C’era una volta il sole

“Adoro la sensazione della sabbia sotto i piedi che, come uno strano ossimoro, li riscalda e li rinfresca insieme. La spiaggia è come sempre affollata, ma riesco a creare la mia bolla tutta per me concentrandomi sul suono del mare, che per me è sempre stato come un balsamo per i sensi. L’aria ormai già calda, ma non troppo, dopotutto siamo ancora a fine febbraio, è perfetta per asciugarmi dopo il bagno. Il cielo senza nuvole è talmente limpido che riesco a percepire le piccole imbarcazioni che scivolano sull’orizzonte. Diciamoci la verità, ci lamentiamo tanto di Dubai, ma il fatto che il maltempo e l’inverno siano solo dei sporadici eventi ci fanno dimenticare più facilmente di tutte quelle piccole cose che non funzionano”.

Ecco, questo è quello che sogno la notte, perché da almeno due settimane il tempo a Dubai è esattamente quello che avremmo trovato in Italia, durante la fase autunnale: pioggia, vento, tempeste di sabbia e poi bel tempo, quel tanto che basta per farti sperare che, almeno nel weekend, tu riesca ad andare al mare a prendere un po’ di sole e che invece il meteo ti fa il famoso gesto dell’ombrello (e che solo in Italia il tempo è bello tutta la settimana e poi ti brucia i piani del weekend facendo un acquazzone senza precedenti?).

Tutto questo ci confonde profondamente: bello, per carità, avere un po’ di pioggia e del fresco, soprattutto in previsione dei prossimi 5 mesi di caldo agonizzante, ma così mi sa che è un po’ troppo. Qualche tempo fa, dopo ormai quasi dieci mesi di totale assenza di pioggia, lo Sceicco aveva chiesto di pregare affinché piovesse, visto che i tentativi di “fecondazione” artificiale erano falliti (esatto, letto bene. Se a Dubai “vogliamo” – plurale maiestatis visto che la mia opinione al riguardo conta 0 – della pioggia in un’area desertica, che a casa mia vuol dire dove non piove, basterà penetrare le nuvole con degli aeroplani ed "inseminarle" con ioduro di argento e sali igroscopici ed il gioco è fatto. Ah, il potere dei soldi!). Pioggia che che avrebbe dovuto portato un po’ di sollievo alle colture e allo stesso tempo pulito l’aria dallo smog e dalla sabbia che respiriamo costantemente (quando andrò via da qua sono quasi sicura che mi faranno ripagare tutta quella che ho in corpo).

Beh, direi che mi sa che ci siamo impegnati un po’ troppo perché ora ci conviene pregare perché smetta visto che la situazione per i prossimi giorni non sembra migliorare, anzi.

Ovviamente, neanche a dirlo, i post sulla situazione meteo su Sei di Dubai se sono arrivati a valanga, cosa che ovviamente ci sta, ma vi chiedo un favore personale: dopo tutto sto tempo forse è arrivato il momento di cambiare argomento, no? Quelli più simpatici secondo me sono quelli relativi alla nostra incapacità di affrontare il freddo in termini di abbigliamento. Diciamoci la verità, quanti di voi all’inizio di questo inaspettato freddo hanno pensato che era inutile comprare vestiti più pesanti visto che tanto domani smette? Ecco, io sto ancora cercando di capire quando arriva “domani” visto che forse la stufetta in offerta al Géant avrei dovuto comprarla insieme al cappotto.

Sí avete letto bene, la stufetta! Sappiate che nel momento in cui deciderete di trasferirvi a Dubai, spinti anche dal bel tempo costante che si narra da queste parti (ormai è una specie di animale mitologico, come il metabolismo veloce), il vostro corpo automaticamente diventerà incapace di sopportare il freddo e alla gelida temperatura di 15° voi sentirete freddo come se foste in montagna chiuse in una macchina senza riscaldamento. Non importa se la vostra precedente dimora era in qualche landa desolata del Canada, a Dubai al minimo cambiamento climatico diventerete incapaci di gestirlo.

Ecco perché vi sarà semplicissimo vedere gente con cappotti di fortuna indossare, sotto, il prendisole da spiaggia con le ballerine. Per una volta che potevamo sembrare delle splendide modelle senza sembrare dei barili ingolfati di vestiti, come ci (sì, "ci", perché non ci credo che ero l’unica a mettere i pantaloni del pigiama sotto la tuta da ginnastica quando avevamo il campo fuori per educazione fisica ed era gennaio!) ritrovavamo nei nostri inverni europei, ed invece siamo costrette a vestirci con quello che troviamo perché non siamo attrezzati.

L’altro dramma è che non siamo pronti ad accettare che pure a Dubai non ci siano più le mezze stagioni e che tutti questi interventi “chimici” al meteo non facciano proprio proprio bene al pianeta (goblotttttooooo). Infatti, non di rado vedo ancora gente che si ostina a mangiare fuori dai ristoranti quando c’è un led al neon lampeggiante nel cielo: ti sei forse dimenticato che un cielo lampeggiante vuol dire tipo pioggia in arrivo? Ok, che qua se senti freddo puoi sempre chiedere una coperta in pile al ristoratore scatenando l’ilarità dei tuoi ospiti che vestono polo ed infradito, ma quando piove, piove. Non c’è molto da fare, soprattutto se piove a vento.

Siamo talmente poco abituati a certe situazioni che ieri, durante una conversazione con un’amica, mi scrive: “no ma sai, c’è il famoso freddo del deserto“. Io conoscevo il caldo del deserto…ma se lo dice lei…non voglio certo distruggere la piccola scusa che si è trovata per andare avanti e sperare che tutto questo finisca.

Che poi in realtà io un lato positivo ce lo vedo: avete presente quando vi viene voglia di zuppa di patate ma fuori ci stanno 40° e vi sentite un po’ a disagio per certi desideri? Bene, ora, con la scusa che fa freddo, finalmente potrete dare sfogo alla vostra voglia di cibo invernale senza sentirvi in colpa per il brodo di cappone che avete sul fuoco. Ma tanto si sa, per noi italiani ogni scusa è buona per mangiare.