2018, l'impatto dell’IVA sulle imprese

Mentre si attende con interesse l’introduzione dell’IVA, le sei nazioni del GCC hanno ufficializzato la firma del “Unified Agreement for Value Added Tax” pertanto, a partire da gennaio 2018, gli Emirati Arabi Uniti (EAU) e il Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG) introdurranno l’Imposta sul Valore Aggiunto al 5%.

L’accordo prevede l’applicazione dell’imposta, perlopiù simultanea ed omogenea nei diversi Paesi del CCG, al fine di evitare fenomeni lesivi della competitività tra i membri, pur concedendo un anno di transizione per far fronte alle numerose problematiche connesse all’introduzione della stessa. Il Ministro di Stato UAE per gli Affari finanziari, Al Tayer, ha dichiarato: “Altri paesi possono entrare nello stesso periodo o prendere una data successiva di applicazione, ma non oltre il primo gennaio 2019”.

L’IVA NEGLI EAU

Il sottosegretario del Ministero delle Finanze emiratino, Younis al-Khouri, ha annunciato nei mesi scorsi che gli Emirati Arabi hanno pianificato di introdurre l’IVA dal primo gennaio 2018. L’imposta sarà applicata alla vendita della gran parte di prodotti e servizi, ma ci saranno alcune eccezioni. È previsto, infatti, un trattamento speciale per alcuni settori, tra cui istruzione, sanità, servizi sociali, energie rinnovabili e tecnologia.

La scelta di introdurre l’imposta era tra le opzioni al vaglio del Governo per rafforzare la propria base di reddito al fine di ridurre al minimo la dipendenza dall’instabilità del prezzo del petrolio.

"Si prevede che nel primo anno l’IVA produrrà Dh12bn, e fino a Dh20bn durante il secondo anno dalla sua introduzione" ha riferito il Ministro dell’Economia Sultan Al Mansouri, aggiungendo anche che “la riduzione della dipendenza dai proventi del petrolio, la ricerca di altre fonti di reddito, la razionalizzazione della spesa e il miglioramento degli investimenti in settori e progetti strategici, porteranno una crescita ulteriore per i settori non-oil, che si prevede raggiungerà il 4.6% nel 2020”.

COS’È L’IVA E COME FUNZIONA?

L’IVA è un’imposta indiretta applicata sul valore aggiunto di ogni fase della produzione e di scambio di beni e servizi. L’imposta è pagata dai consumatori e incassata dalle imprese che poi la versano nelle casse dello Stato.

L’IVA negli EAU sarà applicata alle importazioni e alle forniture locali di beni e servizi, mentre le esportazioni non saranno tassate.

Una volta introdotta, tutte le aziende registrate dovranno applicare l’IVA sulle vendite, e potranno dedurla dagli acquisti. Infatti, il meccanismo è tale che il soggetto che cede beni o servizi, può detrarre l'imposta pagata sugli acquisti dall'imposta addebitata agli acquirenti. Pertanto, la differenza tra l’IVA applicata alle vendite e quella pagata sugli acquisti sarà versata  allo Stato.

Quali impatti avrà la normativa sugli operatori non residenti che operano “estero su estero”? Lo abbiamo chiesto al dott. Riccardo Ubaldini, Partner dello Studio Legale BonelliErede, esperto di fiscalità nazionale e internazionale. “Per gli operatori non residenti che operano “estero su estero” - si allude ad un’attività di trading svolta tramite un soggetto giuridico locale ma senza transito delle merci in loco - la normativa di prossima attuazione non dovrebbe avere soverchi impatti se non dal punto di vista documentale, essendo l’imposta legata alla materiale introduzione (nel caso delle importazioni o, di converso, dipartita nel caso delle esportazioni) del bene nel (dal) territorio emiratino”.

 

COME DOVRANNO PREPARARSI LE IMPRESE?

Sebbene manchino ancora diversi mesi, tutte le aziende interessate da questa importante novità dovrebbero prepararsi in anticipo, per essere in grado di rispettare sin da subito i nuovi obblighi. È fondamentale, infatti, che le aziende comprendano la nuova legislazione e i nuovi obblighi, e che rivedano le loro attività quotidiane.

Molte aziende potrebbero dover apportare alcune modifiche alle loro operazioni principali, alla gestione finanziaria, alla tenuta della contabilità e, con ogni probabilità, anche alle risorse umane.

In particolare, ogni azienda dovrà:

  1. determinare quali aree saranno interessate dall’introduzione dell’IVA;
  2. elaborare moduli, modelli e documenti, adeguandoli alle nuove norme;
  3. adeguare il proprio sistema informatico, assicurandosi che quest’ultimo faciliti le operazioni quotidiane;
  4. aggiornare la contabilità e adeguare i libri contabili;
  5. assicurarsi che le fatture in entrata e in uscita siano compatibili con la nuove normative;
  6. formare adeguatamente il proprio personale affinché tutti comprendano i cambiamenti e le nuove responsabilità, e preparare un manuale interno che regoli questi aspetti all’interno dell’azienda;
  7. adeguare i contratti alla normativa e rivedere le clausole fiscali già in essere.

NUOVE OPPORTUNITÀ DI LAVORO

Con l’avvicinarsi dell’introduzione dell’IVA, cresce negli Emirati Arabi la domanda di figure chiave come manager, consulenti, contabili, analisti, esperti di fiscalità e tasse, esperti in Information Technology.

Basti pensare che persino il Ministero della Finanza emiratino, ha annunciato che il Ministero è alla ricerca di nuovi dipendenti da includere nel “tax administration team”. "Come parte del piano degli Emirati Arabi Uniti per l'attuazione del Federal Tax System e l’istituzione della Federal Tax Authority, il Ministero delle Finanze annuncia la necessità di reperire candidati qualificati per diverse posizioni", ha riportato il ministero sul proprio sito web.

Se da un lato, però, nei prossimi mesi si creeranno centinaia di posti di lavoro, dall’altro molti contabili potranno essere licenziati, proprio a causa della loro inesperienza. Ai professionisti, infatti, è richiesta una conoscenza approfondita di concetti chiave, come rimborsi, esenzioni e riduzioni fiscali, nonché trattati fiscali con altri Paesi. Inoltre, bisogna tener conto che molte aziende non necessariamente avranno bisogno di nuovo personale. Le grandi aziende che operano in mercati internazionali in cui l’IVA è già presente, infatti, non avranno difficoltà ad adeguarsi al nuovo sistema. Questo aspetto, invece, riguarderà moltissime piccole imprese che, attualmente, non hanno un modello di business adeguato al futuro sistema fiscale.

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Ilaria Di Gioia

Dottore Commercialista e revisore contabile, laureata in “Economia e Commercio presso l’Università “G. D’Annunzio”, svolge attività di consulenza aziendale. È specializzata nella pianificazione e valutazione di progetti imprenditoriali, e nella redazione di business plan per l’accesso a finanziamenti regionali e nazionali.

 

Negli ultimi anni, Ilaria ha maturato esperienza nell’internazionalizzazione d’impresa.

 

Attualmente è consigliere dell’ Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Larino.