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Emirati e Cina, sempre più vicini

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Emirati e Cina, sempre più vicini

Negli Emirati Arabi la comunità cinese è cresciuta rapidissima negli ultimi anni, tanto da diventare la più numerosa del Middle East: conta quasi 200.000 persone e oltre 4000 attività commerciali. Alla periferia della città, in pieno deserto, proprio introno al Dragon Mart, che è uno dei maggiori mercati di prodotti cinesi fuori dalla Cina, è nata una piccola China Town – con tanto di insegne e scritte in mandarino – e quest’anno, come tutti abbiamo notato, le celebrazioni del Capodanno Cinese, lo scorso febbraio, per la prima volta hanno coinvolto l’intera città.

Erano i preparativi per una nuova fase di cooperazione a lungo termine tra Emirati Arabi e Cina, ufficializzata in questi giorni dalla visita del presidente cinese Xi Jimping, che si è conclusa con la firma di 13 accordi e memorandum di intesa relativi a commercio, investimenti, energia (green e non), istruzione, cultura. Lo Sceicco Al Maktoum ha definito la visita “un incontro storico”, peraltro il primo dal 1989, quando l’ex presidente della Cina Shangkun aveva visitato Abu Dhabi, e che, a giudicare dai preparativi e dalle iniziative a tema “Cina” organizzate a Dubai e nella capitale, verrà ricordata come una delle più grandi visite di stato che gli Emirati abbiano mai ospitato.

L’obiettivo è ovviamente quello di rafforzare le relazioni bilaterali tra i due Paesi. Con la semplificazione dei visti di ingresso, nel 2017 i turisti cinesi sono arrivati ad 1 milione, rispetto ai 600.000 del 2016, mentre gli scambi commerciali hanno registrato il valore di 53 miliardi di dollari, rendendo gli Emirati il secondo partner commerciale della Cina nel mondo. Tra gli altri punti degli accordi, oltre alla cooperazione tra l’emiratina Adnoc e la China National Petroleum Corporation, anche la creazione della prima società di servizi finanziari statali cinesi che avrà sede nel centro finanziario ADGM di Abu Dhabi. E poi tutto il settore Real Estate che prevede, tra gli altri progetti, un nuovo quartiere cinese di vendita al dettaglio e lifestyle a Dubai Creek Harbour e catene di hotel Address in Cina sotto la firma di Emaar Properties.

Quello con la Cina è un legame antichissimo, ha voluto sottolineare Sultan Al Jaber, Ministro di Stato degli Emirati, a partire dal commercio di porcellane e perle che univa la Cina al mondo arabo nel VII secolo, fino alle esplorazioni della dinastia Ming di Zheng He, che aprirono la via della seta marittima tra Cina, Arabia e Africa.

Insomma, gli affari, per gli Emirati, si stanno spostando sempre più ad Est, seguendo la Belt and Road Initiative del presidente Xi, ovvero la “via della seta del XXI secolo”, cominciata nel 2013, che sta portando la Cina, con un tasso di crescita che sfiora il 7%, a prima potenza commerciale del mondo.

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda Dubaitaly.

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