Il mondo in un ascensore

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Dubai, patria degli ascensori: piccoli, grandi, sfarzosi, i più veloci al mondo. Chiedi e ti sarà dato. Anche se vivi al primo piano di un palazzo non c'è scampo, le scale non le puoi fare. Magari, non lo so, mi viene da pensare che le scale siano passate di moda, a meno che non siano quelle mobili dei Mall: quelle allora sì. Ho il contapassi che ogni tanto si domanda che ci sta a fare visto che mi muovo solo verso l'alto e il basso.

Cresciuta a pane e film/telefilm e avendo sempre vissuto in case massimo al terzo piano, trovarsi qui con tutti questi ascensori ha scatenato la mia fantasia (e risvegliato anche un latente romanticismo che pensavo di aver completamente rimosso) e riportato alla mente gli indimenticabili baci di Meredith e Derek in "Grey's Anatomy", che tanto ci hanno fatto sospirare. Oppure il momento "dei saluti" in "La Dura Verità" (nella foto), passando per il film "Drive" con un Ryan Gosling molto bad boy (che tanto lui vale la pena di essere visto in qualsiasi sua modalità), per giungere al recente e super discusso "50 Shades of Grey", dove il bel tenebroso che fa soldi forte e la bella fiammiferaia si scambiano il primo bacio (addirittura senza contratto).

Insomma, alte aspettative da questi ascensori e sull'ammmmore che sembra albergare in essi. E niente, poi vieni a Dubai, dove negli ascensori alberga tutto tranne l'amore. La prima cosa che mi viene in mente sono gli odori: in alcune occasioni ho pensato che i Re Magi avessero fatto un giretto tanto era forte l'odore di incenso. Ma sono stata sciocca a lamentarmi di un così forte, sebbene sgradevole, profumo. Sfortunatamente, fin di prima mattina, è possibile "assaporare" una vasta gamma di odori/sapori: cipolla, curcuma, coriandolo, aglio e cumino caratterizzano, non sempre in modo piacevole, il viaggio verso l'alto (una mattina, appena entrata in ascensore, ho sentito un fortissimo odore di cipolla e ho avuto paura che il mio contenitore del pranzo che si trovava, in linea d'aria, al di sotto del mio naso, si fosse aperto. Potete ovviamente immaginare che troppo velocemente mi sia data la colpa: il colpevole, fortunatamente, è sceso qualche piano prima del mio).

Anche l'ora di pranzo può essere letale per il naso, e mi azzarderei a dire più pericoloso per i delivery men che non effettivamente per noi: ammetto di aver pensato "ora me lo mangio" quando all'ora di pranzo, dopo una misera insalata di cetrioli e niente, ho incontrato il delivery man di KFC. Ok, forse non è salutare, ma avete presente quando siete a dieta ed anche il deodorante agli agrumi o alla vaniglia per l'ambiente vi fa venire le voglie? Ecco, stessa cosa, solo che questa volta il malcapitato portava croccanti pezzetti di pollo appena sfornati. Fortuna che è sceso prima che io riuscissi ad avvicinarmi troppo e rubargli il prezioso pacco.

Negli ascensori dei palazzi abitativi di norma ci trovi, a tutte le ore, qualcuno che sta consegnando la spessa in qualche appartamento. La "gioia" maggiore è quando ti trovi schiacciata modello sardina con bambini urlanti, uomo della pizza che te la fa ondeggiare sotto al naso e uomo della spesa con il carrello. Se poi sale qualcuno che viene dalla palestra è fatta: esperienza di premorte servita su un piatto d'argento.

Altra cosa che mi fa sempre sorridere è il rapporto conflittuale che hanno alcune nazionalità con l'ascensore e il suo funzionamento: quando salite dovreste premere il pulsante del piano dove avete intenzione di scendere, non attendere e sperare che qualcuno ci si fermi per caso. Certo, con palazzi bassi il problema non è così grave, il calcolo delle probabilità è dalla vostra parte, ma ho paura che in un grattacielo possiate diventare vecchi nell'attesa di fermarvi al piano giusto. Se trovate un vecchio signore smarrito, sappiate che sta ancora cercando il suo piano: per favore, aiutatelo.

Un'ulteriore caratteristica degli ascensori sono le conversazioni di cui diventi, a volte, involontario "ascoltatore" e spettatore. Una delle cose che mi lascia sempre perplessa al riguardo è la convinzione di noi italiani che nessuno ci capisca: sbagliato. Ci sono più italiani di quanti voi crediate e saranno nel tuo stesso ascensore quando deciderai di parlare dei tuoi problemi di "digestione" (if you know what I mean). A volte mi chiedo come sia riuscita a non fare facce al limite dello sconvolto. O forse non ci sono riuscita: quindi se in ascensore stavate parlando in italiano e una tipa è scoppiata a ridere, beh quella ero io.

Come sono io anche quella che continua a guardare nel vuoto quando "aitanti uomini" passano alla fase degli apprezzamenti e fanno commenti definendoci, in alcuni casi, come "intrattenitrici" dell'Est Europa solo perché non assomigliamo alla Cucinotta. Cari signori uomini, donna italiana non vuol dire necessariamente donna mora, tettona e formosa, ma vuol dire anche magra, con poco seno, non con una carnagione scura (se così fosse dovrei supporre che la povera mamma abbia avuto una relazione con l'idraulico serbo).

Però ammetto che, a volte, mi sono ampiamente fatta i fatti di quelli che erano con me: normalmente gli uomini evitano di raccontare cose strane quando sei con loro e il più delle volte, se entri a metà corsa, cambiano immediatamente argomento. Ragazzi, anche noi parliamo di voi (però poi penso al video di "The Jackal" e magari loro stavano parlando del buonissimo dolce che hanno mangiato a colazione. Tutto possibile). Le migliori sono le ragazze che non si fanno problemi che tu possa ascoltare la loro conversazione. Direi che con loro è come un grande spogliatoio. Mi piace questa complicità intraculturale che solo noi donne riusciamo a creare (io ho perfino le amiche del bagno del piano dell'ufficio. Ora il nome non lo so, ma una di loro mi ha detto che aspetta un bambino: congratulazioni amica del bagno).

E poi abbiamo le tecniche da rimorchio: avete presente i fogli che attaccano in ascensore per le varie comunicazioni? Di norma contengono generali avvisi riguardo la pulizia dei vetri, il non funzionamento di uno degli ascensori o magari il mancato pagamento delle fee da parte dei landlord. Quindi non dovrebbero essere usati per attaccare bottone perché la conversazione può durare al massimo 5 secondi (...dai 10). Se poi sei fortunata e lui è carino, simpatico e pure profumato, stai certa che non scenderà al tuo piano e non lo rivedrai mai più. Che dramma le sbandate da ascensore, sono un po' come quelle che mi venivano ai semafori (qua evito di guardarmi in giro per paura che qualcuno apra la portiera e decida che ha bisogno di liberarsi).

Sebbene l'ascensore possa risultare un luogo angusto per chi soffre di claustrofobia, penso sempre che, come i libri di storia, ognuno di noi sia un immenso contenitori di storie. E anche se ci si lamenta degli odori o delle chiacchiere, l'ascensore è sempre uno spaccato di vita delle persone che sono con noi, lì. A Dubai.