Emirati Arabi: un altro passo avanti per la Competition Law

Nel 2016 il Governo emiratino ha adottato due Risoluzioni che regoleranno l'applicazione della Legge Federale n. 4 del 2012 in materia di concorrenza.

Con la Legge Federale del 4 dicembre 2012, entrata in vigore il 23 febbraio 2013, gli Emirati Arabi Uniti intendono proteggere e promuovere pratiche di concorrenza e anti-monopolio, attraverso:

  1. la creazione di un ambiente stimolante per le organizzazioni, utile a migliorare l'efficienza, la competitività e l'interesse dei consumatori e realizzare lo sviluppo sostenibile negli EAU;
  2. il mantenimento di un mercato competitivo, in base al principio della libertà economica, vietando quindi accordi restrittivi, atti e comportamenti che portano all'abuso di posizione dominante, evitando tutto ciò che potrebbe mettere in pericolo, limitare o impedire la concorrenza, e controllando le operazioni di concentrazione economica.

Anche se l’Executive Regulation n° 37 del 2014 è in vigore dall'ottobre 2014, l'applicazione della legge non è stata ancora possibile, a causa del ritardo nel rilascio di regolamenti di attuazione.

Finalmente, con due Risoluzioni (n° 13/2016 e n 22/2016), il Governo degli Emirati Arabi Uniti ha adottato le norme che regolano la legge, fissando ulteriori disposizioni di attuazione.

Le disposizioni della legge si applicano a tutte le imprese che operano negli Emirati Arabi Uniti o che forniscono beni e servizi per il mercato degli Emirati, con alcune eccezioni. La legge si applica anche alle attività economiche praticate all'estero, ma che influenzano la concorrenza negli Emirati Arabi Uniti.

Al contrario, la legge non si applica a:

  • alcuni settori di attività già disciplinati da specifiche normative, come le telecomunicazioni, le attività culturali, oil & gas, la produzione e distribuzione di prodotti farmaceutici, i servizi postali, ecc.
  • enti governativi federali o locali.
  • PMI, in conformità con i criteri stabiliti dalla Risoluzione n 22/2016.

La legge vieta gli accordi restrittivi istituiti per fissare, direttamente o indirettamente, i prezzi di acquisto o di vendita di beni o servizi, provocando l’aumento, la riduzione, o la fissazione dei prezzi, e destabilizzando così la concorrenza. La legge prevede, inoltre, un'eccezione per "accordi a basso impatto", in cui la quota totale delle parti non superi il 10% del totale della transazione sul Relevant Market.

La legge vieta a organizzazioni dominanti in un Relevant Market, di effettuare atti o azioni che portino all’abuso di questa posizione. Attraverso la Risoluzione n° 13, il Governo ha precisato che vi è una posizione dominante, quando la quota di mercato dell’impresa supera il 40% del totale delle transazioni nel Relevant Market.

La Risoluzione n° 13 fissa anche la percentuale di “Economic Concentration”. Quando la quota totale delle parti coinvolte in una Economic Concentration è superiore al 40% del totale delle transazioni nel Relevant Market, queste devono presentare una domanda di approvazione al Committee. Questa disposizione mira a vietare la creazione di una posizione dominante.

Queste risoluzioni consentono l'efficace applicazione della Competition Law, ma ci sono ancora alcuni punti critici da chiarire. Uno dei cruciali è legato alla definizione del Relevant Market e alla modalità di calcolo delle transazioni.