Al mercato del pesce di Deira

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*Questo articolo è stato gentilmente concesso da Frying Pan Adventures e tradotto in italiano

Le teste scattano all’unisono verso l’origine del caos. Si sentono urla scomposte rimbombare al di sopra del baccano del mercato del pesce, proprio mentre i pescivendoli si accingono a sbaraccare per godere del riposo pomeridiano. È iniziato l’inseguimento. Un pescatore fugge a gambe levate, inseguito da una guardia corpulenta che, per quanto veloce, non riesce a raggiungerlo. Un altro pescatore che non ha rispettato il regolamento del mercato l’ha fatta franca. Pochi istanti dopo, tutte le teste sono di nuovo sui banchi, tornate alla tipica cacofonia del mercato. Tutto nella norma. Sfido chiunque ad annoiarsi al mercato del pesce e delle verdure di Deira.

Arrivo qui nel pomeriggio in cerca di un pesce incluso nel mio “elenco ecosostenibile” da consegnare ai cuochi egiziani addetti alla griglia presenti sul posto. Il ristorante “Grill and Shark”, che ha aperto i battenti dieci anni or sono nel piccolo complesso Al Ras nelle immediate vicinanze del mercato, offre una ghiotta opportunità per espandere i propri orizzonti ittico-culinari: prendono in consegna la spesa di pesce crudo e semi-sconosciuto per trasformarlo nell’arco di un’ora in una prelibatezza grigliata. Non fatevi ingannare dalla parola “Shark” nel nome, che può portare a scegliere un cibo non ecosostenibile, come lo squalo appunto. Provate qualcosa di diverso dai classici pesci quali l’hammour e la ricciola (canaad) e fatevi cuocere alla griglia un pesce meno noto.

Per la cronaca, il pomeriggio è in assoluto il momento peggiore per visitare il mercato: i pescivendoli si dedicano alla pulizia dei tavoli prima della chiusura e, al di là dei pochi che cercano di vendere a tutti i costi del tonno, si trovano solo scarti. Passo in rassegna l’intero mercato ormai vuoto, cercando con ostinazione i “Jesh” (carangidi a macchie arancioni) fra gli avanzi, fino a ritrovarmi spintonata davanti a una carriola piena di pesce spacciato come “ancora vivo”, in realtà morto che più morto non si può.

A sorpresa, mentre chiacchiero con Gulzar, il pescivendolo con la carriola, mi cade lo sguardo su una striscia dal colore dorato. È un’orata a doppia banda, Faskar, ancora viva. Il pesce è freschissimo, un vero e proprio colpo di fortuna visto l’orario. Lo acquisto per 10 aed senza star troppo a contrattare e poi...via verso gli egiziani. Lungo il percorso incontro Gul Sher, un altro pescivendolo che ha un cuore d’oro e che fa generosamente scivolare due gamberetti omaniti nel mio sacchetto ancora sobbalzante, ignorando a bella posta la mia ripetuta richiesta di conoscerne il prezzo.

La cottura del pesce da parte degli egiziani richiede 5 aed e un’ora di attesa, tempo impiegato gironzolando un altro poco per il mercato, dove acquisto una noce di cocco dello Sri Lanka colma di acqua dolce per ringraziare Gul Sher, per poi sedermi accanto a lui su una panchina, scambiandoci storie sul mercato, sulla mia vita, su Dubai e sul mondo.

Nel frattempo, gli egiziani portano a termine la cottura del Faskar ricoprendolo di sale, pomodori, cipolle e aglio. L’aroma sprigionato dai forni è incredibile. Rimango a bocca aperta nel vedere l'enorme pesce aperto in due che viene estratto dal fuoco, mentre il profumo dolce dell’aglio cotto al forno è tale da farmi letteralmente ballare per la felicità sotto lo sguardo divertito dei cuochi.

Mi godo quindi il pranzo al ristorante di specialità di Kerala lì accanto, pagando 5 aed per l’uso del tavolo. I camerieri invitano cavallerescamente alcuni uomini a sgomberare il tavolo che occupano per farmi posto e preparano il mio coperto con piatti e tovaglioli, per poi offrirmi pane tandoori fresco e del curry al cocco da abbinare al pesce (altri 3 aed). Faccio presente che sedersi al ristorante di Kerala non è per deboli di cuore: è un vero ritrovo di pescivendoli e se pensate che non faccia per voi, limitatevi a prendere il pesce dagli egiziani per portarlo a casa o per mangiarlo seduti su una panchina di fronte al Creek.

La carne del Faskar è spessa e corposa, il rapporto tra carne e osso per un pesce di quella dimensione è perfetto. Il modo migliore per assaporarlo consiste nel raccogliere il condimento dalla pelle e unirlo alla carne: il condimento da solo sarebbe troppo salato, la carne al contrario troppo insipida. Questo genere di pesce è più adatto a essere aperto in due, i lati interni ricoperti di limone ed erbe, quindi nuovamente chiuso e cotto in forno. Ma anche una spruzzata di limone o di aceto di malto dovrebbero bastare a esaltarne il sapore. Se in futuro decidessi di portarmi questo pesce a casa, saprei esattamente cosa fare. Concludo il mio pranzo prima ancora di riuscire a pensare che sarebbe meglio spremere un limone sui grassi e rosati gamberetti tigrati, che invece assaporo inzuppandoli abbondantemente nel sugo al cocco (con risultati a dir poco stellari).

L’esperienza di comprare pesce vivo, chiacchierare con i pescivendoli, immergermi nei profumi e nelle urla del mercato, sedermi in un covo di scapoli per mangiare il pesce appena cotto con parotta al burro, è fantastica. Il mio cuore e la mia mente hanno assimilato così tanto in sole due ore da rifiutare qualsiasi altra esperienza. Il mio prossimo esperimento di pesce sarà un Jesh o un Anfooz (pesce angelo a bande gialle), a seconda di quello che offrirà la carriola di Gulzar la prossima settimana.

Insomma, se amate il pesce una visita al mercato di Deira è d’obbligo per sperimentare in libertà. Vi prego non scrivetemi che Buqtair è più economico e che il loro pesce è il massimo: sono stata una loro fan, ma ora abbandono la baracca sulla spiaggia che propone hammour e shaari a prezzi spropositati (tra l’altro entrambi non ecosostenibili), per dedicarmi invece alle opzioni più ecosostenibili del mercato del pesce di Deira.

Informazioni utili

Per il pesce di alta qualità: Gulzar +971 50 6941469. Proseguite lungo il perimetro esterno, tra il mercato e la moschea alla vostra destra. Girate a sinistra appena passato il mercato e proseguite lungo il bordo del mercato stesso. Il bancone di Gulzar si trova tra quelli all’estremità più lontana, all’incirca due banconi prima della sezione dedicata agli utensili e alle verdure. Per i famosi gamberetti omaniti pescati (non di allevamento): Gul Sher +971 55 1204200. Il suo bancone è di fronte alla moschea sulla destra del mercato.

Per visite guidate a tema alla scoperta dei sapori di Dubai, potete contattare l'autrice Arva Ahmed e Frying Pan Adventures.