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Non siete in regola con il Visto? In arrivo la “Visa amnesty”

Non siete in regola con il Visto? In arrivo la "Visa amnesty"

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Non siete in regola con il Visto? In arrivo la “Visa amnesty”

I dettagli non sono ancora stati resi noti, ma dal primo di agosto, e per tre mesi fino al 31 ottobre 2018, chi non è in regola con il visto potrà rivolgersi all’Ufficio immigrazione e mettere a posto la propria situazione senza essere perseguito, senza ban sul passaporto e, in alcuni casi, senza dover pagare le multe per l’overstay.

Vediamo più nei dettagli che cosa si sa finora dell’iniziativa “Protect Yourself by Modifying Your Status”, lanciata nei giorni scorsi dal Governo:

  • Chi non è in regola con il proprio visto potrà presentarsi all’Ufficio immigrazione e mettersi in regola pagando le multe dovute o lasciando volontariamente il Paese, senza essere perseguito dalla legge e senza ban sul passaporto. In caso si scelga l’opzione di lasciare il Paese, le multe verranno condonate.
  • I cittadini che si trovano negli Emirati, e i cui Visa siano scaduti, provenienti dai Paesi in guerra come Siria, Yemen, Libia, potranno avere un Residence Visa di un anno. Lo stesso sarà valido per i cittadini Palestinesi che non possono fare ritorno a casa. Oltre al rilascio del visto, verranno esentati dalle multe per overstay.
  • Per le donne vedove oppure divorziate e per i loro figli, verrà garantito un visto speciale di un anno, senza la necessità di uno sponsor – a partire dalla data della morte del coniuge o del divorzio – e saranno condonate le multe per overstay.

Iniziativa simile era stata portata avanti nel 2013, quando 62.000 residenti si erano messi in regola con i visti di soggiorno. Secondo quanto dichiarato dal Governo, verrà messo a disposizione un numero verde per ricevere informazioni, mentre maggiori dettagli verranno resi noti in una conferenza stampa nelle prossime settimane. Il Governo invita quindi tutti coloro che non sono in regola con la legge oppure gli sponsor a sfruttare l’opportunità dell’amnistia.

Intanto l’agenzia per i rifugiati dell’Onu (UNHCR) ha accolto con favore la decisione degli Emirati Arabi di consentire ai cittadini di Paesi devastati dalla guerra di poter avere l’estensione del visto. “Questa decisione aiuta a garantire la sicurezza delle persone vulnerabili che non sono in grado di tornare nei loro paesi di origine a causa di conflitti o disastri – ha sottolineato in una nota Toby Harward, responsabile dell’UNHCR -. Siamo attualmente in stretta comunicazione con il governo degli Emirati Arabi Uniti per quanto riguarda la decisione e continueremo a fare tutto il possibile per sostenere le autorità competenti”. Harward ha aggiunto che il mondo sta assistendo a livelli di sfollamento senza precedenti per il quinto anno consecutivo, con oltre 68 milioni di sfollati e oltre 25 milioni di rifugiati, metà dei quali sono bambini.

Nel Golfo si stima vivano circa 3 milioni di siriani, ma poiché nessun Paese della zona è firmatario della Convenzione sui rifugiati, non vengono censiti come tali e non rientrano quindi nelle statistiche dell’UNHCR. Gli Emirati, secondo quanto dichiarato dal Governo, stanno portando avanti un piano per integrare 15000 rifugiati siriani entro il 2021 – perlopiù famiglie e professionisti – e negli ultimi 6 anni hanno fornito oltre 750 milioni di dollari per sostenere i campi profughi in Giordania, Iraq e Libano.

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda Dubaitaly.

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