Assistenza sanitaria italiana e Aire: cosa c'è da sapere

E' una delle domande più frequenti tra gli italiani che si trasferiscono qui a Dubai: "ho ancora diritto al medico della mutua e all'assistenza sanitaria in Italia nel momento in cui prendo la residenza negli Emirati?". La risposta è no o, meglio, non del tutto: nel momento in cui ci si iscrive all'Aire (quindi si dichiara di non essere più residenti in Italia) si perde il diritto ad avere il medico di base, all’assistenza ospedaliera tramite mutua, alla possibilità d’acquisto dei medicinali dietro pagamento di ticket.

Che fare, quindi, se mentre si è in Italia si ha bisogno di assistenza sanitaria? Secondo una legge del 1996, ai cittadini con lo stato di emigrato che rientrino temporaneamente in Italia - e con il termine emigrato la legge si riferisci esclusivamente ai cittadini nati in Italia e poi trasferiti all'estero -  sono riconosciute, a titolo gratuito, solo le prestazioni ospedaliere urgenti per un periodo massimo di 90 giorni per ogni anno solare a condizione che l’espatriato non abbia una copertura assicurativa. 

Per usufruirne, occorre presentare alla propria Asl di riferimento una dichiarazione dello status di cittadino italiano residente all’estero rilasciata dal Consolato Generale Italiano oppure è possibile effettuare un’autocertificazione in cui si dichiara, oltre al proprio stato di emigrato, che non si è in possesso di una copertura assicurativa pubblica o privata. In questo modo, quando ci si trova in Italia ad esempio per le vacanze estive, si possono avere una tessera sanitaria e un’iscrizione temporanea alla propria Asl. Una precisazione: le norme variano da Regione a Regione. Occorre dunque informarsi sulle diverse procedure richieste nelle diverse Asl.

Ricapitolando, esiste quindi la possibilità di usufruire delle prestazioni ospedaliere urgenti (al pronto soccorso o in ambulatorio), per un periodo limitato di tempo. Ci teniamo però a precisare - poiché in molti non ne sono a conoscenza - che questo diritto è riservato solo ai cittadini nati in Italia. I molti bimbi che sono nati qui a Dubai, ad esempio, nonostante siano cittadini italiani, perdono anche il diritto alle prestazioni urgenti, proprio perché non rientrano nella categoria di "emigrati" prevista dalla legge.

Si tratta infatti di una normativa emanata - e non più aggiornata nel corso degli anni - quando il numero degli italiani nati all'estero era molto elevato (in particolare le seconde e terze generazioni di italiani nati nei Paesi del Sud America) e il Sistema Sanitario Nazionale non poteva coprire tutte le prestazioni di quanti tornavano in Italian per alcuni periodi dell'anno. 

Nel caso, dunque, i propri figli siano nati qui negli Emirati, è consigliabile stipulare un'assicurazione sanitaria che copra qualsiasi tipo di prestazione anche all'estero. Tra le assicurazioni mediche che si sottoscrivono comunemente a Dubai, quasi tutte offrono l'opzione di copertura sanitaria fuori dagli Uae.

In breve

  • L’assistenza sanitaria è assicurata per un periodo massimo di 90 giorni nel corso dell’anno solare.
  • L’assistenza è limitata alle sole prestazioni urgenti ospedaliere di malattia, infortunio e maternità.
  • L’assistenza specialistica è limitata a visite ed accertamenti diagnostici nei presidi ed ambulatori pubblici.
  • L’assistenza ospedaliera è limitata alle prestazioni in forma diretta negli ospedali pubblici e strutture convenzionate.
  • All’arrivo in Italia occorre registrarsi presso l’Asl della città nella quale si risiede.
  • Per usufruire della copertura, occorre ottenere una dichiarazione dello status di cittadino italiano residente all’estero rilasciata dal Consolato Generale Italiano oppure è possibile effettuare un’autocertificazione nella quale si dichiara, oltre al proprio stato di emigrato, che non si è in possesso di una copertura assicurativa pubblica o privata. 

Per approfondire: in questa pagina del sito del Ministero della Salute trovate riassunta la normativa e i diversi casi possibili a seconda dei Paesi di residenza.