Gli Uae celebrano il 45esimo National Day

* Nella foto gli sceicchi dei 6 emirati dopo l’annuncio dell’unione, il 2 dicembre 1971. Il settimo emirato che forma gli Uae, Ras al-Khaima, si aggiunse nel 1972.

La città è già addobbata da settimane. Bandiere, striscioni e festoni colorano grattacieli, negozi, scuole, mall: il 2 dicembre si celebra il 45esimo Uae National Day.

Tra parate, fuochi artificiali ed eventi più o meno istituzionali organizzati un po' in tutta Dubai, la novità di quest’anno è sicuramente il “National Day shopping sale”. Tre giorni, dall'1 al 3 dicembre, di sconti in tutti i negozi di Dubai (o quantomeno negli oltre 1000 che hanno aderito all’iniziativa), che propongono ribassi dal 30% al 90%. Anche i nuovi parchi tematici di Dubai Parks and Resorts, freschi di inaugurazione, hanno proposto una promozione, purtroppo già sold out: 4500 biglietti venduti a 45 aed.
 
Il nostro consiglio, però, rimane sempre quello di approfittare di queste giornate di festa per fare un giro e vivere un po’ più a fondo la città vecchia (Deira e Bur Dubai), scoprendo (o riscoprendo) i tanti musei, mercati, negozi, ristoranti di questi due quartieri storici. 

Dallo scorso anno, come sappiamo, è stato introdotto un altro giorno di celebrazioni, il 30 di novembre: Martyr's Day. Un momento per ricordare chi ha perso la vita al servizio degli Emirati Arabi. La commemorazione è stata istituita il 30 novembre, data nella quale è morto il primo soldato emiratino, durante la battaglia di Greater Tunb tra Iran e Uae che si contendevano le isole al largo degli Emirati, nel 1971. Si ricordano inoltre i soldati morti combattendo durante la prima Guerra del Golfo e i morti durante la guerra contro lo Yemen (il conflitto non è ancora risolto). Durante la giornata verrà osservato un minuto si silenzio, alle 11.30.

Eventi

Si inizia il 29 novembre con la parata ufficiale del National Day, che partirà intorno alle 17 lungo la City Walk.

Per prepararsi alla festa vera e propria, il primo dicembre è in programma il “National Day Arabic Concerts” che vede cantanti ed artisti emiratini esibirsi in diversi luoghi della città (Dubai Mall, Dubai Festival City, Mall of the Emirates, City Walk, The Beach, City Centre Mirdif) a partire dalle 20.

Se amate i fuochi artificiali, l’appuntamento è il 2 dicembre al The Beach di Jbr con il tradizionale spettacolo che comincia alle 20.30.

Sempre il 2 dicembre sera, è atteso al Burj park un’icona della musica emiratina, Hussain Al Jassmi, in un concerto gratuito che comincia alle 21.

 

Per festeggiare e ballare fino al mattino, invece, l’ospite di quest’anno è  DJ Tiёsto che animerà un’enorme festa al World Trade Centre, in uno spettacolo di luci, musica e danza (il 2 sera, a partire dalle 21.30). 

Dopo i divieti di qualche anno fa, stabiliti dal Governo per motivi di sicurezza, il National Day è diventata una manifestazione molto più sobria. Chi è qui da tempo si ricorderà sicuramente le strade invase da automobili completamente ricoperte da adesivi e serigrafie (era quasi diventata una sorta di "arte urbana", con tanto di concorso per la decorazione più creativa ed elaborata), clacson impazziti, famiglie al completo stipate nei Suv, bimbi e ragazzini fuori da tettucci e finestrini con bandiere, trombette e schiuma colorata da spruzzare sui passanti. Nel 2012 sono poi entrate in vigore alcune regole abbastanza rigide che multano chi altera il colore della propria auto, oscura targhe, copre il parabrezza o i finestrini di guida con immagini, stickers o bandiere. Oltre a sanzioni per chi trasporta troppi passeggeri, per chi si sporge da tettucci apribili o per chi si ferma per strada a parlare e festeggiare con i passanti. 

Un po' di storia

Sapete che cosa si celebra esattamente il 2 dicembre? Nel 1971 i sovrani di Abu Dhabi, Zayed bin Sultan Al Nahyan, e di Dubai, Maktoum bin Rashid Al Maktoum, decisero di dare vita a una confederazione di emirati (principalmente per regolare la spartizione dei proventi del petrolio, scoperto ad Abu Dhabi nel 1958 e a Dubai nel 1966) e di scrivere una costituzione, atto che avvenne appunto il 2 dicembre. Inizialmente gli Emirati Uniti comprendevano Dubai, Abu Dhabi, Ajman, Fujaira, Sharja e Umm al-Qaywayn. All'inizio del 1972 si aggiunse anche l'emirato di Ras al-Khaima.

Prima del 1971, gli Emirati erano colonia inglese e venivano chiamati gli "Stati della tregua": i britannici imposero infatti una tregua agli sceicchi, già nel XIX secolo, perché smettessero di favorire le attività piratesche sulle navi che attraversavano il Golfo Persico. Gli inglesi si ritirarono dalla zona nello stesso 1971, poco prima che vennero costituiti gli Emirati Arabi Uniti.

Il 2 November 2004 il primo sovrano degli Emirati ("our father" come viene chiamato qui) morì e gli succedette il suo primogenito, l'attuale sceicco Khalifa bin Zayed Al Nahayan. Lo sceicco di Dubai morì invece nel gennaio del 2006 e gli succedette l'attuale Primo Ministro e Ruler di Dubai, Mohammed bin Rashid Al Maktoum.

Gli Emirati hanno un ordinamento politico particolare, a metà tra monarchia assoluta e monarchia costituzionale. Ognuno dei sette emirati è infatti governato da uno sceicco, che ha i poteri di un monarca assoluto sul proprio territorio, mentre il governo centrale della federazione è guidato da un Presidente (lo sceicco di Abu Dhabi), da un Primo Ministro (lo sceicco di Dubai), da 23 ministri e da una sorta di Parlamento, il Federal National Council, formato da 40 membri (per metà eletti, non però a suffragio universale, e per metà nominati dal consiglio dei sette sceicchi).