Il potere dei numeri e la moda delle targhe

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*Questo articolo è stato gentilmente concesso da Sail Magazine e tradotto in italiano

Lo scorso ottobre un uomo d’affari indiano che vive a Dubai ha fatto notizia per avere speso 33.000.000 di dirham (più o meno 9 milioni di dollari) come migliore offerente per la targa "D5", in un’asta ospitata dalla Roads and Transport Authority (RTA). Anche se non è certo cosa nuova, questa moda di possedere numeri di targa unici sta rapidamente prendendo piede e le aste stanno diventando regolari. La RTA ne ospita una un mese sì e uno no, oltre a proporre aste online dove le persone spendono tempo e denaro per le loro offerte.

Questo non è solo un hobby, un passatempo, ma è diventato anche un opportunità di investimento, poiché chi acquista le targhe spesso le rivende dopo a prezzi più elevati. Questi investitori devono studiare e capire i diversi numeri e le sequenze delle targhe disponibili per sapere quali possano rendere di più. Ad esempio, tripli zero su un numero di targa di 5 cifre hanno un valore esponenziale, più di ogni altro numero triplo (i prezzi delle targhe possono essere controllati direttamente sul sito della RTA). 

La RTA ha puntato su questa nuova domanda con una campagna pubblicitaria dallo slogan “Plate your special date”, facendo leva sul desiderio della gente di avere sulla targa una data importante della propria vita, come compleanni, anniversari e così via. 

Possedere numeri di targa unici è diventato un must per essere considerati tra l’elite del Paese. Le cifre più basse significano maggiore importanza, prestigio e qualche volta potere. Le persone alla guida di auto con targhe di questo genere sono trattate in maniera diversa: godono di più rispetto sulle strade, al valet parking di ristoranti e hotel hanno il privilegio di avere i parcheggi migliori e di non dover aspettare per ritirare la propria auto.

Oggigiorno, non è più sufficiente essere alla guida di una macchina di lusso se non è accompagnata da un numero di targa particolare. Quasi come se il valore dell’auto, non importa quanto alto, non sia apprezzato senza che il proprietario investa anche su di un numero di targa unico che lo distingua dagli altri sulle strade. 

Gli Emirati Arabi detengono il record delle targhe automobiliste più costose e, anche se sembra uno degli ennesimi primati per farsi conoscere, non sono certo l’unico paese del mondo nel quale questo fenomeno esiste e che subisce il "fascino" delle targhe. Qualche esempio scandalosamente costoso arriva dal Regno Unito, dove un uomo d’affari ha speso 440.000 sterline (circa 2.000.000 di dirham) per la targa “F1”, la più costosa targa mai venduta nel Regno Unito. Un altro esempio è la targa “M1”, venduta per 330.000 sterline (circa 1.500.000 di dirham) ad un uomo che si dice l’abbia regalata a suo figlio per i suo 6 anni.

Sí, il fatto che vengano spesi milioni per un pezzo di metallo destinato a servire per la registrazione di un auto può sembrare davvero bizzarro. Ma c’è una consolazione: molti dei soldi raccolti dalla RTA con la vendita all’asta delle targhe vengono donati a diverse associazioni di beneficienza. Un esempio è l’asta che si è tenuta all’inizio di quest’anno, dove sono stati raccolti oltre 40.000.000 di dirham, devoluti poi alla Reading Nation Campaign lanciata dallo Sceicco  Mohammed Bin Rashid Al Maktoum, Vice-President and Prime Minister of the UAE and Ruler of Dubai. I fondi hanno permesso di consegnare 7 milioni di libri ai campi profughi e ai bambini bisognosi in scuole di diversi paesi del mondo.

Mentre il miglior offerente in questa asta di beneficienza potrebbe avere cercato un’opportunità di investimento, gloria personale o semplicemente di assecondare la sua passione per le targhe da collezione, bisogna riconoscere che, i soldi spesi, almeno sono serviti ad una buona causa. Anche se quella persona non si è preoccupato di dove i suoi soldi andassero a finire, non importa. L’importante è che tante persone in difficolta ne abbiano tratto un beneficio e che abbiano avuto così un barlume di speranza nelle loro vite.  Spendere milioni in beni materiali può non essere considerato il modello ideale di vivere, ma se il nostro mondo è diventato questo, almeno guardiamone il lato positivo e, come in questo caso, le cose buone che ne possono derivare. 

Riferimenti