Dubai, lo shopping e le donne

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Gennaio è stato il mese dei saldi (peccato non ci sia un font luccicante) e per noi donne i saldi, e lo shopping in generale, sono come una droga. La scorsa settimana, durante la pausa pranzo, sono andata a farmi un giro al Dubai Mall con l’intenzione di dare un'occhiata alle vetrine, senza avere veramente bisogno di comprare qualcosa. Sono uscita da quel luogo di perdizione con un paio di scarpe nuove di cui non avevo assolutamente bisogno, ma che comunque erano al 75% di sconto e non potevano essere lasciate a qualcuna che non le avrebbe apprezzate a sufficienza, una borsa, anche quella non necessaria, ma che stava bene con le scarpe appena comprate, qualche vestito per l’ufficio (motivazione: in ufficio vado 5 giorni a settimana e tra poco arriva l’estate. Ho bisogno di vestiti), un cappello (è un problema vivere a Dubai se, come dice tua madre, “sei nata per portare cappelli” e i cappelli che ti piacciono sono normalmente di lana...ma direi che questi sono dettagli) e soprattutto biancheria intima (altra necessità di font luccicante).

Insomma, una disfatta per il portafogli. Una “Baia dei Porci” in piena regola. Come donne sappiamo che lo shopping per noi è quasi una terapia, da non fare ovviamente il giorno che non ci sentiamo pienamente in forma, perché il 90% delle volte finirà che ci sentiremo ancora meno in forma e non avremo comprato nulla, al massimo un rossetto per non tornare a mani vuote. E come terapia, se non si è con le amiche, andrebbe fatta da sola e con i nostri tempi.

Ma no, a Dubai non puoi. Di norma, come si entra in un negozio, saldi o non saldi, una mini commessa ci accoglierà con il classico "hello Ma’am", che sembra sempre una sonora presa per i fondelli e che, per tutto il tempo che saremo nel negozio, ci seguirà come il mio gatto segue me quando vuole del cibo. Ti prego mollami. Se al terzo “sto solo guardando, se ho bisogno la chiamo” non siete riuscite a liberarvene, le opzioni sono due: ignorarla e sperare che entri qualche altro cliente da assillare oppure andarvene.

Tipica caratteristica delle mini commesse a Dubai è la loro bocca senza filtro: una volta, in un negozio, stavo cercando di prendere un cappello messo molto in alto (io non sarò alta, ma qua i cappelli li mettono dove solo se sei 1.90 riesci, forse, ad arrivarci) e una mini commessa (se non ci arrivo io, come pensi di arrivarci tu?) è arrivata di corsa dicendomi “no mam, you shouldn’t do these things in your condition (indicandomi la pancia) let me help you“. Credo sia sepolta da qualche parte nel deserto. E a farle compagnia c’è la sua collega che, alla mia richiesta di un vestito taglia 40, mi ha risposto che forse mi ci voleva una 44 e che ero troppo fat (e sì, ha veramente usato la parola con la f) per entrare in una taglia così piccola. Tutto questo dopo 6 mesi di dieta.

Come sappiamo tutte, ci sono anche quelle volte che dobbiamo trovare qualcosa per una festa e non abbiamo idea di che cosa stiamo veramente cercando, e quindi ci facciamo coraggio e cerchiamo di far capire alla commessa di che cosa abbiamo bisogno o comunque qual è il genere di abbigliamento che ci rappresenta di più. E voi siete lì, speranzose, che abbia capito mentre aspettate. Eh niente, non ce la possono fare. Di norma, se avete detto “festa di sera”, si presenteranno con un vestito alla Jessica Rabbit pieno di lustrini (che per guardarti allo specchio servono gli occhiali da sole) e di almeno un paio di taglie più grande. Grazie, decisamente il mio genere. E se la richiesta era per un brunch? Bene, ho visto mantovane più lunghe.

Se tutto questo non vi ha fatto desistere, siete ancora attratte dal cartellone 70% di sconto e avete anche già cominciato a trovare qualche capo di abbigliamento, la mini commessa sbucherà da dietro il pilastro con l’immancabile "shopping bag" nera, con cui potrete trasportare i vostri probabili acquisti. Una volta ho provato a dirle “no guarda non serve“, perché avevo in mano solo un paio di mutande, e ho visto l’espressione a clessidra di quando si perdono e non capiscono perché tu stia facendo qualcosa che va palesemente contro quello che hanno insegnato loro. Ok, ok voglio la shopping bag.

Poca elasticità e flessibilità anche quando ho comprato una di quelle guaine contenitive (bisogna porre rimedio al fatto che sono in stato interessante ogni 3×2) che essendo biancheria non può essere giustamente provata, e non mi sono minimamente posta il problema di controllare in cassa che le scatole fossero effettivamente sigillate. Bene, quando sono arrivata a casa era taglia E (che sta per Elefante) e sono tornata a cambiarla spiegando che, pur sapendo che non si poteva cambiare, c’era stato un evidente errore. Ho dovuto chiedere di parlare con un manager per trovare qualcuno che guardasse oltre il “underwear can’t be exchanged”.

E se non hanno la taglia che state cercando? Non è un problema, il commesso di turno ti proporrà di comprare un vestito o un paio di scarpe di una taglia diversa. Cioè, per il vestito ci può anche stare (in fondo chi non ha un armadio di vestiti “da domani dieta così mi entra” e che stanno lì con l’etichetta attaccata dal 1990) ma sulle scarpe ho delle perplessità: se ti dico che mi serve la misura 8, come ti viene in mente di dirmi “se vuole le porto la 9"?. Giuste, giuste per usarle come scialuppe di salvataggio.

Il momento peggiore? Voi siete lì, che vagate per il negozio e lo vedete. Parte la musichina in sottofondo e vi avvicinate, piano piano, e man mano lui è sempre più "quello perfetto". Una volta arrivate vicino, avete l'assoluta certezza che sia lui. Anche la taglia è la vostra. Il sorriso timido si dipinge sul vostro volto e poi, improvvisamente, il vostro cuore si infrange: "new collection".

Di norma mi succede da VS quando la nuova collezione costa più del mio stipendio. Ok che la biancheria intima è un diritto inalienabile dell’essere donna, ma il reggiseno non si mangia mica. Un ultimo pensiero va a voi uomini, padri, mariti, fidanzati, amici, che decidete di fare quest’esperienza mistica con noi, magari durante i saldi. Non cercate di capirci quando si tratta di shopping (o meglio, non lo fate in generale): siamo donne e non abbiamo mai nulla da metterci.