E' giusto introdurre la "exit fee"?

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Stando al Dubai Media Office, tutti i passeggeri che voleranno da uno degli aeroporti di Dubai saranno tenuti a pagare una tassa. Il costo per persona è di 35 aed e la quota sarà raccolta dalle compagnie aerea in fase di prenotazione, al momento del pagamento del biglietto. La tassa, approvata dallo Sceicco Hamdan bin Mohammed bin Rashid Al Maktoum, principe ereditario e Presidente del Consiglio esecutivo di Dubai, si applica a tutti i voli prenotati dopo il primo di marzo 2016 e per tutti i voli in partenza dagli aeroporti di Dubai dal 30 giugno 2016. Esenti i bambini sotto i due anni e, ovviamente, il personale di cabina, così come i passeggeri in transito con lo stesso numero di volo.

Prima di iniziare a lamentarci all'inno dell'ingiustizia, in memoria dei vecchi gloriosi tempi passati fra modelli F24, 8x1000 e Imu, ricordiamo che questa tassa aeroportuale servirà a finanziare l'espansione e la ristrutturazione degli aeroporti della città, e mira a migliorare le infrastrutture ed aumentare la capacità dell'aeroporto internazionale Al Maktoum, con l'obiettivo di gestire oltre 220 milioni di passeggeri all'anno entro il 2023.

Una cifra irrisoria, quindi, se comparata alla qualità del servizio che da sempre offrono gli Emirati ai loro passeggeri, anche se la tendenza di questi ultimi anni, nei più grandi scali aeroportuali del mondo, è quella di abbassare le tasse o addirittura di abolirle. Secondo l'International Air Transport Association (Iata) compagnie aeree e passeggeri non dovrebbero diventare una fonte facile di reddito e l'esperienza in Europa, come ad esempio nei Paesi Bassi e in Irlanda, dimostra che con l'abolizione delle imposte aumenta il traffico e si avvantaggia l'economia del Paese.

E la nostra Italia? E' recente la polemica sull'aumento delle tasse aeroportuali, salita da 6,5 a 9 euro (10 euro a Roma), circa il 40% in più. Le critiche sono state molto dure, soprattutto dalle compagnie low cost. In testa Rayan Air che ha sottolineato come l’aumento delle tasse penalizzi i piccoli scali, a tutto vantaggio delle grandi compagnie aeree come Alitalia-Ethiad. Anche la Iata è intervenuta sulla decisone del Governo italiano, stimando un danno alla competitività economica del nostro Paese che potrebbe addirittura portare a 2300 posti di lavoro in meno nel solo 2016. Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Del Rio, si è detto disposto a correggere la decisione e a trovare delle alternative all’aumento delle tasse a partire dal secondo semestre dell’anno. Vedremo nei prossimi mesi come andrà a finire.

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Grace

Da quando è a Dubai ha scoperto di essere una accumulatrice seriale di conchiglie.