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Dubai: attenzione alle truffe

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Dubai: attenzione alle truffe

A Dubai, al di fuori dei circuiti ufficiali, i tentativi di truffe grandi e piccole ai danni di chi cerca “l’affare” possono essere all’ordine del giorno. Di recente la polizia ha dato un giro di vite, per esempio, al settore delle contraffazioni dei grandi marchi di moda, ma è naturale rendersi conto di come, per posizione geografica e presenza di porti molto attivi, lo smercio di articoli falsi sia ancora presente. Qualche tempo fa, se non ricordo male, Fighting Jumeirah Jane scrisse su queste pagine Web una gustosa guida ai negozi di Karama: però, un conto è cercare di acquistare intenzionalmente, per divertimento o per scelta, qualcosa di falso o di “caduto dal camion” (come si dice da noi per parlare di articoli fuoriusciti in qualche modo dalla casa di produzione, che siano scarti del controllo di qualità o furti veri e propri, pardon, incidenti appunto del camion… ) e un conto è ritrovarsi vittime di una truffa.

E la truffa può arrivare da chiunque! Chi non ha sentito parlare dei due Italiani in macchina, oramai soprannominati “gli Armani” (grazie al marchio che citano più spesso ma non è l’unico) che, reduci da una fantomatica convention sartoriale in questo o quell’hotel, fermano distinti uomini in giacca e cravatta nei parcheggi dicendo di avere nel bagagliaio dell’automobile campioni di altissima moda e sartoria maschile non rivendibili in negozio ma comunque nuovi, mai indossati, che sarebbe inutile riportare a casa e che possono essere ceduti in cambio di un telefono mobile, un iPad, o anche un modico pagamento in contanti? Li ha incontrati nel lontano 2008 mio marito e poco dopo anche un nostro amico egiziano il quale purtroppo, pur non essendo affatto un ingenuotto e nemmeno una persona estranea ai negozi di qualità, ci cascò come una pera cotta convinto della loro onestà “perché Italiani”. Come mi spiegò poi, all’epoca di Italiani a Dubai non se ne vedevano molti e lui conosceva solo mio marito e me, quindi basava il suo metro di giudizio su di noi. Chiunque fosse italiano, insomma, doveva per forza essere onesto e perbene, secondo lui. Lusingati, ma anche disarmati davanti a tale affermazione, gli improvvisammo un crash course sui nostri connazionali, credo riuscito perché alla fine chiamò il suo pesce rosso, un po’ “fissato” diciamo, BungaBunga. Pare comunque che “gli Armani” ancora girino al giorno d’oggi e che ancora riescano occasionalmente a truffare qualcuno, forse addirittura passandosi il mestiere fra “colleghi”: speriamo che vengano prima o poi fermati.

Ad ogni modo, i rischi che si corrono non sono sempre così facilmente evitabili. In questa città il mercato dell’usato, anzi, del pre-loved come si dice, è da sempre molto intenso per il continuo ricambio di residenti. Adesso poi, stiamo attraversando un periodo di assestamento economico e i negozi di grandi marche, che oltretutto qui propongono, come si sa, le collezioni della stagione precedente e nemmeno sempre molto complete, stanno patendo come tutti l’introduzione della VAT. In compenso fioriscono e prosperano i mercatini in casa e le vendite online anche di articoli di alta moda. Diventa quindi fondamentale fare attenzione a cosa si acquista per poter usufruire al massimo delle buone opportunità evitando le truffe (certe volte involontarie perché può succedere che chi propone un oggetto sia stato a sua volta raggirato in passato, soprattutto a livello di vendite fra privati).

La settimana scorsa GulfNews ha pubblicato online una video-intervista molto interessante a Elisabeth Bohler (che potete vedere qui), responsabile del merchandising di The Luxury Closet, uno (ma non l’unico) dei siti più accreditati per l’acquisto di articoli di lusso. Il suo vademecum per evitare sorprese è incentrato sulle borse, ma i principi generali possono essere estesi un po’ a tutto (indubbiamente è necessario avere un minimo di familiarità con gli oggetti autentici per poter fare il confronto):

Per chi non capisse ogni sfumatura del video, in inglese ma comprensibile, ecco un riepilogo dei punti principali spiegati:

  1. Rivolgersi solo a siti o negozi accreditati e seri
  2. Toccare e annusare la borsa per capire se si tratta di vera pelle e soprattutto di qualità. Alcune case come Louis Vuitton, fra le più copiate in assoluto, utilizzano materiali in realtà estremamente difficili da falsificare
  3. Osservare e maneggiare con molta attenzione ogni minimo dettaglio, in particolare borchiette, fibbie, ganci, zip, chiusure, che oltre a essere cuciti, saldati e incisi con estrema precisione (soprattutto nel logo), devono chiudere o fare il tipico clic senza sbavature
  4. Accuratezza delle cuciture e della forma della fodera interna che deve aderire perfettamente alla sagoma della borsa ed essere in materiali originali
  5. Presenza della scheda di autenticità con codice che deve coincidere esattamente con quello riportato nell’etichetta dell’articolo; la scheda stessa deve essere perfetta in ogni dettaglio (anche ortografico!) incluso l’ologramma
  6. In generale attenzione alla precisione di ogni dettaglio, in particolare al disegno, alle sfumature di colore, all’allineamento o meglio all’assenza di punti di congiunzione grossolani, ecc. sia nelle parti interne che nelle parti esterne o meno visibili.

Nata a Roma, una laurea in Ingegneria meccanica biomedica, dopo una carriera in multinazionali del settore IT lavora da parecchi anni come traduttrice professionale free-lance. Ha un diploma in Interior design ed è fra le prime socie fondatrici del Club Soroptimist International Gulf-Dubai, il primo in assoluto in questa parte di mondo. Ama Dubai con tutte le sue contraddizioni, anche perché qui è nata la sua bambina ed è qui che sono stati adottati tre dei cinque gatti che compongono il suo nucleo familiare. Desidera condividere le proprie esperienze in questa città a volte stancante, ma sempre sorprendente, con gli expat, Italiani e non, che continuano ad arrivare a Dubai.

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