Associazione Italia-Emirati Arabi: lavori in corso

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Proseguono i lavori dell'Associazione Italia-Emirati Arabi, sia sul fronte culturale che per quanto riguarda la promozione delle aziende italiane. Uno l'obiettivo: portare negli Emirati Arabi le eccellenze italiane per costruire un solido “Sistema-Italia”. Nicola Martinelli, Segretario Generale dell’Associazione, ci racconta le novità per i prossimi mesi.

Da dove vuole cominciare?

Sicuramente dalla nomina del nuovo Presidente dell’Associazione Italia-Emirati Arabi, Francesco Rutelli – già Vice Presidente del Consiglio dei Ministri, Sindaco di Roma e Ministro dei Beni Culturali, su questo fronte in particolare molto attivo - che crede molto in questo progetto. Il suo attivismo e la sua solida reputazione internazionale rappresentano certamente una stella polare per l'Associazione, delineando un percorso chiaro soprattutto sul fronte culturale. Non dimentichiamoci però di due straordinari Presidenti Onorari, anch'essi molto attivi: l'Ambasciatore Italiano negli Emirati, S.E. Liborio Stellino, e l'Ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti in Italia, S.E. Saqer Nasser Alraisi, con il quale stiamo collaborando molto da vicino.

Quali saranno, quindi, i prossimi progetti qui negli Emirati?

Sul piano culturale, stiamo lavorando a due progetti importanti che saranno anche il risultato del grande impegno e della passione di Francesco Rutelli per il patrimonio artistico italiano. Il primo, di lungo periodo, sarà incentrato sulla realizzazione, finalmente, di una “Casa Italia”, ovvero uno spazio dove la Cultura Italiana – pittura, scultura, musica, letteratura e cinema – possa essere fisicamente presente. Nel frattempo, in questa logica, in questo percorso che sarà fatto di tanti piccoli passi, il primo step sarà una mostra di ampio respiro negli Emirati Arabi cui stiamo pensando in queste settimane. Il secondo progetto è invece dedicato alla musica e in particolare alla nostra Opera Lirica, straordinario valore italiano per cui stiamo richiedendo all’Unesco il riconoscimento di patrimonio immateriale dell’Umanità. Oltre all’inatteso ed incredibile interesse da parte degli amici emiratini per l’opera lirica, gli Emirati sono altresì in una posizione strategica rispetto, ad esempio, al Giappone - che ha una consolidata attenzione per la lirica italiana - o anche ad altri paesi come la Corea, ponendosi quindi come hub anche per l'arte e la musica. L’Emirato di Sharjah ha peraltro già intrapreso la strada di autorevole ed affermato hub delle arti negli Emirati Arabi e con loro intendiamo dialogare oltre alle sempre effervescenti realtà di Dubai ed Abu Dhabi.

E sul fronte business?

Di pari passo va il nostro impegno nello sviluppo e consolidamento delle relazioni d’affari tra aziende italiane ed emiratine. Stiamo lavorando a delle linee guida, condividendole con i nostri interlocutori emiratini, da seguire in diversi settori industriali: dalla sanità alla tecnologia, dal turismo alla sicurezza informatica. Tutti temi molto sentiti e molto attuali dove l'Italia può dare un grande contributo. Stiamo compiendo un notevole sforzo congiunto con l'Ambasciatore degli Emirati in Italia, e sarà certamente uno strumento molto prezioso per portare negli Emirati le eccellenze italiane: ma non nella classica modalità della missione che, diciamo, al di là dell'impatto e dell'entusiasmo immediato, spesso non produce concreto follow up. Ecco, forse è questo il lack maggiore nei confronti del modo emiratino. Il nostro modus operandi prevede un follow up immediato per la realizzazione dei progetti già a partire dal giorno dopo. Vogliamo dare spazio concreto alle nostre eccellenze - che sono veramente tante - al di là di quelle riconosciute immediatamente come possono essere il fashion o l'automotive. Ce ne sono infatti moltissime altre meno affermate, più di nicchia, meno note al pubblico perché magari non sono nel mondo del retail, ma nel corporate. Questa è la nostra presunzione, se mi passate l'espressione: rappresentare al meglio tutte le eccellenze italiane.