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Appropriazione culturale: se ne discute anche nel Golfo

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Appropriazione culturale: se ne discute anche nel Golfo

*Questo articolo è stato gentilmente concesso da Sail Magazine e tradotto in italiano

L’appropriazione culturale è un concetto accademico originario degli Stati Uniti secondo il quale l’adozione o l’utilizzazione di elementi di una cultura da parte dei membri di una cultura “dominante” sarebbe irrispettosa e costituirebbe una forma di oppressione e di spoliazione. La cultura “minoritaria” si troverebbe così spogliata della sua identità, o ridotta a una semplice caricatura razzista (ndt)

Quello dell’appropriazione culturale e dell’importanza di sradicarla è un tema molto trattato dai media stranieri. Ogni volta che qualcuno discute questo argomento, emergono una serie di domande. Conosciamo davvero il significato di questo termine? E, ancora più importante, siamo consapevoli delle volte in cui si verifica un’appropriazione culturale?

Ho fatto un sondaggio su Twitter, chiedendo ai miei follower se conoscessero il significato di appropriazione culturale. Il 55% di loro, in totale 108, non erano a conoscenza della definizione. A chi conosceva il termine, ho rivolto poi la domanda se fosse secondo loro un tema pertinente sia nei paesi arabi che in quelli stranieri, o se si limitasse ai paesi stranieri. Il 78% dei 55 intervistati è convinto che riguardi anche i paesi arabi. L’ultima domanda, più personale, riguardava invece la reazione nel momento in cui ci si fosse imbattuti in un caso di appropriazione culturale. Dei 61 intervistati, il 33% ha detto che avrebbe ignorato la questione, il 30% che avrebbe giudicato tra sé e sé senza dire nulla, e il 37% avrebbe invece spiegato il suo punto di vista.

I risultati del sondaggio mi hanno fatto capire il lavoro che andrebbe fatto per sensibilizzare su questo tema. Poiché la maggior parte non ne sa nulla, tengo a spiegare che l’appropriazione culturale si verifica quando i membri di una cultura dominante, diversa dalla propria, adottano alcuni elementi, o meglio gli stereotipi, legati ad una minoranza culturale. Non è corretto adottare elementi di una minoranza culturale per seguire una tendenza, per attirare l’attenzione oppure per estetica, mettendo la minoranza sotto uno stigma. Le minoranze culturali dovrebbero essere trattate con sensibilità e apprezzamento, non disumanizzate e poi rese vittima di appropriazione culturale. Anche se gli arabi non sono una minoranza, sono spesso vittime di appropriazione culturale.

Un esempio è quando il pubblico crede alla rappresentazione stereotipata e disumanizzata di come appare la nostra cultura araba, come l’Aladino della Disney che viene impropriamente ritratto dalle rappresentazioni orientaliste. Forse non avete mai prestato attenzione alla battuta nella canzone di apertura del film: “Dove ti tagliano l’orecchio se non gli piace la tua faccia, sì è barbaro, ma è casa”. Dato che la musica oggi ha un certo potere, in questo caso siamo vittima di appropriazione culturale; la canzone usa infatti lo stereotipo del barbaro arabo nel video musicale, come anche l’indossare vestiti da nomadi e cavalcare un cammello nel mezzo del deserto. Queste immagini spesso creano islamofobia.

Come si può fermare e combattere questo fenomeno? Yara Shahidi, attrice e attivista americana, ha detto: “Quando ci liberiamo da un branding autoimposto, possiamo liberare chi ci circonda dai pregiudizi che ci impediscono di esplorare veramente la bellezza dell’esistenza umana. Credo che per ridurre l’appropriazione culturale, gli stereotipi e la discriminazione istituzionalizzata, dobbiamo aprire una riflessione sull’apprezzamento culturale, che include tutte le persone, su tutte le piattaforme”. Per sostenere l’apprezzamento culturale, quindi, dobbiamo capire che tutto ciò che non appartiene alla nostra cultura, ma ad un’altra, quella seguita da una minoranza, non va adottata liberamente.

Invece di indossare la cultura di qualcuno come un costume o un accessorio, dovremmo apprezzarla, rispettarla e comprenderla. Dobbiamo essere cauti tutte le volte in cui usiamo gli elementi di una cultura che ha avuto a che fare con molte battaglie, perché più siamo inclini a tutte le culture, più diventiamo tolleranti e accoglienti.

Jood è una studentessa saudita di Letteratura e Comunicazione, di soli 18 anni, iscritta alla King Saud Univerisity. Scrive storie da quando ha cinque anni. E' appassionata di lettura, scrittura e arte.

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