Dubai e la Bimbymania

bimby.jpg

Il Bimby lo conoscevo già. Il glorioso modello TM21 era stato uno dei più apprezzati regali di nozze nel lontano 2002. Ma non avevo mai avuto modo di familiarizzare con il robottino da cucina perché mio marito, non completamente a torto, aveva decretato che la cucina e gli elettrodomestici più complessi erano suo dominio. Niente da dire all'epoca, figuriamoci, avevo deciso di sposarlo (a sua insaputa) una sera che mi preparò una cena veloce con la massima facilità a base di pasta al burro e salvia, frittata "baveuse" come piace a me e insalata. Una rivelazione. All'epoca pesavo 49 kg e portavo la taglia 38, non per dieta ma per fame: vivendo sola del mio solo stipendio, senza chiedere mai aiuto a nessuno, non potevo che contare sulla mensa aziendale e su qualche aperitivo per nutrirmi - non esistevano nemmeno ancora gli happy hour, figuriamoci. No, non so cucinare, non amo stare in cucina, metto le pentole vuote sul fuoco spento aspettando che l'acqua prima o poi vada in ebollizione e in generale se il fondo di una pentola si brucia (cosa che immancabilmente succede) la butto. E soprattutto, i pezzi del vecchio Bimby non potevano andare in lavapiatti: ma vogliamo scherzare? Tutto questo per dire che per anni, quando eravamo a Roma, il Bimby è stato appannaggio incontrastato di mio marito (per la cronaca, io ho iniziato a metter su chili da quella prima cena di fine 1999: il percorso è stato lungo e inesorabile) e quando è giunto il momento di trasferirci a Dubai, la mia priorità era portarmi fodere di cuscini decorativi, scarpe e libri. Il Bimby, dunque, è rimasto a Roma.

Solo in tempi relativamente recenti, con una bambina in età da asilo e la necessità di prepararle da mangiare in modo più o meno regolare, mi sono riavvicinata ai fornelli con risultati a dir poco mortificanti. Mi sono quindi guardata intorno e ho visto che anche a Dubai esiste il Bimby, che qui si chiama Thermomix ed è oramai giunto a livelli di tecnologia, autonomia e resistenza sorprendenti... e i pezzi vanno pure in lavapiatti! Ma mi sono sempre detta: cosa ci faccio? Uno strumento in più per cucinare a cosa mi serve se io di base non so e non amo cucinare? All'ennesimo risotto liofilizzato della Coop italiana bruciato (perché devo fare outing: voi dall'Italia vi riportate cibi sopraffini e particolari, a me mancano gli intrugli pronti della Coop e dell'Arnaboldi) ho capito che avere un robot da cucina che mescola da solo con il timer incorporato, e che mentre mescola cuoce pure, forse poteva essere utile se non altro per evitare le facce compassionevoli delle maestre di nostra figlia parlando dei lunchbox sani agli incontri genitori-insegnanti (sempre con il sottinteso: "sei Italiana, e non cucini?").

Ho quindi iniziato il martellamento coniugale, che trovava un ostacolo impenetrabile nella mancanza di fiducia di mio marito nelle mie capacità. Commenti tipo: "Mari, ma quando dici che il Bimby fa tutto lui, tu ti aspetti una macchina che se prendi le buste della spesa, gliele sbatti accanto, lo accendi e dici 'ora fai!', faccia davvero tutto da solo?"; oppure: "Mari, sei sicura che poi non vada a finire che tu scegli le ricette e io devo cucinarle?", e così via. In una parola: odioso. Le cose sono andate avanti così per parecchio, innervosendomi non poco. A un certo punto ho iniziato lo sciopero dell'home delivery, ossia ho smesso di cucinare quel poco che facevo, anche per la bambina; facevo oltretutto telefonare lui (per sfregio) ai vari ristoranti, inventandomi pure qualche volta di aver ordinato tutt'altro, accusandolo di aver capito male la mia richiesta o di essere stato frainteso dal tizio dall'altra parte del telefono: noi di Dubai sappiamo che queste cose succedono, i piatti hanno nomi strani, noi per primi non li sappiamo pronunciare e spesso chi ci risponde ne sa meno di noi, per non parlare poi dell'addetto al trasporto e consegna, che aggiunge un ulteriore margine di errore al sistema. Insomma una guerra fredda vera e propria che non avrei potuto escogitare e portare avanti se fossimo stati ancora a Roma.

Non sapevo che mentre così lo torturavo, lui si era già attivato per farmi la sorpresa del Bimby di Natale. Si è persino messo d'accordo con Anna Papavero (una delle rivenditrici qui a Dubai e santa donna che non ha battuto ciglio davanti alla mia palese inettitudine) per venire a casa a farmi la demo quasi a sorpresa (mio marito mi ha avvertita che sarebbe arrivata pochissimo prima quella stessa mattina, credo se non altro per consentirmi di rendermi presentabile). Si era spinto a comprare gli ingredienti per i piatti che sarebbero stati cucinati nella demo la sera prima: senonché io, trovando il frigo miracolosamente pieno, non credendo ai miei occhi e oramai quasi stremata dall'effetto boomerang della guerra fredda da me stessa avviata, ne avevo fatti fuori parecchi, pappandomi tutto il pappabile, costringendolo quindi a correre al supermercato di corsa all'ultimo momento. Cose così, che nella nostra famiglia sono routine quotidiana. Ma del resto è stato lui a dirmi che uno dei motivi per i quali mi ha sposata è che non passa giorno che non si faccia una risata di cuore con me (e io a quel punto ho dovuto dire che io l'ho sposato per la pasta al burro e salvia, la frittata e l'insalata, e quindi come sempre tutto torna e i cerchi si chiudono).

La demo con Anna è stata un successone, e da quel giorno ho iniziato piano piano a familiarizzare con lo strumento. Anzi, The Machine, come lo chiama nostra figlia, che da quando il Bimby è arrivato a casa ha ripreso a mangiare di gusto e ha vinto spesso il premio per il lunchbox più healthy del giorno. Sono soddisfazioni. È arrivata al punto che quando, secondo lei, sono particolarmente brava, tira fuori la sua cucina giocattolo e fa finta di prepararmi qualcosa: "Mamma, look, I prepared this for you with my Machine!". Ora, il problema è che mio marito sta cercando di avvicinarsi, si è riportato da Roma tutti i vecchi ricettari le scorse vacanze di Natale e quando sta a casa e io non armeggio, si impossessa lui del Bimby e rispolvera i suoi vecchi cavalli di battaglia. Va tenuto sotto controllo.