Calendario: i giorni di ferie a Dubai

Achille Campanile chiamava "ponte sospeso girevole" il giorno di festa che capita di mercoledì: a seconda del lato della settimana dal quale si volta, può agganciarsi, con l'aggiunta di due giorni, al fine settimana precedente e al fine settimana successivo. E in effetti, per noi Italiani, mettersi a tavolino a studiare il calendario a inizio anno (quale che sia: solare, scolastico, fiscale, accademico e chi più ne ha più ne metta!) per individuare i giorni di festa e iniziare a fantasticare, pianificare e pregustare in largo anticipo i periodi lunghi o brevi di vacanza, è una abitudine scontata. Oltre a tutto, spesso e volentieri i nostri contratti nazionali di lavoro prevedono molti giorni fra ferie, permessi, recuperi e quant'altro.

Arrivando qui a Dubai lo scenario cambia. Innanzitutto i giorni di ferie sono di molto ridotti, mediamente un totale di quattro-settimane-quattro da suddividere su tutto l'arco dell'anno. Le feste nazionali sono davvero poche rispetto alle nostre e quasi sempre si spostano sul calendario seguendo le fasi lunari sulle quali è basato il calcolo delle festività islamiche; solo due sono più o meno fisse: Capodanno e la Festa Nazionale del 2 dicembre, alla quale si è aggiunto di recente un giorno extra dedicato a tutti i martiri di tutte le guerre. Non solo. Le festività islamiche, che sono comunque una manciata, almeno rispetto alle nostre, vengono confermate solo ventiquattro ore prima perché legate al reale avvistamento della luna. Non finisce qui. I giorni di ferie assegnati sono sempre in quantità superiore per chi lavora nel settore pubblico rispetto a chi lavora nel settore privato; le scuole, poi, a volte seguono il settore pubblico, a volte il settore privato e altre volte normative proprie, legate anche al calendario corrispondente al curriculum di riferimento (esempi classici sono il Mid-Term Break per le scuole British, Thanksgiving per quelle a curriculum americano, i giorni spot di aggiornamento degli insegnanti).

Ovviamente, e costi a parte, a eccezione delle cosiddette staycation che comunque alla lunga diventano ripetitive, da qui quasi sempre quando si viaggia ci si sposta in aereo, con l'esigenza di effettuare prenotazioni e acquisto dei biglietti in anticipo, soprattutto in caso di nuclei familiari (e non entro nemmeno nel merito del caos organizzativo per chi ha un animale domestico o magari cinque), quindi l'aspetto aleatorio della componente vacanziera in questo paese può diventare un tormentone tragicomico al confine con il rebus rompicapo.

A volte si rimane delusi perché i giorni effettivamente concessi sono di meno rispetto a quanto atteso, e ci si ritrova a dover sacrificare giorni di ferie lavorative non calcolati; altre volte ci si ritrova con l'annuncio last-minute di molti più giorni di vacanza concessi  rispetto alle aspettative, con le scuole chiuse a sorpresa o anche, come è capitato di recente, chiuse per un periodo più lungo rispetto al periodo di chiusura del settore privato, per la disperazione della maggior parte delle mamme lavoratrici che magari non hanno tutte un aiuto fisso in casa, e con difficoltà di adattamento definitivo ai ritmi scolastici da parte dei ragazzi a causa delle interruzioni irregolari e per certi versi impreviste.

A questo si sommano lo stress e la fatica accumulati nella vita quotidiana di Dubai che ci fanno desiderare riposo e relax totale, e i vari familiari e amici che da casa premono e si lamentano perché non ci vedono mai, il che è comprensibile e fa anche molto piacere... ma con i pochi giorni di vacanza davvero a disposizione, dover pianificare i periodi di ferie sempre e solo "a casa" rischia di diventare, soprattutto per chi prima era abituato a spaziare viaggiando, un po' ripetitivo e poco intimo e rilassante - affetti ritrovati e abbracci calorosi a parte. A meno di optare per le vacanze separate, come alcuni fanno o, per chi può organizzarsi, tornare al concetto di villeggiatura lunga per mamme e figli che partono da soli lasciando mariti e animali domestici in città.