Gli Emirati e i suoi simboli

Ci si rende conto immediatamente, vivendo qui anche da pochi mesi, di quanto l’orgoglio nazionale sia un tratto distintivo del popolo emiratino. Tradizioni, storia, radici sono valori fondamentali che comunque resistono, nonostante lo sviluppo economico che ha drasticamente cambiato lo stile di vita degli Emirati, la globalizzazione e la composizione della popolazione del Paese (circa l'80% sono stranieri).

Proprio per questo, e per mantenere viva la memoria del passato, i simboli hanno ancora oggi un valore importante. E anche se spesso, agli occhi occidentali, il nazionalismo emiratino può davvero sembrare eccessivo, conoscere il significato dei suoi simboli aiuta a comprendere la cultura del Paese.

La bandiera

È il simbolo più comune ed esibito nel Paese. Come ogni bandiera del mondo, i suoi colori hanno un significato e rappresentano ciascuno un diverso aspetto: il bianco simboleggia la purezza, il verde la prosperità e il successo, il rosso il sacrificio e la forza, il nero la dignità e l’autorità. Tutti insieme sono i colori panarabi e simboleggiano l’unità tra gli arabi.

Il falco

È riprodotto in diversi emblemi, stemmi e bandiere degli stati arabi. Gli abitanti della penisola arabica sono tradizionalmente esperti di falconeria (la caccia che utilizza i falchi per catturare le prede) e si racconta che già Maometto avesse usato il simbolo del falco per distinguere la propria tribù. La falconeria è oggi l’hobby più popolare tra i locals (se desiderate saperne di più è d'obbligo una visita al Falcon Hospital di Abu Dhabi). Questo uccello ha giocato un ruolo importante nella storia e simboleggia forza, coraggio, orgoglio, grazia.

Dallah

È la tipica caffettiera degli Emirati Arabi e vuole simboleggia l’ospitalità, l’apertura del Paese. Riprodotto sulla moneta da 1 dirham e spesso al centro delle rotatorie sulle strade, ricorda che tutti, qui, sono i benvenuti. Al di là del simbolismo, il gesto di offrire il caffè è ancora oggi un rito sociale importante, anche durante i meeting di lavoro: le riunioni sono quasi sempre accompagnate da una tazzina di caffè e rifiutarla è considerato un gesto non educato.

L’orice

Animale tipico del deserto, in passato veniva ammirato per il suo candore e per la sua pulizia. Il colore bianco intenso è simbolo di forza, orgoglio e dignità. Ancora oggi, basta inoltrarsi un po' nel deserto per incontrarli.

La palma

Le palme, in mezzo al deserto, significano ovviamente cibo e acqua, quindi fertilità e vita. Oggi ricordano che prima della scoperta del petrolio e dei grattacieli, si combatteva per la sopravvivenza. Gli Emirati hanno oltre 44 milioni di palme per una produzione di circa 76mila tonnellate di datteri all’anno (ne esistono 199 specie diverse). Non molto tempo fa i datteri erano la base dell’alimentazione; ora non mancano mai sulle tavole degli emiratini ed è la prima cosa che si mangia dopo il digiuno giornaliero durante il Ramadan, per riaprire lo stomaco e poter poi ingerire, e digerire, la cena dell’iftar. Della palma non si butta via nulla: i tronchi servono, ancora oggi, per reggere le tende, le foglie servivano per i pavimenti e per il tetto (legate con corde ricavate dal tronco), oltre che per oggetti come ceste, stuoie, ventagli (oggetti tipici dell'artigianato emiratino). Dal tronco si ricava inoltre uno sciroppo dolce, dai semi del dattero una sorta di caffè e anche la polvere nera, il kajal, che viene utilizzato per truccarsi gli occhi.

Il Dhow

La tipica imbarcazione che ancora si vede navigare sul Creek, è un simbolo della storia degli Emirati Arabi. Prima del petrolio l’attività principale della popolazione era la pesca e la caccia delle perle. Le imbarcazioni rappresentano anche l’importanza che il commercio ha sempre avuto in questa regione, punto di unione strategico tra Oriente e Occidente.