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Salute mentale: allarme depressione tra gli studenti universitari

http://sailemagazine.com/2018/04/5-ways-to-get-help-for-mental-health-problems/#.WssHn9NuZcB

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Salute mentale: allarme depressione tra gli studenti universitari

*Questo articolo è stato gentilmente concesso da Sail Magazine e tradotto in italiano

Camminare attraverso i corridoi delle università durante un periodo di esami e notare lo stato mentale degli studenti può essere allarmante, ma in genere viene ignorato e considerato inconsapevolmente come una reazione naturale allo stress. Recentemente mi è stato detto da uno studente universitario che ci sono molti casi di svenimento, vomito e ospedalizzazione durante il periodo degli esami. Anch’io pensavo fosse una reazione naturale allo stress, ma è davvero così?

Qualcosa mi ha spinta a guardare oltre e la realtà si è rivelata allarmante, per non dire altro. Al giorno d’oggi, uno studente universitario su quattro soffre di problemi di salute mentale. C’è un numero crescente di abbandoni universitari in tutto il mondo a causa di problemi di salute mentale, e conosco personalmente un paio di casi negli Emirati Arabi Uniti. Secondo le ricerche mediche, i primi tre problemi tra gli studenti universitari sono la depressione, i disturbi d’ansia e i disturbi alimentari.

Questa è una crisi mondiale che colpisce anche la nostra regione – qualsiasi conversazione con studenti universitari lo rivela. Se non riusciamo a riconoscere questo problema, i risultati potrebbero essere catastrofici per il futuro della nazione, un futuro che dipende da quei giovani e dai loro successi, una volta che lasceranno l’università e inizieranno la loro carriera lavorativa.

Alcuni mesi fa c’è stato il caso di una adolescente degli Emirati che lottava con la depressione. Ha iniziato ad esprimere i suoi pensieri su Twitter, e poi un giorno ha annunciato di averne abbastanza di questa vita e di voler dire addio al mondo, sottintendendo che si sarebbe tolto la vita. Per fortuna, questo non è accaduto proprio perché attraverso i social media tante persone si sono rivolte a lei, che la conoscessero o meno, e hanno cercato di sostenerla e darle l’aiuto del quale aveva bisogno. Ma quanti altri hanno vissuto lo stesso e non sono diventati virali come questa ragazza? O non hanno avuti il coraggio di condividere sui social media e sono spariti da questa terra senza che nessuno sapesse cosa stavano passando?

Mentre studiavo questo argomento e discutendo del tentato suicidio di questa ragazza con persone tra i 50 i 60 anni, cercando di capire il loro punto di vista sulla questione, le risposte che ho avito sono state preoccupanti. Ho ricevuto risposte come: “che cosa ha visto una adolescente come lei nella vita per causarle questa depressione!”; “sta solo cercando di attirare l’attenzione”; “tutto ciò deriva dal guardare troppi spettacoli occidentali e i bambini prendono le loro idee da lì”. Posso immaginare che queste siano le risposte che i giovani in difficoltà trovano dalle loro famiglie, il che potrebbe rendere più difficile per loro gestire ciò che stanno passando, o in alcuni casi, non ottenere del tutto l’aiuto del quale hanno bisogno.

La grande domanda che viene sempre posta dalla generazione dei genitori, è che cosa possa mai causare ai nostri figli problemi di salute mentale. Bene, ci sono moltissime cause. La ricerche mediche ne indicano alcune principali, come ad esempio:

  • L’esposizione ai social media in giovane età e il fatto di avere tutti i dettagli della propria vita sotto una lente di ingrandimento sociale, possono incidere sui giovani. Da un lato, scatena la cosiddetta “Fear of missing out” (FOMO) e crea una necessità compulsiva di continuare a controllare i propri account per sapere cosa stia succedendo intorno a loro. Dall’altra parte, mina la fiducia in se stessi per la necessità di una costante riaffermazione tramite i “like” e i commenti ai loro post. Questo senza menzionare il cyberbullismo e quanto sia dannoso per l’autostima e la fiducia dei giovani. Una ricerca è andata anche oltre, per collegare i livelli di ansia, depressione, problemi di immagine corporea, FOMO e bullismo innescati da ciascuna delle diverse piattaforme di social media.
  • La dipendenza dei giovani da smart device, dai telefoni ai tablet, può creare “squilibri chimici nel loro cervello che li predispongono alla depressione e all’ansia”.
  • Le pressioni accademiche sono oggi incredibilmente diverse da quelle che erano 10 anni fa. Il carico di lavoro degli studenti, in ogni materia, in una settimana è equivalente al carico di lavoro che un decennio fa si era soliti spalmare in un mese intero. Sembra esserci uno squilibrio o un’aspettativa troppo alta nei requisiti universitari, ci si aspetta che gli studenti non abbiano una vita, né attività extra-curriculari (che invece oggi sono fondamentali per assicurarsi un buon lavoro dopo la laurea).
  • La consapevolezza che esiste un mercato del lavoro molto duro, che non riesce a tenere il passo con il numero crescente di laureati ogni anno; questo crea in molti studenti, negli ultimi due anni, una pressione mentale per ottenere voti migliori, facendosi carico di troppe attività extra curricolari e stage per aumentare le opportunità di impiego.
  • Geneticamente e ambientalmente, i problemi di salute mentale sono generalmente in aumento ovunque. Alcuni studi mostrano che i tassi di depressione sono aumentati drasticamente negli ultimi 10 anni in tutto il mondo.

I punti sopra citati toccano solo alcuni dei motivi e dei fattori scatenanti dietro i problemi di salute mentale degli studenti universitari di oggi. Molti di questi fattori non erano un problema un decennio fa, e certamente nemmeno 20 o 30 anni fa. Tempi diversi si traducono in diverse fisiologie e richiedono interventi diversi. Ora più che mai abbiamo bisogno di prendere sul serio i giovani quando dicono che sono stressati o depressi. Ora più che mai abbiamo bisogno di lavorare attivamente per stabilire il giusto equilibrio tra carico di lavoro universitario e vita sociale. Infine, e soprattutto, dobbiamo assicurarci di poter fornire ai giovani aiuto quando ne hanno bisogno.

Questo articolo è stato scritto per The UAE Rosalynn Carter Fellowship for Mental Health Journalism, sponsorizzato dalla Al Jalila Foundation.

P.S. Se stai affrontando problemi di salute mentale, puoi fare riferimento a questo post dove puoi trovare consigli su come ricevere l’aiuto necessario negli Emirati.

 

Fondatrice della casa editrice digitale Sail Publishing, è la direttrice del magazine online Sail Magazine dedicato alla società e alla cultura degli Emirati Arabi. Iman Ben Chaibah ha vinto diversi premi nell’ambito dell’editoria digitale, della letteratura e dell’imprenditorialità e tiene regolarmente seminari alla Canadian University di Dubai.

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