di informazioni utili, con elenchi di negozi, supermercati e ristoranti davvero "gluten-free", è il sito Gluten free Uae, nato su iniziativa individuale di un gruppo di persone affette da morbo celiaco, con relativa pagina Facebook.

Un altro tipo di allergia potenzialmente molto pericolosa, da noi ben nota, è il favismo. Noi non ci stupiamo di trovare in primavera affisso all'entrata dei nostri supermercati il cartello che avverte della presenza di fave fresche. Qui invece capita spessissimo di trovare fave fresche tranqullamente esposte senza nessun avviso. Questo è abbastanza sorprendente poiché il favismo è molto diffuso in tutti i paesi del Mediterraneo incluso il Nord Africa che è ben presente nella comunità di expat negli Emirati. Quindi, per chi soffre di questa allergia, grande attenzione in primavera.

Almeno nelle scuole, invece, la consapevolezza delle allergie e intolleranze nei bambini sta crescendo: è oramai prassi consolidata il divieto di utilizzare "nuts" (ossia nocciole, noccioline, arachidi, anacardi, noci e quant'altro) nei lunch-box. A volte si può ancora incappare in qualche scivolone potenzialmente pericoloso, per esempio in caso di festicciole per i piccoli o di play area nelle quali vengono offerti rinfreschi contenenti ingredienti critici ai quali nessun bambino sa dire di no, come biscotti e gelati. Non solo per la potenziale presenza di nocciole, ma anche di latte e derivati, da evitare per chi soffre di intolleranza al lattosio o di allergia alle proteine del latte.

Sta migliorando di molto la situazione in ambito assistenza medica. Se otto o dieci anni fa trovare un buon gastroenterologo o allergologo specializzato costituiva un'impresa impossibile, sono ora in aumento i centri specialistici dedicati ai test e alla diagnosi delle problematiche alimentari di vario grado. Per il resto, aiuta molto il passa-parola fra residenti (oggi Internet e i vari gruppi Facebook sono una risorsa preziosissima e insperata fino a quale anno fa) e parlare con chiarezza e fermezza a camerieri e personale addetto alla ristorazione, evitando situazioni dubbie.

Buon appetito a tutti!