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Il Salvator Mundi arriva al Louvre

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Il Salvator Mundi arriva al Louvre

Le immagini dell’asta di New York, lo scorso novembre, avevano fatto il giro del mondo: Christie’s lo aveva valutato 100 milioni di dollari e in soli 19 minuti è stato venduto alla cifra record di 450 milioni. E’ il Salvator Mundi, il piccolo dipinto su legno di Leonardo da Vinci che dal 18 settembre sarà esposto al Louvre di Abu Dhabi.

Passerà alla storia non solo come il dipinto più costoso mai acquistato all’asta, ma anche per avere reso Abu Dhabi la prima sede permanente, fuori da Europa e Stati Uniti, di un’opera di Leonardo.

Il dipinto ha alle spalle una storia travagliata: ritenuto distrutto, è stato poi ritrovato in pessime condizioni nel 2007 e la sua originalità è stata più volte messa in discussione per via del particolare della sfera che regge Gesù nella mano sinistra; secondo alcuni storici dell’arte, infatti, Leonardo stava portando avanti, proprio negli anni al quale risale il dipinto, uno studio sulla luce e i riflessi attraverso la sfera di vetro avrebbero dovuto deformare l’immagine. Un particolare al quale Leonardo, da scrupoloso scienziato, non avrebbe potuto trascurare. E’ solo nel 2011, dopo il restauro del quadro avvenuto negli Stati Uniti, che la maggior parte degli studiosi hanno attribuito infine il dipinto a Da Vinci.

Ma il Salvator Mundi continua ad essere in qualche modo avvolto dal mistero: non è mai stato chiarito chi abbia in realtà acquistato l’opera all’asta di New York, se un delegato del principe ereditario saudita (che lo avrebbe poi donato ad Abu Dhabi) oppure il Dipartimento della Cultura e del Turismo emiratino.

“Il Salvator Mundi incarna la natura inclusiva del nostro museo – ha specificato il Dipartimento della Cultura di Abu Dhabi – e la nostra missione è di promuovere un messaggio di tolleranza e apertura. Rimasto per così tanto tempo in mani private, il capolavoro di Leonardo Da Vinci è ora il nostro dono per il mondo. Appartiene a tutti noi, che avremo l’opportunità di testimoniare la maestria di uno degli artisti più significativi della storia”.

Stessa idea alla base dell’intero “Louvre de Sable”, come chiamano il museo di Abu Dhabi a Parigi, capolavoro architettonico progettato da Jean Nouvel: inaugurato lo scorso novembre, propone infatti un percorso che mostra come, nelle diverse epoche, tutti i Paesi del mondo fossero in qualche modo connessi e condividessero molti aspetti della cultura e dell’arte. 

Dopo la presentazione al Louvre di Abu Dhabi, il Salvator Mundi sarà prestato al Louvre di Parigi nell’ottobre 2019, in occasione della mostra dedicata a Leonardo per i 500 anni dalla sua morte. Il dipinto tornerà quindi nella capitale emiratina nel 2020, pronto per i visitatori di Expo Dubai.

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda Dubaitaly.

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