I Love Italian Food conquista Dubai

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E' nato tutto un po' per caso, da una semplice pagina Facebook messa su da un gruppo di amanti del buon cibo e delle tradizioni culinarie nostrane. In un paio di anni quella stessa pagina ha raggiunto più di un milione di followers, è nata un'associazione culturale e i suoi eventi girano il mondo. Uno solo l'obiettivo: raccontare i piatti e i prodotti italiani. I Love Italian Food, questo il nome del progetto, è arrivato anche qui a Dubai in occasione di Gulfood. Abbiamo intervistato il suo presidente, Alessandro Schiatti, che ci spiega nel dettaglio di che cosa si tratta e invita tutti gli interessati a collaborare a questa grande iniziativa partecipativa.

Partiamo dall'inizio, che cosa è I Love Italian Food?

I Love Italian Food è un network e un'associazione culturale che promuove nel mondo il vero food Made in Italy. Nasciamo per caso, da una pagina Facebook, da cui si è poi creata un'associazione culturale e moltissime attività collaterali. Di fatto, abbiamo una base no profit, animata da un network di 1000 blogger sparsi per il mondo, chef, ristoratori che producono ogni giorno contenuti e raccontano il Made in Italy agroalimentare. Pubblichiamo quotidianamente articoli, interviste, storie, ricette sul nostro sito e ogni giorno abbiamo circa 150.000 lettori unici che ci seguono. Numeri che stanno ancora crescendo: nell'ultimo trimestre del 2015, solo su Facebook abbiamo fatto 350.000 nuovi contatti. La nostra mission è semplice: fare capire qual è il vero prodotto italiano, l'autentica ricetta, la tradizione. Un esempio? Raccontiamo la storia della burrata, perché deve essere fatta così e non in un altro modo, e se la vuoi comprare quali sono le autentiche burrate prodotte in Italia.

In che modo vi sostenete?

L'associazione è sostenuta da oltre 50 aziende italiane, ovvero soci del progetto che versano una quota annuale. Da due anni, quindi, organizziamo attività collaterali che servono per diffondere concretamente i prodotti italiani e per aiutare le aziende ad essere presenti nel mondo. Per dirla molto banalmente, il nostro scopo è anche combattere quello che è l'Italian sounding nel settore alimentare.

Che genere di eventi organizzate?

Innanzitutto giriamo il mondo in concomitanza delle fiere più importanti di food, come ad esempio abbiamo fatto qui a Dubai durante questi giorni di Gulfood. Abbiamo raccolto interviste agli chef, organizzato performance live con i prodotti italiani, oltre ad un evento finale, ovvero una serata conviviale durante la quale i nostri soci hanno potuto conoscersi e incontrare altri operatori del settore. Poi abbiamo una Academy itinerante, che si sposta per tutto il mondo, dagli Stati Uniti all'Europa: proprio qui a Dubai abbiamo realizzato una master class sulla pasta fresca, con una novantina di chef presenti, ai quali abbiamo raccontato come si fa la pasta italiana secondo tradizione.

In quali paesi siete presenti?

Abbiamo ambasciatori in una decina di paesi, blogger in 38 paesi e lettori davvero in tutto il mondo. Il primo paese, per lettori, sono Stati Uniti e Canada, seguiti da Inghilterra, Australia e Italia. Fino a qualche mese fa, la prima città per numero di iscritti al nostro network era New York, seguita da Teheran, dall'altro capo del mondo. I Love Italian Food è davvero una realtà trasversale, a dimostrazione del valore dei prodotti Made in Italy e di quanto siano ricercati.

Come si può aderire al vostro network?

Siamo un concetto partecipativo, chiunque può contattarci, scrivere, portare idee, collaborare alla realizzazione di eventi, ovunque viva. Il nostro quartier generale è invece in Italia, dove siamo una decina di persone che coordinano il progetto. Ci auguriamo di tornare presto a Dubai con nuove iniziative ed eventi, perché nei giorni di Gulfood sono nati davvero moltissimi contatti e l'interesse verso il cibo Made in Italy è anche qui molto forte.