In arrivo una nuova legge per tutelare i "domestic helpers"

Sta per entrare in vigore a tutti gli effetti una nuova legge che tutela maggiormente le oltre 750.000 collaboratrici domestiche che vivono e lavorano negli Uae, quasi il 20 per cento della forza lavoro expat, secondo le statistiche ufficiali del Governo emiratino.

Basta dare una rapida occhiata al contratto finora applicato alle “servant” (nelle foto qui sotto) per rendersi conto come il settore non fosse praticamente regolato: nessun vincolo sugli orari di lavoro o sul giorno di riposo, nessuna menzione ai giorni di malattia o tutela contro abusi e violenze.

La nuova legge prevede quindi un contratto rivisto che, in parte - sì, solo in parte poiché rispetto ad altre mansioni questo contratto è ancora molto poco vincolante per il datore di lavoro - migliora le condizioni dei "domestic helpers". Le professioni comprese nella dicitura “domestic helpers”, per quanto riguarda le sponsorizzazioni da parte di un privato, sono maid, marinai privati, addetti alla sicurezza, autisti, addetti alla cura e all’allenamento degli animali (la legge specifica falchi e cavalli), insegnanti privati e private coach, babysitter, infermieri privati, PRO personali, giardinieri o contadini personali.

Chi di recente ha dovuto rinnovare il contratto della propria maid, avrà forse notato il nuovo tipo di contratto rilasciato, che viene di fatto già applicato da qualche mese, anche se probabilmente ci saranno ulteriori modifiche non appena la legge entrerà in vigore a tutti gli effetti (uno dei punti non chiari, ad esempio, è se a termine di ogni anno di lavoro debba essere pagata al proprio dipendete un'indennità di un mese di stipendio). 

Che cosa prevede più nel dettaglio?

  • Il diritto delle maid di tenere con sé i propri documenti personali (passaporto, carta d'identità e permesso di lavoro)
  • L’obbligo da parte del datore di lavoro di garantire almeno 12 ore di riposo (delle quali almeno 8 consecutive) ai propri dipendenti
  • Un giorno a settimana obbligatorio off
  • 30 giorni di malattia all’anno
  • 30 giorni di ferie annuali retribuite
  • Un biglietto aereo all'anno per il Paese di origine o il corrispettivo in denaro se la maid decide di non tornare a casa
  • Il contratto, anche se va rinnovato annualmente, ha ora una durata di due anni 

La nuova legge estende inoltre ai domestic workers il diritto alla parità e alla non discriminazione in base alla razza al colore al sesso alla religione o alle opinioni politiche, oltre alla tutela contro abusi sessuali, fisici e verbali, contro il traffico di esseri umani e il lavoro forzato. La legge prevede infine protezione sociale per la categoria e la possibilità di ricorrere al Ministry of Human Resources and Emiratisation e al tribunale in caso di dispute con il datore di lavoro.

La nuova legge si allinea alla convenzione internazionale dell'Ilo (International Labour Organization), ratificata anche dagli Emirati Arabi, la "Convention 189 and the Recommendation 201 on Decent Work for Domestic Workers".