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Takeaway: una marea di plastica negli Uae

Takeaway: una marea di plastica negli Uae

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Takeaway: una marea di plastica negli Uae

Tre persone su quattro, negli Emirati Arabi, ordinano almeno una volta alla settimana un pasto da asporto. Nulla di nuovo, data la popolarità del takeaway a Dubai e dintorni, ma la novità sta in una ricerca che ne ha studiato l’impatto ambientale: questa abitudine sta creando una preoccupante marea di rifiuti (monouso) in plastica.

L’allarme arriva dalla società di ricerca e consulenza KPMG che sottolinea come i contenitori per il cibo da sporto siano quasi sempre in plastica, in un packaging voluminoso, spesso con contenitori multipli. In media ogni residente degli Emirati produce 2,7 chili al giorno di rifiuti derivanti esclusivamente da cibo e packaging, numero molto alto se si paragona, ad esempio, alla media europea che è di circa 1,3 chili a persona di rifiuti complessivi (non solo cibo e packaging).

Con il suo studio la KPMG vuole sensibilizzare i cittadini e le aziende al problema plastica, non solo negli Emirati Arabi: il gruppo, insieme a Waitrose e Nestle, sta infatti portando avanti una campagna per ridurre il packaging non biodegradabile. Le tre aziende si sono impegnate ad eliminare bicchieri, tazze e posate in plastica nei loro uffici e la Nestle ha dichiarato che entro il 2025 abolirà tutti i materiali non riciclabili nel packaging dei suoi prodotti.

Qui negli Emirati, negli ultimi anni, qualche iniziativa simile sta finalmente prendendo piede: ad Abu Dhabi, ad esempio, il centro commerciale Urban Retreat dello Yas Mall offre ai clienti che si portano i propri piatti, tazze e bicchieri uno sconto del 20% sul conto; Waitrose, sempre ad Abu Dhabi, ha cominciato a far pagare i sacchetti in plastica, mentre gli hotel Hilton e Park Hyatt di Abu Dhabi hanno eliminato cannucce e bottiglie di plastica. Non solo, il popolare servizio di takeaway Zomato offre ora ai suoi utenti l’opportunità di deselezionare le posate di plastica che in genere arrivano con le ordinazioni.

A Dubai, intanto, è in fase pilota il progetto Wastenizer messo a punto dalla Dubai Municipality in collaborazione con Dubai Future Foundation, con l’obiettivo di rendere Dubai la prima e unica città al mondo ad utilizzare l’intelligenza artificiale nel trasporto e nella trasformazione dei rifiuti per generare energia pulita e sostenibile.

Qualche numero su Dubai: ogni anno arrivano nelle discariche della città – che coprono una superficie di 7560 metri quadrati – 3,5 milioni di tonnellate di rifiuti. La produzione di rifiuti è stimata in oltre 1700 chili di immondizia a persona ogni anno, oltre 4 chili a testa al giorno. Un costo, sottolinea la Dubai Municipality, non solo in termini di ambiente, ma anche operativo, che tocca i 2,3 milioni di dirham ogni giorno con l’utilizzo di quasi 4000 veicoli per la raccolta dei rifiuti.

The Dubaitaly Press Team

2 Comments

2 Comments

  1. Patrizia Castellani

    September 9, 2018 at 12:56 pm

    E i sacchetti al supermercato, dove li mettiamo! Usano un sacchetto anche per una sola cosa, dirò di più per un carrello pieno di spesa il min. di sacchetti usati sono 20! Manca il “common sense”! Saluti

    • Team Draculapp

      September 9, 2018 at 4:01 pm

      Hai ragione, ma non solo…! Alcuni supermercati ad esempio, come specificato nell’articolo, stanno cominciando a mettere i sacchetti a pagamento 🙂

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