Andare al cinema negli Uae

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In Italia uno dei miei programmi preferiti per il weekend era l’organizzare una serata al cinema con le amiche, che poi si tramutava inesorabilmente in “mangiamo anche per la fila davanti”, oppure con il povero fidanzato del momento. Ho sempre pensato che ci fossero dei film che dovevano essere visti al cinema e non su un banale schermo del computer o schermo a casa (scusa papà, so quanto tu tenga al tuo Dolby Surround). Quindi, almeno un paio di volte a settimana, mi chiudevo dentro un multisala e mi facevo travolgere e coinvolgere dalla storia che poteva essere d’amore (mai stata una grande amante, perché mi mette a disagio piangere come una fontana davanti ad altre persone), d’azione, anime, thriller. Il genere non era importante, perfino i cartoni animati al cinema avevano il loro fascino. L’importante era ultima fila, copertina e pop corn. Ho portato questa mia passione ovunque io abbia vissuto, anche perché vedere i film in lingua originale è sempre utile per migliorarsi.

E poi niente, sono arrivata a Dubai.

All'inizio, appena arrivata, ho passato tantissimo tempo in albergo a causa della lungaggine delle pratiche per il visto (alla fine ero persino dispiaciuta di dover lasciato il residence). Una delle mie prime sere in camera, non conoscendo ancora nessuno, ho deciso di concedermi una serata relax in vecchio stile: coperta, bicchiere di vino e filmino. Un toccasana quando ho bisogno di staccare la spina. Ricordo ancora che facendo zapping tra i vari canali della tv, trovai disponibile uno dei miei film preferiti, uno di quelli di cui ho comprato anche il BluRay versione estesa (giusto perché la versione normale era corta): "Avatar". Un fantasy movie su un mondo post apocalittico dove la versione gigante e palestrata dei Puffi (sono blu) scaccia l’umano arrivista che vuole prendere la loro terra e sfruttarla per estrarre una pietra che fa fluttuare le montagne: in pratica una rivisitazione moderna de L’ultimo dei Mohicani. Ad ogni modo, sebbene la trama sia quella che è, colonna sonora (l’ascoltavo in motorino pensando di cavalcare un gigantesco Toruk) e grafica sono qualcosa di spettacolare e coinvolgente. Adoro talmente tanto questo film da conoscerlo a memoria, e proprio questo mi ha fatto scoprire la più grande “menzogna” che offre la Tv in questi paesi: le scene romantiche sono drammaticamente tagliate.

Ovvio che in un paese musulmano non mi aspettavo certo che mi lasciassero la scena del “burro” di "Ultimo Tango a Parigi", ma neanche che facessero magicamente sparire la scena d’amore tra i due protagonisti dove praticamente uniscono le code. In questa occasione ho pensato che fosse semplicemente un errore, ma con il tempo ho capito che in realtà tutti i film erano censurati e non solo a casa, ma anche al cinema: vedere "The Wolf of Wall Street è stato come pagare per vedere un trailer (secondo me dovevano proprio evitare di distribuirlo nelle sale, come è successo per "Fifty Shades of Grey", anche perché altro che trailer). Perfino il film "The Goonies" è stato tagliato nei suoi due baci adolescenziali. Un vero e proprio dramma se consideri la visione di un buon film un piacere. Soprattutto perché a Dubai il cinema non è solo un cinema, ma è un’esperienza trascendentale:

- La classe economy ha i sedili reclinabili (che se sei vagamente stanca e il film fatica a decollare sappiamo tutti come può finire), ma dai più considerati scomodi; usare questa sala può comportare la presenza di gente che parla, parla e parla durante la visione. Consiglio, se siete per il silenzio assoluto, evitatela.

- Imax: vi propongo una citazione di una mia amica per spiegarvi, “mega super super schermo, per chi ha un collo super allenato. Se per sbaglio non riesci a prendere posto nelle ultime file, ti ritrovi a vedere solo metà film perché l’altra metà te la ritrovi alla periferia degli occhi e non la vedi”. Ammetto che una volta ho rivisto il film su uno schermo normale e ho scoperto delle scene che non avevo visto. Comunque, a meno che tu non sia un rospo o un ramarro, occorre prenotare per tempo e portare un cuscino tipo quelli che si usano in aeroplano.

- la classe Gold, per chi è Vip inside: sedile pieghevole con tanto di copertina, cuscino e buttler (si avete letto bene: c’è una persona dedicata a rendere la tua esperienza cinema “diversa”) e puoi comodamente ordinare del cibo da un più che nutrito menù. Ma perché scegliere Gold? Ovvio, se sei contro l’attività fisica loro eviteranno che tu ne faccia, portandoti i pop corn al tuo posto, posizionandolo nel tavolino tra i due sedili.

- E poi c’è lui, il T-Rex del cinema, il top dei top. Il cinema che ti rende fico solo perché hai toccato il suo pavimento. Theater by Rhodes: costo medio per una serata lì, forse più che un biglietto al teatro di Milano, ma prima di morire (o lasciare Dubai, same same) va provato. Sala con sedili paragonabili a quelli della Business Class Emirates, con un menù creato appositamente dallo Chef Rhodes, tra cui l’indimenticabile pop corn al tartufo (neanche mia madre quando torno a casa dopo 6 mesi ha così tante attenzioni), per farti decidere che vuoi tutto quello che c’è sul menù.

Insomma, anche il cinema, a Dubai, è perfettamente in linea con il suo stile (ma non ne avevamo dubbi). Quindi che fare se l’idea di vedere un mezzo film, oltretutto sottotitolato in arabo (nessun problema con la lingua, ma ammettiamolo, è una distrazione) ti fa venire il magone Semplice: basta scegliere un film spara spara, uccidi uccidi dove le probabilità di una storia d’amore siano il più basse possibile (cosa rara, perché ci infilano la parte “soft” anche nella pubblicità del tonno). Infatti, se le smancerie vengono bollate e quindi tagliate, la violenza e gli action movies ambientati in teatri di guerra godono di una certa immunità: nel film "American Sniper" provate ad indovinare quale porzione di film è magicamente sparita.