In arrivo la pioggia "artificiale"

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Se pensate che la pioggia prevista nei prossimi giorni sia il naturale e attesissimo preannuncio dell’inverno, vi sbagliate. La pioggia che arriverà (forse) tra stanotte e domani, sarà frutto del lavoro del National Centre of Meteorology and Seismology degli Emirati che, proprio in queste ore, sta monitorando attentamente le nuvole: quando saranno vicine agli Emirati, i piloti del Centro voleranno tra i cumuli iniettando cristalli di sale. E voilà, la pioggia è quasi assicurata. Il processo, "Hygroscopic cloud seeding" (in italiano "inseminazione"o "semina" delle nuvole), non è cosa nuova, si studia infatti dagli anni Quaranta del secolo scorso. Il meteorologo e chimico Vincent Schaefer (1906–1993) fu il primo a scoprire il principio, nel 1946, durante una scalata sul Monte Washinghton (Stato di New York); qui ebbe l'idea di creare nubi "sovra raffreddate" provando ad utilizzare diverse sostanze (sale, talco, ghiaccio secco). Tornando ad oggi, gli Emirati stanno finanziando progetti da milioni di dollari, in tutto il mondo, per i ricercatori che studiano come rendere più efficace la pioggia "artificiale".

Forzare la natura, infatti, non è semplice e non si può avere la certezza che la pioggia cadrà davvero. La procedura? Attraverso i radar meteorologici si va a caccia della nuvola giusta. Quando è stata individuata, vengono date le coordinate esatte ai piloti che, in una gara contro il tempo prima che la nube si dissipi, sparano i razzi che disperdono il sale. In parole povere, le minuscole particelle di sale inseminate nelle nuvole “appesantiscono” le goccioline di vapore acqueo contenute nelle nubi stesse, facendole ricadere al suolo sotto forma di pioggia.

Il problema degli Emirati è che non ci sono quasi mai le nuvole, presenti invece nel vicino Oman. Per questo il National Centre of Meteorology and Seismology ha ottenuto il permesso di attraversare lo spazio aereo omanita per sparare i razzi prima che le nubi raggiungano gli Emirati. Spesso, però, la pioggia non riesce ad arrivare fino a Dubai, poiché le nuvole si disperdono prima, e si verificano quindi piogge torrenziali sulle montagne di Al Ain e su tutta la regione settentrionale del Paese. Secondo i meteorologi, si tratta comunque di un intervento utile: se non per pulire l'aria e rinfrescare le città, almeno per aumentare il flusso dell'acqua e alimentare le dighe.

Che arrivi o meno la pioggia, l'inseminazione delle nuvole solleva sempre accesi dibattiti, sia da un punto di vista etico (è lecito forzare la natura?) sia perché non si conosce a fondo quali ripercussioni ci possano essere realmente intervenendo su un sistema complesso come la meteorologia. Nel frattempo noi tutti aspettiamo, guardando all'insù.